Only a pair of blue eyes (2° capitolo)

Buongiorno! Eccomi tornata con un nuovo capitolo! Spero che questa storia vi stia piacendo.
copertina
Capitolo 2
Il triangolo no, non l’avevo considerato

 

Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un casinò
(Gabriel Garcia Marquez)

Nostro mondo, oggi

Kurt passò i primi due giorni a Mistbrooke senza concludere niente. Ancora non aveva idea di come poter spezzare la maledizione, e il contatto con Rachel e Mercedes non aveva aiutato. Aveva solo fatto amicizia con le due ragazze.
Ancora non ricordava dove poteva aver visto Mercedes, nonostante si ricordasse del suo nome, ma nonostante ciò la trovava una ragazza molto simpatica e in gamba. Scopri che aveva ereditato il locale da sua nonna, con la quale era cresciuta, e che l’aveva lasciata due anni prima. Che coincidenza, pensò Kurt sarcasticamente. Chiunque avesse scagliato la maledizione, si era assicurato di costruire e rendere credibili tutti i singoli dettagli.
Rachel, invece, era come se la ricordava, anche se forse lavorare e mantenersi da vivere in un mondo completamente diverso dal suo (anche se non si ricordava delle sue origini) l’aveva resa più matura. Non che prima fosse una principessa snob, era sempre stata una principessa fuori dagli schemi, così come suo fratello, ma in quel mondo era molto più alla mano, dimostrava una semplicità non presente a Heavenbrooke, anche se aveva conservato l’ambizione di voler fare sempre meglio e di essere sempre la migliore.

Una sera, Kurt stava cenando al diner, chiaccherando tranquillamente con le due ragazze. Rachel aveva quasi terminato il turno, e comunque il locale non era molto pieno, perciò la ragazza si permise di perdere del tempo in chiacchere.
– Ragazzi, vado a cambiarmi, fra un po’ viene Jesse a prendermi. Stasera cinema! – disse eccitata la brunetta.
– Jesse, uh? – chiese curioso Kurt. Proprio non se l’aspettava.
– Si, il mio ragazzo. – spiegò Rachel. – Stiamo insieme da un anno, e ci stiamo organizzando per andare a convivere. –
– Che bello! – esclamò Kurt, fingendo entusiasmo.
– Sono adorabili insieme. – commentò Mercedes, con nonchalance.
Si, ma non è con lui che dovrebbe stare, pensò Kurt. Lei e mio fratello sono anime gemelle, non questo Jesse.
– Grazie, ‘Cedes. – mormorò Rachel imbarazzata. – Ora però vado a cambiarmi. –
– Vai, vai tesoro. – replicò la donna.
Mentre Rachel era nel retrobottega a cambiarsi, entrò nel locale un ragazzo molto carino, con i capelli castani corti, e gli occhi verdi.
– Eccoti arrivato! – esclamò Mercedes.
– Oh, ciao, ‘Cedes! Che bello rivederti! – rispose.
– E’ un piacere anche per me. Lui è Kurt, è arrivato qualche giorno fa da New York. – spiegò poi la ragazza a Jesse.
– Wow, New York! Sono andato al college a New York. Bella città, ma il richiamo della città natale è stato più forte. Spero che ti troverai bene qui a Mistbrooke. – disse allora Jesse a Kurt.
Anche per lui colui che ha lanciato la maledizione ha costruito dei finti ricordi perfetti, pensò Kurt. Non mi ricordo precisamente chi fosse nel nostro mondo, ma di sicuro non proviene da qui.
– Cosa hai studiato a New York? – chiese curioso Kurt.
– Giornalismo. Ho studiato all’NYU’s Arthur L. Carter Journalism Institute. – rispose orgogliosamente Jesse.
– Laurea prestigiosa. – commentò il ragazzo più piccolo.
– Già. – replicò l’altro.
– Te invece che lavoro facevi a New York? – chiese Mercedes curiosa.
– Non ho mai avuto un lavoro fisso, ma per un periodo sono stato stagista a Vogue.com. – rispose Kurt.
– Caspita! Addirittura Vogue! – esclamò Mercedes.
– Chi è che ha lavorato a Vogue? – domandò Rachel, che nel frattempo si era cambiata ed era uscita dal retrobottega. – Ciao, tesoro. – disse poi a Jesse, lasciando un bacio sulle labbra del suo ragazzo.
– Kurt. Diceva di aver lavorato per un periodo a Vogue, a New York. – rispose Jesse.
– Che bello! Come mai hai smesso? – chiese la ragazza.
– Incomprensioni. – disse Kurt.
– Oh, capito. – replicò Rachel.
– Mi dispiace dovervi salutare, ma il cinema ci aspetta. – intervenne a quel punto Jesse.
– Caspita, hai ragione!  – esclamò Rachel. – Noi andiamo, a domani! – squittì poi, rivolgendosi a Kurt e Mercedes.
– Bel ragazzo, noi che facciamo? – chiese Mercedes a Kurt, una volta che la coppia era uscita.
– Io credo andrò in camera. Ho ancora delle cose da sistemare. – rispose Kurt.
– Va bene. – replicò la donna.

Nel frattempo, dall’altra parte della strada Finn aveva osservato tutta la scena. Da due anni era innamorato di Rachel, la cameriera del locale, ma non aveva mai avuto il coraggio di dichiararsi. Ora da un anno la ragazza aveva trovato un fidanzato, un certo Jesse, che dirigeva il giornale locale, e le sue speranze si erano frantumate.
Ogni sera, finito di lavorare aspettava che terminasse il suo turno per provare a parlarle, ma non ci era mai riuscito.
Il suo migliore amico Blaine glielo aveva detto di buttarsi, e per quanto Blaine fosse gay, Finn si fidava dei suoi consigli sulle ragazze, ma non aveva mai trovato il coraggio. Un giorno, forse. Un giorno ci sarebbe riuscito.

Kurt rientrò in camera, e si mise sul letto con carta e penna per fare il punto della situazione. Al momento era riuscito a trovare solo Rachel e suo fratello, ma nessuno dei due si ricordava di lui, nè tantomeno erano in contatto l’una con l’altro, per quanto sapeva. Di Blaine ancora nessuna traccia, non sapeva nemmeno se abitasse a Mistbrooke, nonostante la sensazione positiva.
Voleva anche riuscire a trovare suo padre Burt, del quale aveva perso tutte le tracce.
Per non parlare del fatto che ancora non sapeva come spezzare la maledizione, nè chi l’avesse lanciata.

Mondo delle fiabe, 3 anni fa

Nè Rachel nè Blaine riuscivano a togliersi dalla testa l’immagine dei due fratelli incontrati nel bosco. Rachel era stata prondamente colpita dal ragazzo più grande, che con la sua ingenuità le era penetrato addosso. Ci aveva scambiato sì e no due battute, quindi non poteva ritenersi innamorata di lui, ma sicuramente ne era attratta.
Blaine, invece, era ancora scosso per l’incontro con il ragazzo dagli occhi color del cielo. Non aveva mai pensato di poter essere attratto dai ragazzi, anche se non aveva mai provato attrazione per nessuno, nè femmine nè maschi. Nel suo mondo, il fatto che due ragazzi stessero insieme era assolutamente inconcepibile. Blaine era un principe, sarebbe stato destinato a sposare una principessa. Dato che era il fratello minore, non si sarebbe unito in matrimonio con l’erede di un grande regno, avrebbe sposato la principessa di un regno minore, ma era comunque destinato a governare il suo popolo assieme alla sorella.
Già sapeva il nome della sua futura sposa, era una certa Tina, principessa di un regno molto ad est, che però si diceva essere scappata dal palazzo per unirsi all’esercito reale. Ma non era molto informato, nonostante i pettegolezzi che circolavano tra le dame del castello. Egli infatti, cercava sempre di evitare quelle inutili chiacchere, preferendo passare il tempo con sua sorella, andando a cavallo o dedicandosi alla musica, passione che accomunava entrambi.

Qualche giorno dopo il fatidico incontro, i due principi, in particolare Rachel, furono chiamati a rapporto dai loro genitori.
– Allora, ragazzi. – esordì il loro padre Hiram. – Come ben sapete, ormai siete grandi, e è giunto il momento che vi avviate verso il matrimonio. Entrambi sapete il nome dei vostri futuri sposi, ma ancora non li avete conosciuti. Beh, ora è il momento che lo facciate. – spiegò il sovrano.
– Per questo, domani sera ci sarà una cena con il promesso sposo di Rachel, Jesse. Fra qualche giorno, invece ci sarà la cena con la promessa di Blaine, Tina. Essendo che abita in un regno molto lontano dal nostro, la sua corte ha bisogno di un po’ più di tempo per spostarsi. – intervenne poi la regina, Pam.
I due principi non sapevano che rispondere, erano sbigottiti. Si sentivano entrambi combattuti: da una parte erano ansiosi di conoscere i loro futuri sposi, dato che ne sentivano parlare sin da bambini – erano stati promessi alla nascita o poco più tardi – dall’altra non riuscivano a togliersi dalla testa i due figli del taglialegna. Avevano una voglia matta di conoscerli di più, di sapere in modo più approfondito delle loro vite, ma non avrebbero potuto, se fossero arrivati i loro promessi.

Durante la notte, Rachel non chiuse occhio. Verso le una scivolò fuori dalle coperte e si incamminò in punta di piedi verso la stanza di suo fratello, subito accanto alla sua.
– Psst, psst… – sibilò la ragazza.
– Rach, che diavolo ci fai qui? – chiese Blaine,  ancora intontito dal sonno.
– Non riuscivo a dormire. – rispose lei, abbassando lo sguardo.
– E allora dovevi svegliare anche me? – sbuffò. – Che succede, perchè non riesci a dormire? – disse poi, addolcendo il tono.
– Non riesco a non pensare a Finn, uno dei due ragazzi nel bosco. Lo so che abbiamo a malapena parlato, ma mi ha colpito molto. Penso che mi piaccia. – spiegò a bassa voce, temendo una brutta reazione del fratello.
– Sai che domani incontrerai Jesse, vero? Il tuo promesso sposo? – chiese cautamente Blaine.
– Lo so! E’ questo il problema! Mi dovrò sposare con questo tizio che nemmeno conosco, ma sono attratta dal figlio di un taglialegna. – esclamò la principessa, prima che delle lacrime cominciassero a scivolare sulle sue guance.
Blaine, istintivamente, strinse fra le sue braccia la sorella, che si rannicchiò sul petto del fratello, abbandonandosi ad un pianto liberatorio.
Il ragazzo aspettò che Rachel terminasse di piangere, e poi le ripulì il viso umido. – Sai che ti dico? Domani mattina ci copriamo per bene e andiamo al villaggio. Devi assolutamente rivedere Finn prima di incontrare Jesse. –
– Dici davvero? – chiese lei, speranzosa.
– Certo! – rispose Blaine entusiasta. Ho anche io bisogno di rivedere un paio di occhioni azzurri, pensò lui.
– Sei un fratello fantastico! – squittì lei, saltandogli addosso per abbracciarlo forte.

La mattina dopo Rachel e Blaine si incappucciarono ben bene, e uscirono di soppiatto dal palazzo.
Camminarono per più di mezz’ora, ma alla fine giunsero al villaggio. Non faticarono a trovare la casa del taglialegna, dato che si trovava al limitare del villaggio, il più vicino possibile al bosco. I due principi si nascosero dietro ad un cespuglio, e si misero ad osservare ciò che accadeva di fronte a loro.
Un uomo calvo, vestito di umili abiti, presumibilmente il padre dei due fratelli, stava caricando su un carretto la legna tagliata a pezzi.
Proprio di fronte alla casa, invece, c’erano i due fratelli incontrati nel bosco. Il più alto, Finn, quello per cui Rachel provava interesse, stava tagliando con l’accetta i ciocchi di legna. Il suo volto era chiaramente segnato dalla fatica, evidentemente era da tanto che stava facendo quell’attività.
Accanto a lui, il fratello, Kurt, stava prendendo i ciocchi tagliati e li stava riponendo in una pila ordinata accanto all’umile casa.
Blaine e Rachel osservarono per un po’ la scena, non sapendo bene come agire. Alla fine optarono per tornare indietro.
– Allora? – chiese Blaine alla sorella.
– Non penso di poter riuscire a sposare questo Jesse. – mormorò afflitta.
Il ragazzo non rispose, proseguì solo nella sua strada.

Kurt e Finn stavano tagliando la legna e la stavano preparando per farla vendere al padre.
Quando il padre andò verso il villaggio, sentirono un fruscio fra gli alberi.
– Finn, hai sentito anche tu? C’è stato un rumore fra gli alberi. – disse preoccupato Kurt.
– Sarà solo uno scoiattolo, o forse una lucertola. – rispose l’altro.

La sera arrivò presto, e Rachel era sempre più agitata.
– Stai tranquilla, andrà tutto bene. – la calmò Blaine.
– Rach, tesoro sei pronta? – chiese una voce femminile dall’altra parte della porta.
– Sì, mamma, arrivo! – esclamò la ragazza.
I due fratelli uscirono dalla stanza, con l’agitazione che ancora non voleva andarsene.
– Piccola mia, sei bellissima! – squittì la regina.
– Grazie, mamma. –
– Ora, forza, andiamo giù, ci sono già tutti. –
Scendendo le scale, i due principi si trovarono di fronte a una coppia di sovrani e un giovane sull’età di Rachel, molto carino, con i capelli ricci tagliati corti e fasciato di un elegante abito verde.
– Milady, piacere di conoscerla. – disse questo, baciando la mano della principessa.
– Piacere mio. – rispose lei, imbarazzata.
– Rachel, lei è Jesse, il tuo futuro sposo. – spiegò la regina.
– Sempre che lei mi voglia. – scherzò lui.
– Certo che ti vorrà. – rispose il re Hiram, con lo stesso tono.

La serata alla fine procedette bene, Jesse era simpatico, per quanto un po’ snob. Rachel era ancora più indecisa sul da farsi.

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