I pilastri della terra

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Ho finito stamattina di vedere la miniserie tv ‘I pilastri della terra’, basata sull’omonimo romanzo di Ken Follett. Premetto che non sono un’esperta cinematografica, la mia competenza si basa principalmente sulla mia passione per il doppiaggio e sulle numerose serie tv che seguo, ma voglio comunque provare a dare una mia opinione.

Avevo amato il romanzo, e devo dire che ho apprezzato moltissimo anche l’adattamente televisivo. Sicuramente il cast ha contribuito: fra gli attori più noti spiccavano Eddie Redmayne, Ian McShane e Matthew Macfadyen.

In breve, per chi non la conoscesse, vi snocciolo la trama. La storia è ambientata nell’epoca medievale, al tempo della lotta di successione dopo il sovrano inglese Enrico I. Alla lotta al potere portata avanti dagli eredi al trono, cioè Stefano, nipote di Enrico, e Matilde, figlia del sovrano deceduto, si intreccia la storia della costruzione di una cattedrale e dello scontro tra il priorato, che ha deciso la costruzione della cattedrale, il conte di Shiring che si oppone ad essa, e il vescovo di Canterbury, che appoggia il nobile. Oltre a ciò, viene narrata la storia della famiglia del mastro costruttore che si occupa della cattedrale.

La vicenda a mio parere è stata trattata benissimo, con dialoghi e ambientazioni perfette. Sono state tagliate o modificate alcune scene del libro, ma, per chi non conosce l’opera originale, la vicenda scorre perfettamente. La scelta degli attori è stata adeguata ai personaggi, e sono stata felice di scoprire che non si discostavano moltissimo dal libro di Follett.

Dato che sono appassionata di doppiaggio, vorrei fare un piccolo appunto a riguardo. Non ho visto la serie tv in inglese, dunque non posso di certo fare confronti, ma la scelta dei doppiatori mi è piaciuta molto. Spesso, per quanto i doppiatori italiani siano eccellenti, le voci ‘stonano’ con l’aspetto del personaggio. Invece devo dire che nell’adattamento italiano la scelta della voce è stata coerente con il personaggio. In particolare mi è piaciuto moltissimo Flavio Aquilone su Eddie Redmayne (Jack). Sicuramente influisce il fatto che Flavio Aquilone sia uno dei miei doppiatori preferiti in assoluto, ma trovo che sia riuscito a rendere appieno, nonostante la giovane età (è nato nel 1990), la complessità di un personaggio come Jack.

Chiudo qui la mia pseudo-recensione, spero che sia apprezzata e che, se qualcuno ha pareri differenti dai miei, si faccia pure avanti.

Gaia

 

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