Once upon a time

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Buongiorno!

La serie tv di cui vi vorrei parlare oggi è Once upon a time, conosciuta in Italia anche come C’era una volta. Il telefilm è andato in onda per la prima volta nel 2011, ed è ancora in onda con la quinta stagione. I produttori sono Edward Kitsis e Adam Horowitz, gli stessi di Lost.

Raccontare la trama è alquanto difficile, ma ci provo. Tutto ha inizio quando, nel mondo delle fiabe, la regina cattiva, ovvero la matrigna di Biancaneve, lancia una maledizione che porta tutti gli abitanti nel regno delle fiabe in un posto chiamato Storybrooke, nel quale non ricordano nulla della loro vera identità. L’unica che può sconfiggere la maledizione è la figlia appena nata di Biancaneve e del Principe Azzurro, Emma, che viene inviata nel nostro mondo con un tronco magico, poco prima che la maledizione faccia effetto. Ventotto anni dopo, un bambino di nome Henry, cresciuto a Storybrooke con una madre adottiva, parte alla ricerca della sua vera madre, Emma, per chiederle di spezzare la maledizione. Lei all’inizio è scettica, ma piano piano si fa trasportare dall’entusiasmo del bambino. A partire dalla seconda stagione si entra in contatto anche con altri mondi, come L’isola che non c’è, il mondo di Oz, il paese delle Meraviglie, Arendelle e Camelot.

La bellezza di questa serie tv, oltre alla vicenda in sè, è anche determinata dai personaggi. I protagonisti della storia, infatti, sono i personaggi con cui siamo cresciuti: Biancaneve, Pinocchio, Capitan Uncino, Cappuccetto Rosso, Mulan, Belle di ‘La bella e la bestia’, Ursula, Ariel, Robin Hood, Aurora, Peter Pan, il grillo parlante, Tremotino, protagonista di una fiaba ai più meno nota, sono i protagonisti della vicenda. La cosa positiva è che le loro storie vengono completamente ribaltate, o comunque molto modificate. Per non dimenticare il fatto che gli intrecci familiari ed amorosi sono molto complessi. Non voglio anticipare nulla, ma ci sono le parentele più disparate e improbabili. Viene raccontato il passato dei personaggi, e non c’è più una netta distinzione tra buono e cattivo: spesso i personaggi ‘cattivi’ portano alle loro spalle una ragione profonda per i loro comportamenti, e spesso i personaggi ‘buoni’ hanno delle ombre nel loro passato. Sono semplicemente più umani rispetto alla loro rappresentazione classica. 

Bisogna anche dire che la serie è trasmessa su ABC, di proprietà della Disney, dunque sono innegabili i riferimenti continui alle storie dei cartoni Disney. Gli stessi interpreti sono stati scelti per la loro somiglianza più o meno evidente con le metà animate. Ecco alcuni esempi:

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Ma non si parla solo di fiabe,  ad esempio vengono mostrate storie anche relative alla mitologia: due esempi sono la storia di Mida nella prima stagione e SPOILER quella di Ade e del regno degli inferi nella seconda parte della quinta stagione che verrà trasmessa tra poco.

C’è da evidenziare anche la bravura degli attori, in particolare di Lana Parilla, che interpreta la Regina Cattiva, nel telefilm chiamata Regina, di Robert Carlyle (fra le altre cose anche Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico), che interpreta lo spietato Tremotino, e Jennifer Morrison, che dà il volto alla protagonista Emma. Nonostante la bravura anche del resto del cast (tra gli interpreti abbiamo Ginnifer Goodwin, che recita nella parte di Biancaneve, Colin O’Donaghue, ovvero Capitan Uncino, Rebecca Mader, cioè la strega dell’Ovest, Sean Maguire, Robin Hood, Emilie de Ravin, che interpreta Belle, Josh Dallas, il principe Azzurro), vorrei sottolineare la grande capacità recitativa di Lana Parilla, Robert Carlyle e Jennifer Morrison perchè sono stati in grado, durante le stagioni, di destreggiarsi in personaggi molto complessi e articolati, riuscendo a renderli sempre in modo perfetto (basti pensare che Robert Carlyle, cioè Tremotino, si è dovuto destreggiare tra sei personalità diverse!).

Per quanto riguarda il doppiaggio, devo ammettere che ho visto le prime tre stagioni doppiate, e non mi dispiaceva, ma sentendo le ultime due in lingua originale devo ammettere che la differenza si sente, più che altro dal punto di vista dell’adattamento. Mi piacciono molto le voci scelte, tranne forse per Francesco Pezzulli (lo stesso che doppia anche Leonardo DiCaprio) su Colin O’Donaghue, ma alcune parti non rendono giustizia al dialogo originale. Inoltre, e questo non è colpa né degli adattatori né dei doppiatori, in italiano mancano le sfumature linguistiche tanto evidenti in lingua originale. Questo perché la provenienza geografica e linguistica degli interpreti è molto variegata: ad esempio Robert Carlyle è scozzese, Emile De Ravin è australiana, Colin O’Donaghue è irlandese e Sean Maguire e Rebecca Mader sono inglesi, a fronte del resto del cast che è a maggioranza statunitense.

Sicuramente è una serie tv che consiglio.

Gaia

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