We are not broken, just bent and we can learn to love again

Eccomi tornata con una nuova storia! Questa OS ha partecipato alla glee challenge 2015 – from the beginning, indetta da alcune autrici del fandom di glee. Ah, ad un certo punto verrà cantata una canzone, è Battlefield, di Lea Michele, la stessa attrice che interpreta il personaggio di Rachel.

glee challenge

We are not broken just bent
and we can learn to love again

Era un periodo molto pieno per Rachel Berry, vent’anni, attrice, proveniente dall’Ohio: stava avendo molto successo con il suo musical Funny girl, nel quale era protagonista, stava incidendo il suo primo disco, da quando ad una replica era stata scoperta da un produttore discografico, il tutto con una bambina di due anni, Sarah, nata dalla relazione con il suo primo ragazzo, conosciuto al college e lasciato dopo averlo colto in flagrante mentre la tradiva. Solo qualche settimana dopo Rachel aveva scoperto di essere incinta, ma si era rifiutata di informare il ragazzo. Era stata dura, ma grazie all’aiuto dei suoi amici Kurt, Blaine e Santana, era riuscita a risollevarsi e a realizzare i suoi sogni.
Fortunatamente, grazie al musical e al disco in uscita, stava avendo un discreto successo, e più di una volta era dovuta sfuggire a fans particolarmente esaltati. Per questo, la sua amica storica Santana, che si era anche imposta come manager, le aveva fortemente consigliato di ingaggiare un bodyguard, per il bene suo e della bambina. Rachel, all’inizio restia, aveva accettato, anche dopo aver sentito il parere di Kurt e Blaine.

Anche per Finn Hudson, ventun’anni, originario del Kentucky e trasferitosi a New York con il suo migliore amico Puck subito dopo il diploma, era un periodo pieno di emozioni: dopo tre anni in cui a New York non aveva trovato la sua strada, praticando solo lavoretti saltuari, era stato licenziato dal suo ultimo lavoro come commesso di Starbucks perché troppo imbranato, ed era stato lasciato dalla sua ragazza storica, Quinn, studentessa di Yale, perché stufa dei suoi fallimenti. Dopo un periodo buio, grazie al suo amico Puck era riuscito a risollevarsi un poco, dopo che era stato costretto dall’amico a partecipare ad un corso per aspiranti bodyguard. Doveva ammettere che gli piaceva, anche se non avrebbe mai pensato che avrebbe svolto quel lavoro. Il ragazzo allora decise di provare a fare il colloquio per una giovane star che cercava una guardia del corpo. Tentar non nuoce, si disse.

Rachel era stufa. Ai colloqui come guardia del corpo si erano presentati solo amanti dei musical a cui non importava farle da protezione ma solo conoscerla.
Ad un certo punto entrò un ragazzone alto e abbastanza impacciato.
“Salve, mi chiamo Finn Hudson, ho 21 anni, e sono venuto per il colloquio. Sarebbe il mio primo lavoro come bodyguard, ma giocavo a football, quindi sono abituato a scontrarmi con i bruti, inoltre sono alto, forse può andare a mio favore.” si presentò.
Rachel ne era rapita. “Santana, è lui.” sussurrò all’amica.
“Sei sicura?” rispose scettica quella. “Ha un’aria troppo imbambolata, e poi con la pancetta che si ritrova non so quanto possa esserti di protezione.”
“È lui.” ripeté sicura l’attrice.
“Come vuoi, la sicurezza è la tua.” replicò la latina.
“Credo che ci siamo. Lasciaci i tuoi contatti e ti richiameremo il prima possibile.” proseguì Santana, rivolgendosi a Finn, che, dopo un attimo di shock, si riprese e lasciò la stanza sorridendo.
Pochi giorni dopo Finn fu richiamato da Santana, in quanto manager di Rachel, e ricevette la conferma di avere il lavoro. Il ragazzo era felicissimo, finalmente dopo tanto tempo era arrivata una bella notizia. Il giorno dopo Finn si presentò allo studio di registrazione dove Rachel stava incidendo il disco, e gli vennero spiegate le sue mansioni: avrebbe dovuto accompagnare la ragazza, e a volte la bambina (per quanto Rachel cercasse di limitare il più possibile la presenza della piccola Sarah nel suo ambiente di lavoro, lasciandola spesso a casa di Kurt e Blaine, da Santana o all’asilo) agli eventi pubblici e scortarla all’ingresso e all’uscita del teatro e dello studio di registrazione.

I primi giorni furono strani per entrambi: Rachel non era abituata ad essere guardata a vista mentre andava al lavoro, e d’altra parte Finn non sapeva sempre bene come comportarsi, ma pian piano iniziarono a sentirsi a proprio agio con la situazione. Anche la piccola Sarah si stava abituando alla presenza del ragazzo, e gli si stava davvero affezionando. Il sentimento sembrava ricambiato.
Capitava che a volte Rachel iniziasse a parlare con Finn e a chiedergli di lui, anche se all’inizio Santana era riluttante. L’attrice non credeva giusto trattare il ragazzo come un semplice dipendente, e ben presto divennero seriamente amici. Erano molti i momenti in cui si fermavano a parlare, e si accorgevano sempre più di essere spiriti affini. Rachel, nonostante si mostrasse sempre sicura di sé e ambiziosa, e a volte anche irritante, come non dimenticava di ricordarle Santana, era una ragazza molto insicura, certa sì del suo talento, ma con la paura costante di rimanere sola e di non essere apprezzata non solo per la sua voce. Per non parlare del fatto che era una ragazza madre, sempre in pensiero per sua figlia e tormentata dal fantasma del suo ex, che non sapeva di essere padre. La vita aveva portato a far credere a Finn, invece, di essere un fallito e infatti viveva nella costante paura di non essere abbastanza, per sua madre, per Puck, e per tutti quelli che lo circondavano. Per molti versi si completavano.

“Chiedile di uscire, no?” chiese Puck al suo migliore amico e coinquilino Finn, in una delle loro serate passate nei locali.
“Non credo di piacerle. E poi lavoro per lei, che succede se va male? Rischio di essere licenziato. E poi ha anche una bambina, non può andarci anche Sarah di mezzo.”
“Stronzate. Ti conosco, e so che per te è importante. Da quando avete iniziato a passare il tempo insieme ti ho finalmente visto felice. Stai superando la rottura con Quinn. Per quanto riguarda la bambina, è piccola, e poi ti piace la madre, non vuoi stare con lei.”
“Puck, non posso escludere Sarah da Rachel, è la figlia. E comunque sono stato con Quinn per sei anni, e dopo quello che è successo non so se me la sento di avere un’altra relazione. Conosci il motivo per cui Quinn mi ha lasciato, e cosa posso offrire ad una persona come Rachel? È protagonista a Broadway e sta incidendo un disco, il tutto con una bambina piccola che sta crescendo praticamente da sola, se non per i suoi amici. Io cosa posso offrirle, se non un ragazzo del Kentucky che a 21 anni non sa ancora cosa fare della propria vita?”
“Finn, non devi buttarti giù così. Sei un ragazzo fantastico, con un animo buono e altruista. Sai com’ero al liceo, e se non fosse stato per te, sarei finito sicuramente in riformatorio, o peggio. Mi hai mantenuto sulla retta via, più o meno, solo come un leader saprebbe fare. Non sei ancora sicuro di quello che vuoi fare nella vita, è vero, ma chi lo è?”
“Puck, davvero, non lo so.” mormorò sconsolato il ragazzo.
L’altro sospirò. Ci sarebbe voluto molto tempo per convincere l’amico.
Dall’altra parte della città, Rachel era a cena con i suoi amici Kurt, assieme al marito Blaine e Santana, accompagnata dalla fidanzata Brittany, ballerina nello spettacolo di Rachel. La piccola Sarah già era a letto. I quattro stavano cercando di convincere l’attrice a dare una chance a Finn.
“No, ragazzi, non è proprio il caso.”
“Ma perché no? È carino, ed è anche molto dolce sia nei tuoi confronti che in quelli di Sarah.Inoltre è chiaramente interessato a te, ed è così ovvio che ricambi la cosa!” esclamò Kurt alla sua migliore amica.
“Per non parlare del fatto che potrebbe aiutarti a superare il tradimento di Brody. Sei già molto più felice da quando lo conosci. E a Sarah non farebbe male un’altra figura maschile.” aggiunse Blaine.
“Ogni tanto devo dar ragione a Frodo e Lady Hummel. Quando è venuto ai colloqui sei rimasta imbambolata per tutto il tempo che era lì, e mi hai praticamente implorato di prendere lui come bodyguard. Se non è interesse nei suoi confronti, non so cosa sia. E poi Blaine ha ragione, Sarah ha bisogno di una figura maschile che sia tale.” disse Santana, lanciando chiaramente una frecciatina ai due ragazzi.
“Siete davvero carini insieme, lo posso dire.” confermò Brittany.
“Ragazzi, lo so che lo dite per il mio bene, ma non ce la faccio, davvero. Brody mi ha ferito troppo, ed è stata davvero dura crescere Sarah da sola. Apprezzo che la gente cominci a riconoscermi, compresi i paparazzi, dopo i sacrifici che ho fatto, ma non posso costringere Finn a fare questa vita, è un ragazzo semplice, e inoltre non posso accollargli la responsabilità di una bambina, sarebbe troppo per chiunque a 21 anni.”
“Lascialo decidere a lui. E poi non è che ti ci devi sposare domani, eh, anche una scopata è sufficiente a a risvegliarti.” Replicò Santana, ricevendo occhiatacce da Kurt, Blaine e Rachel.
“Che ho detto di male?”
“C’è Sarah di là, limita il linguaggio.” sibilò Kurt.
“Non sono quel tipo di persona, San. E comunque, no, non è il caso.”
Gli altri sospirarono e si guardarono. Dovevano assolutamente fare qualcosa..

Passarono i giorni, ma la situazione non mutò. Rachel e Finn continuavano a passare del tempo insieme, ma nessuno dei due faceva un passo avanti. Gli amici non ne potevano più. Ma capitò l’occasione che stavano aspettando.
Era un tranquillo pomeriggio, e Rachel stava facendo le prove in teatro. Kurt piombò nel bel mezzo delle prove, trafelato ma eccitato.
“Kurt? Che è successo? Sarah sta bene?”
“Sarah sta benissimo, l’ho lasciata con Blaine. Riguarda te.”
“Cosa?”
“Sei stata nominata ai Tony per Funny girl!” esclamò il ragazzo.
“Oh mio Dio, dici davvero?”
Kurt annuì. “L’hanno appena annunciato.”
La notizia fu accolta con molta gioia, sia dal resto della compagnia, sia dagli amici di Rachel, che dai suoi papà. Anche Burt, il padre di Kurt, si congratulò con la ragazza, sinceramente felice, dato che la considerava quasi come una figlia. Sarah era felice per la mamma, anche se non capiva esattamente cosa stesse accadendo.
Kurt, Blaine e Santana riuscirono a convincere Rachel a chiedere a Finn di essere il suo accompagnatore, anche al party che si sarebbe svolto dopo la cerimonia per festeggiare i vincitori, adducendo la scusa che loro erano già accoppiati. Rachel cercò di accampare delle scuse, ma alla fine fu costretta ad ammettere che era una buona idea. Fece la proposta al ragazzo una sera che uscivano dal teatro.
“Finn, dovrei chiederti una cosa.”sputò fuori la ragazza, una sera che il bodyguard la riaccompagnava a casa.
“Dimmi pure.” Rispose quello, incuriosito.
“Ecco… come sai sono stata nominata ai Tony. Dato che ci sarà anche un party, dopo le premiazioni, ed è richiesto un accompagnatore, mi chiedevo se ti andasse di venire con me. Kurt già va con Blaine, e Santana con Brittany, quindi sarei da sola.” Spiegò incerta.
“Certamente, ti accompagno volentieri.” Replicò Finn, un po’ stupito, certo, ma felice.
La sera, quando rientrò nell’appartamento suo e di Puck, fu intercettato subito dall’amico, già a conoscenza della proposta di Rachel, in quanto contattato da Santana.
“Finn, com’è andata?” chiese con un ghigno sul volto.
“Al solito.”
“Non è successo nulla di particolare?”
“Rachel mi ha chiesto di accompagnarla ai Tony.”
“E’ una splendida notizia, perché sembri triste?”
“Non sono triste, ho solo paura. Non sono adatto a quell’ambiente.”
“Chi se ne frega dell’ambiente! È la tua occasione con Rachel, devi approfittarne per far colpo su di lei!”
“Hai ragione, grazie per l’incoraggiamento.”
“Figurati, altrimenti che ci sto a fare?” replicò quello con un occhiolino.

La sera della cerimonia arrivò presto, e Finn e Rachel erano più nervosi che mai. Per l’occasione erano arrivati dall’Ohio i due papà di Rachel e Burt, il padre di Kurt. Sarebbero rimasti a casa assieme a Sarah e avrebbero assistito alla cerimonia in televisione. Kurt, Blaine, Santana e Brittany avrebbero accompagnato la ragazza, assieme a Finn, ovviamente. Quest’ultimo si presentò sotto casa Berry, agitatissimo, assieme alla limousine che avrebbe accompagnato tutti ai Tony. Prima di scendere, Rachel salutò stretti i genitori, Burt, e la figlia.
“La mamma ora va via, e non sa quando rientrerà, però tu fai la brava con i nonni, ok? E quando è ora vai a letto.”
“Tranquilla tesoro, sappiamo come fare. Non è la prima bambina piccola a cui badiamo. E poi Sarah è un angioletto.” Rispose Leroy, uno dei suoi padri.
“E ora vai, goditi questa serata. Non vogliamo vederti rientrare prima di domattina.” La liquidò giocosamente Burt.
Quando Rachel si ritrovò di fronte al suo accompagnatore, quest’ultimo rimase senza fiato. L’attrice era bellissima: era avvolta da un abito di un rosa acceso, quasi fucsia, semplice e senza spalline. I capelli, allisciati, le ricadevano sulle spalle, sciolti. L’abbigliamento, semplice, era accompagnato da due pendenti di una pietra viola, che spuntavano tra le ciocche di capelli.
“Sembra che qualcuno abbia bisogno di ossigeno, qui.” Sussurrò Santana a Kurt, che ridacchiò
Per spezzare l’imbarazzante silenzio che si era creato, Blaine tossicchiò. “Ehm, ragazzi, credo che sia ora di andare.”
“H-hai ragione.” Mormorò Rachel.
Gli altri si scambiarono uno sguardo complice.
Alla fine Rachel ce l’aveva fatta. A 20 anni aveva vinto il Tony come miglior attrice protagonista in un musical. Non riusciva a crederci. Nel momento in cui era stato esclamato il suo nome, aveva avuto bisogno di qualche attimo per realizzare la cosa. Solo quando aveva sentito la spinta gentile di Blaine si era diretta verso il palco.
“Forza, Rach, è il tuo momento.” Le aveva sussurrato l’amico.
La ragazza salì sul palco, ancora sotto shock. Nel suo discorso, assolutamente inaspettato, ringraziò i suoi genitori e i suoi amici, che l’avevano sostenuta nei momenti di maggiore difficoltà.
Finita la cerimonia, si diressero tutti al party, mentre Rachel ricevette la chiamata dei suoi padri e di Burt, entusiasti per la vittoria della ragazza.
La festa si svolgeva in uno dei saloni del prestigioso Marriot Marquis, uno degli alberghi più lussosi della città, che si affacciava direttamente su Times Squares.
“Wow, che lusso.” Commentò Santana.
“Sono i Tony, che pretendi.” replicò Kurt.
Ben presto gli amici di Rachel si dileguarono, lasciando lei e Finn da soli.
“Non ho avuto modo di dirtelo prima, ma congratulazioni. Non conoscevo le altre attrici in lizza, ma so quanto talento hai, perciò posso dirti che il premio è più che meritato.” disse imbarazzato Finn, tentando chiaramente di rompere il ghiaccio.
“Grazie mille, davvero. Sei molto gentile, e io ancora non posso crederci.”
“Beh, credici, perchè è la verità.” replicò lui dolcemente.
“Che ne dici di andare a ballare?” propose Rachel.
“Buona idea.”
Si avviarono verso il centro della pista, e si strinsero, ondeggiando secondo il ritmo della musica.
“Lo so che sono imbranato, mi dispiace.” si scusò il ragazzo, dopo qualche minuto che stavano ballando.
“Non scusarti, non è un problema, davvero.”
Dall’altra parte della stanza gli amici di Rachel stavano fissando la coppia con un sorriso soddisfatto sul volto.
“Beh, se non vanno a letto stasera, giuro che me ne vado.” commentò Santana.
“Se non sarà stasera manca poco, ci puoi scommetere. Conosco troppo bene Rachel per non capire che è già cotta.” rispose Kurt.
“Tesoro, la cosa è palese a tutti, tranne che a loro due.” replicò Blaine, stringendo a sè il marito.
“Non vi ci mettete anche voi, ora, però. Già ho bisogno di un’iniezione di diabete per colpa di quei due idioti.” borbottò Santana, ricevendo una linguaccia da parte di Blaine.
Dopo un paio d’ore, sia Rachel che Finn erano abbastanza alticci, nonostante il ragazzo avesse cercato di mantenere un certo contegno. Decisero di richiamare la limousine per tornare a casa, ma furono dissuasi dai loro amici.
“Rachel,” le aveva detto Kurt “Sei troppo sbronza per tornare a casa, pensa se Sarah ti vedesse in queste condizioni, non le saresti molto di esempio.”
“H-hai ragione. Ma allora dove dormo stanotte?”
“Tesoro, ti abbiamo già prenotato una stanza per stanotte.” replicò l’amico, ammiccando.
La ragazza rimase un po’ colpita, dato che non era del tutto brilla, ma accettò di buon grado la proposta.
“Finn, mi accompagneresti in camera, per favore?” chiese allora al suo accompagnatore.
“Certamente.”
I due si diressero verso l’ascensore, non notando gli sguardi soddisfatti dei loro amici. L’attrice e il suo bodyguard si ritrovarono da soli nell’ascensore, circondati solo da un silenzio imbarazzante, che proseguì anche fino a quando non arrivarono di fronte alla porta della camera prenotata.
“Mi sono davvero divertito questa sera. Grazie di avermi invitato.” disse il ragazzo.
“Grazie a te di avermi accompagnata.”
Finn rispose con un sorriso sghembo. “Buonanotte.” mormorò.
“Buonanotte.”
Il ragazzo si incamminò verso l’ascensore, quando fu bloccato dalla voce di Rachel. “Aspetta un attimo.”
Finn si bloccò e si voltò verso di lei, che lo raggiunse con poche falcate e depositò con intensità le labbra sulle sue. Ad entrambi sembrò di essere tornati a respirare.
“Resta con me, stanotte.” sussurrò Rachel sulle sue labbra.
Finn, che per un attimo fu attraversato dall’incertezza, tornò a baciare la ragazza, con dolcezza e passione allo stesso tempo. Si incamminarono verso la camera, non staccandosi per un attimo, fino a quando non furono costretti per poter aprire la porta della stanza. Entrarono nella lussuosa camera d’albergo, e come se non si fossero interrotti, tornarono a baciarsi, finendo sul letto. Ben presto si erano liberati anche di tutti i vestiti.
“Rachel, sei sicura? Non voglio che lo facciamo solo per la foga del momento e perchè abbiamo bevuto.” chiese ad un certo punto un ragazzo, improvvisamente insicuro.
“Finn, non voglio farlo per quei motivi, mi piaci davvero, e non avrei mai voluto festeggiare questo momento con nessun altro.” lo tranquillizzò l’attrice.
“O-ok.”
L’intero atto fu molto dolce: Finn, dopo essersi procurato un preservativo, entrò dentro Rachel con molta calma, sapevano entrambi che non c’era motivo di essere frettolosi, che non era una cosa di una sola notte. Vennero insieme, urlando l’uno il nome dell’altra. Presto la stanchezza e l’alcool vinsero l’euforia per la vittoria e per il momento che avevano condiviso, e si addormentarono, con un sorriso sereno sul volto.
La mattina furono svegliati solo nel momento in cui il sole che filtrava dalla finestra baciò i loro volti.
“Buongiorno.” mormorò Finn, che stringeva a sé la ragazza, tutta rannicchiata sul suo petto.
“Buongiorno.” mormorò quest’ultima in risposta.
“Dormito bene?” chiese dolcemente il ragazzo.
“Mai stata meglio.” replicò felice. “Però dobbiamo parlare di quello che è successo.” proseguì, mettendosi seduta e stringendo il lenzuolo sul suo seno scoperto.
“Credo che tu abbia ragione.”
“Se non ti dispiace inizio io.” disse la ragazza con un sorriso. “Come ben sai, la mia situazione non è quella di una semplice ventenne. Ho una figlia, e inoltre sto cercando di avere successo nel mondo teatrale e musicale.”
“Beh, ora anche il mondo del teatro ha appurato che hai talento, dopo ieri sera.” la interruppe Finn.
“Grazie. Comunque, se decideremo di intraprendere una relazione voglio essere sicura che non hai problemi anche con questa parte della mia vita. So che non è facile accettare una cosa del genere, soprattutto a questa età.”
“Rachel, di questo devi stare tranquilla, non ho problemi con questo aspetto della tua vita. Mi piaci davvero, sono disposto ad accettarlo. E poi trovo Sarah una bambina molto dolce, quindi non sarà difficile andare d’accordo.”
“Ne sono davvero felice. Se vuoi la verità, sono rimasta stupita del fatto che Sarah ti abbia accolto così tranquillamente. Trova molta difficoltà a fidarsi degli sconosciuti, specialmente se maschi, sicuramente per il fatto che non ha un padre. Non ha problemi con Kurt, Blaine o Burt perché fanno praticamente parte della famiglia, assieme ai miei papà, e mi hanno aiutato a crescerla. Diciamo che Kurt e Blaine sono stati il padre che non ha.”
“Sono contento che sia riuscito a starle simpatico.”
“Puoi scommetterci. Quindi… vogliamo provare ad essere una coppia? So che non sarà facile, ma credo che potrebbe funzionare.” provò incerta la ragazza.
“Non vorrei nulla di diverso.” sussurrò dolcemente Finn.

Così Rachel e Finn cominciarono a uscire ufficialmente come una coppia, anche se il ragazzo proseguì nel suo lavoro di bodyguard. Le cose sembravano funzionare, erano entrambi molto felici della loro relazione, che fu accolta con gioia anche tra i rispettivi amici. Rachel aveva spiegato a Sarah che stava con un ragazzo, e la piccola si era dimostrata molto felice nello scoprire che il ragazzo in questione era Finn.
Iniziarono anche ad uscire le prime foto nelle riviste di gossip, che non si risparmiavano pettegolezzi e indiscrezioni sulla nuova fiamma, come erano solite definire Finn, della giovane attrice e cantante. L’attrice aveva anche notato di essere seguita, e, pensando che fossero i paparazzi, non ci fece molto caso.
Nel frattempo, Rachel stava anche lavorando sugli ultimi brani del suo primo album, che sarebbe uscito di lì a poco, e che le aveva già fruttato qualche intervista in programmi musicali e non.
Ricevette anche l’invito per andare da Ellen, a cui acconsentì molto volentieri. Dato che lo show si girava a Burbank, fu costretta a prendere l’aereo, accompagnata da Santana e Finn, mentre la piccola Sarah rimase a casa con Kurt e Blaine. La bambina fu molto felice, adorava i suoi due zii, anche se allo stesso tempo non voleva lasciare la madre.
Infatti, nel momento in cui Rachel aveva accompagnato la figlia a casa dei suoi migliori amici, la piccola aveva pianto un po’.
“Non preoccuparti Sarah, ci divertiremo un sacco. Guarderemo tutti i cartoni delle principesse che vuoi!” l’aveva tranquillizzata Blaine, prendendola in braccio.
“Anche perché lo zio Blaine ama quei cartoni ancora più di te, tesoro.” aveva ribattuto Kurt.
Blaine sbuffò in risposta, mentre Sarah scoppiò a ridere.
“Direi che sei in buone mani, amore. Ti chiamo appena posso, va bene?” aveva detto Rachel, dandole un bacio in fronte.
“Va bene. Ciao, mamma, ti voglio bene.” l’aveva salutata la piccola.
“Anche io. Grazie ragazzi!” aveva concluso Rachel, prima di andarsene.
“Figurati, per noi è un piacere!”
Il viaggio fu tranquillo, e Rachel si addormentò quasi per tutte le sei ore del volo addosso a Finn, che si limitò a stringerla forte a sé.
Arrivati nella città californiana, fu svegliata dal tocco dolce di Finn.
“Rach, siamo arrivati.”
Mugolò un po’, prima di aprire gli occhi e stiracchiarsi. “C’è da dire che questi sedili sono davvero scomodi.” commentò.
“Non si direbbe, visto quanto hai dormito in queste sei ore.” replicò Santana.
“Sono stanca, ok? Non sapete quanto può essere dura quando si diventa famosi.” borbottò.
“Povera piccina.” rispose sarcasticamente. “Forza, ora prepariamoci all’atterraggio.”
Scesi dall’aeroporto, una limousine precedentemente chiamata da Santana li stava aspettando.
Un piccolo gruppo di paparazzi già era in attesa dell’attrice, e nel momento in cui il trio uscì dal gate, si impegnarono a scattare più foto possibili alla ragazza.
Lei finse un sorriso per le fotocamere, ma nel contempo domandava a denti stretti chi li avesse chiamati. Finn le rispose semplicemente dicendole che le notizie volavano.
Le riprese dell’intervista da Ellen si sarebbero svolte di lì a poche ore, infatti la limousine li accompagnò direttamente agli studi televisivi, dove Rachel sarebbe stata prima truccata e cambiata d’abito.
In poco tempo fu il suo turno. Da dietro le quinte, la voce di Ellen risuonava chiaramente.
“Direttamente da Broadway, la vincitrice del Tony Award di quest’anno: la giovane ma talentuosa Rachel Berry!” esclamò la conduttrice.
“Forza Rach, è il tuo momento!”la incoraggiò Finn.
La ragazza si incamminò verso la conduttrice, che l’accolse con un sorriso.
“Benvenuta! Accomodati.”
“Grazie mille per avermi invitata.”
“Grazie a te. Allora, dicci un po’ di te.”
“Non c’è molto da dire. Sono nata in Ohio, e ho sempre amato recitare a Broadway. Diciamo che i miei papà hanno sempre incoraggiato questa parte del mio carattere.”
“Aspetta, hai detto due papà? Non è una cosa molto comune tra le ragazze della tua età.”
“Lo so, infatti era uno dei motivi per cui mi prendevano in giro a scuola.”
“Caspita.”
“Già. Fortunatamente è passata.”
“Dopo la scuola che è successo?” proseguì Ellen.
“Mi sono trasferita a New York con i miei tre migliori amici, Kurt, Santana e Blaine. Da lì ho iniziato a fare numerosi provini, fino a quando non sono stata presa per Funny girl.”
“Che ti ha fatto vincere il Tony.” aggiunse la conduttrice, facendo partire un piccolo boato tra il pubblico.
“Già.” rispose Rachel, ancora imbarazzata per il successo che stava riscuotendo. “Posso dire con certezza che è stato uno dei momenti più felici della mia vita, assieme alla nascita di mia figlia.”
“A proposito di ciò. Ultimamente è stata beccata più spesso dai fotografi, soprattutto da quando hai trovato il tuo nuovo ragazzo.” la interruppe maliziosa la bionda.
“Ehm, si, stiamo insieme da poco, ma vanno molto d’accordo.”
“Come si chiama, come l’hai conosciuto? Sono uscite poche indiscrezioni a riguardo.” domandò curiosa Ellen.
“Ho sempre cercato di mantenere separate le due cose, soprattutto per via di mia figlia.” spiegò la ragazza. “Comunque si chiama Finn, ed è il mio bodyguard.”
“Che cosa dolce! È qui con te? Possiamo conoscerlo?”
“Mi ha accompagnato, ma non credo che sia disposto a mostrarsi, ancora. Non è abituato a telecamere o cose del genere.” disse Rachel, visibilmente dispiaciuta, notando che dietro le quinte il ragazzo era impallidito.
“Oh, lo capisco, è normale.” rispose dolcemente la conduttrice. “Che ne dici di farci sentire in anteprima una delle canzoni del tuo album.?”
“Volentieri.”
“Lo spiego se qualcuno dei nostri telespettatori non lo sapesse. Miss Rachel Berry sta intraprendo anche la carriera musicale con il suo primo album.” spiegò Ellen, mentre l’attrice si sistemava di fronte al microfono.
Furono abbassate le luci in studio, e partì la musica.

It’s easy to fall in love
But it’s so hard to break somebody’s heart
What seemed like a good idea has turned into a battlefield
Once lust has turned to dust and all that’s left’s held breath
Forgotten who we first met
What seemed like a good idea has turned into a battlefield

We both know it’s coming
Does illusion count for something we hide?
The surface tension’s gotta break, one drop is all it takes to flood out this lie

You and I
We have to let each other go
We keep holding on but we both know
What seemed like a good idea has turned into a battlefield
Peace will come when one of us puts down the gun
Be strong for both of us
No please, don’t run, don’t run
Eye to eye, we face our fears unarmed on the battlefield

We seemed like a good idea
We seemed like a good idea

No blood will spill if we both get out now
Still it’s hard to put the fire out
What seemed like a good idea has turned into a battlefield
Feelings are shifting like the tide
And I think too much about the future
What seemed like a good idea has turned into a battlefield

We both know it’s coming
Does illusion count for something we hide?
The surface tension’s gotta break, one drop is all it takes to flood out this lie

You and I
We have to let each other go
We keep holding on but we both know
What seemed like a good idea has turned into a battlefield

Peace will come when one of us puts down the gun
Be strong for both of us
No please, don’t run, don’t run
Eye to eye, we face our fears unarmed on the battlefield

We seemed like a good idea
We seemed like a good idea
We seemed like a good idea

Un applauso spontaneo partì dal pubblico.
“Wow! È una canzone splendida! Speriamo che l’album esca il prima possibile per sentirne altre!” esclamò entusiasta la conduttrice.
“Grazie, stiamo ultimando le ultime cose, ma dovrebbe uscire a breve.” rispose Rachel, chiaramente emozionata.
“Non vediamo l’ora. Signore e signori, Rachel Berry!” concluse Ellen, congedando la ragazza.
Rachel si diresse verso le quinte, fiondandosi tra le braccia di Finn, che l’accolse prontamente.
“Sei stata bravissima, tesoro! E la canzone era splendida.” mormorò fra i suoi capelli.
“Grazie.” rispose quella con un profondo sospiro. “Ero molto nervosa. Ho fatto altre interviste, ma Ellen è Ellen. E avevo paura che la canzone non piacesse.”
“Impossibile. Il brano era troppo bello, e tu hai una bella voce.” intervenne Santana.
Rachel sorrise all’amica, sapeva quanto fosse poco propensa ai complimenti.
Nel frattempo Ellen terminò la trasmissione, e raggiunse il trio dietro le quinte. “Allora, Rachel, ti sei un po’ tranquillizzata? Sembravi nervosissima in studio, anche se non ce n’era bisogno. Non mordo mica, sai.” chiese, facendo l’occhiolino alla ragazza.
“Hai ragione, ma tu sei Ellen, insomma! Essere nervosi è normale.”
La bionda scoppiò a ridere. “Sono solo una tizia che fa la stupida in televisione. Presto avrai anche tu un nome, e sicuramente con più soddisfazione di me, vedrai.”
“Grazie mille, sei troppo gentile.”
Ellen rispose con un sorrisetto. “Allora, questo deve essere il famoso Finn, eh?” chiese, rivolgendosi al ragazzo.
“Ehm, si. Piacere di conoscerla.” rispose, allungando la mano.
“Oh, dammi pure del tu. Piacere mio.”
Conversarono per qualche altro minuto, poi la bionda fu costretta ad andarsene, e li salutò calorosamente, augurando loro un sereno ritorno alla Grande Mela.

Era una tranquilla domenica pomeriggio, e Kurt e Blaine si trovavano a casa di Rachel. Santana era fuori con Brittany, mentre Finn sarebbe venuto prima di cena poiché doveva sbrigare delle commissioni con Puck. Blaine stava giocando assieme a Sarah con le bambole, mentre Rachel e Kurt erano in cucina a chiacchierare tranquillamente. Ad un certo punto suonò il campanello.
“Sarà Finn, magari ha finito prima con Puck.” disse la ragazza, recandosi verso la porta.
Rachel fu sconvolta, però, nello scoprire che alla porta non c’era Finn.
“E tu che ci fai qui?” chiese freddamente.
“Vorrei parlarti.”
“ Tu non devi più averci a che fare con me, vattene.” ribatté la ragazza, richiudendo la porta.
“Aspetta! È importante!” esclamò lui, impedendo che gli venisse chiusa la porta in faccia.
“Oh, davvero?” chiese lei sarcasticamente “Come la nostra relazione?”
“Ti prego, ti chiedo solo 10 minuti.”
“No, vattene.” concluse, sbattendo la porta.
Il ragazzo, rimasto fuori, si sedette di fronte alla porta dell’appartamento dell’attrice, non sapendo cosa fare.
“Chi era?” chiese Kurt, dall’altra parte della porta, vedendo l’amica sconvolta.
“N-nessuno.”
“Andiamo, sembra che tu abbia visto un fantasma.” replicò Blaine.
“Mamma, stai male?” chiese Sarah.
“No, piccola, tranquilla. Tu rimani qui a giocare con lo zio Blaine, mentre io vado di là con lo zio Kurt, ok?”
“Va bene.”
Blaine rispose con un’occhiata interrogativa la ragazza, che le fece capire che gli avrebbe spiegato successivamente, e poi tornò a rivolgersi alla bambina. “Allora, eravamo rimasti che Lucy si incontrava con Mary, giusto?”
“Siii!” squittì la bimba.
Rachel e Kurt, nel frattempo erano andati verso la camera da letto della ragazza. “Allora, vuoi dirmi che succede?”
“Era Brody.”
“Aspetta, quel Brody?”
“Chi altri se no?”
“Che intendi fare?”
“Per ora gli ho sbattuto la porta in faccia, ma ho la sensazione che sia ancora davanti alla porta.”
“Mossa comprensibile, ma devi almeno capire quello che vuole.”
“Hai ragione, ma non ne ho la forza, non dopo quello che ho dovuto attraversare per colpa sua.”
“Rach, lo capisco, ma se si è ripresentato alla tua porta dopo tutto questo tempo ci deve essere un valido motivo, dagli almeno la possibilità di spiegarsi.”
“Non ci riesco, non da sola. Soprattutto ora che avevo trovato finalmente una stabilità.”
“E chi ti ha detto che devi affrontarlo da sola? A che servono i migliori amici, allora?”
“Sei fantastico, sul serio.” disse Rachel, abbracciando forte l’amico.
“Pensavo che fosse una cosa appurata.” rispose quello facendo l’occhiolino. “Ora andiamo, dico a Blaine cosa sta succedendo, e affrontiamo insieme Brody.”
I due uscirono dalla stanza, e il ragazzo aggiornò il marito della situazione. Quest’ultimo si propose di uscire per farla pagare a Brody, ma fu dissuaso da Kurt, che gli spiegò che lui era l’unico che poteva tener tranquilla Sarah in una situazione del genere.
A quel punto, Rachel e Kurt uscirono dall’appartamento, e trovarono il ragazzo accovacciato per terra accanto alla porta.
“Sei caduto sempre più in basso, eh, Weston?” disse Kurt.
“Kurt Hummel. Mi stavi simpatico.” rispose quello, alzandosi in piedi.
“Hummel-Anderson, prego. E comunque non posso dire lo stesso di te.”
“Che vuoi, Brody?” chiese Rachel.
“Possiamo parlare in privato?” domandò allora lui.
“Qualsiasi cosa tu debba dirmi, puoi farlo anche di fronte a lui.” replicò l’attrice.
“O-ok allora. Intanto, congratulazioni per il Tony.”
“Prosegui.”
“Ho notato, nelle ultime foto che sono uscite, che hai una bambina di tre anni.”
La ragazza a quel punto impallidì.
“É-é mia figlia?” mormorò lui.
“Anche se fosse? Non hai avuto problemi a non farmi sapere più nulla, dopo che avevo scoperto il tuo tradimento.” replicò lei con tono duro, ma con gli occhi già velati di lacrime. Kurt strinse la sua mano ancora più forte, per sottolinearle la sua presenza.
“Lo so che ho sbagliato, ma ho bisogno di sapere se quella bambina è mia figlia.” insistette lui.
“Te lo dico: sì, è tua figlia, ma credi che cambierà qualcosa ora che lo sai?” ribatté Rachel.
“Voglio conoscerla.”
“Scordatelo.”
“Ma ho diritto di farlo!”
“Hai perso il diritto alla paternità nel momento in cui hai deciso di mettermi ripetutamente le corna, sparendo dopo che l’avevo scoperto. Sarah ha una famiglia, sono io sua madre, e non ha bisogno di un padre come te! Kurt, Blaine e Santana mi sono stati più vicino di quanto saresti riuscito a fare tu. Se hai letto i giornali, saprai anche che mi sto rifacendo una vita con un altro ragazzo, e non abbiamo bisogno della tua presenza.”
“Ma voglio far parte della vita di mia figlia.”
“L’avrai anche generata tu, ma non ti puoi permettere di chiamarla con quell’appellativo. È MIA figlia, non tua. E’ sopravvissuto per tre anni senza di te, può benissimo continuare a farlo. E ora, se non ti dispiace, rientrerei a casa mia.”
“Speriamo di non rivederci più, saluti Brody.” disse Kurt, accompagnando l’amica in casa.
“Come stai, Rach?” chiese il ragazzo, una volta che si erano richiusi la porta alle spalle.
“Ci sono stati momenti migliori.” mormorò quella.
“Forza Rach, supererai anche questa.” intervenne Blaine, che aveva osservato la scena e che sembrava seriamente preoccupato per l’amica.
“Mamma, non essere triste!” esclamò la piccola Sarah, non capendo quello che stava accadendo.
La ragazza rispose con un flebile sorriso.
In quel momento il campanello suonò.
“Vado io.” rispose prontamente Blaine. “Oh, Finn, entra pure. È un brutto momento.” disse poi, accogliendo il ragazzo.
“Finn!!” squittì Sarah.
“Ciao, piccola!” rispose quello prendendola in braccio.
“La mamma è tanto triste.” mormorò lei.
“Come mai?” chiese allora.
“Sarah, che ne dici se vieni con me e lo zio Blaine? Andiamo al McDonald’s, che dici? La mamma e Finn devono stare un po’ da soli.” intervenne a quel punto Kurt, dopo aver intercettato un’occhiata eloquente di Rachel.
“Ma zio, tu non mangi gli hamburger!” ribatté con vocina piccola la bambina.
“Per la mia piccola stella posso fare un’eccezione.” rispose quello con un occhiolino.
“Andiamo Sarah?” chiese Blaine, prendendo i tre cappotti.
La bambina prese per mano i due zii, e uscì assieme a loro.
“Mi spieghi cosa sta accadendo? Fuori ho incrociato un tizio, che mi ha fermato per dirmi di prendermi cura di sua figlia.” chiese dolcemente Finn, una volta rimasti soli.
“È ricomparso Brody.” spiegò Rachel, prima di scoppiare in lacrime.
Il ragazzo l’avvolse fra le sue braccia, e attese che la ragazza si sfogasse, limitandosi ad accarezzarle la schiena e a farle sentire la sua presenza.
Passò un buon quarto d’ora, prima che Rachel si svuotasse di tutte le lacrime.
“È-è ricomparso alla mia porta dopo tutto questo tempo. Ha scoperto che ha una figlia, e vuole conoscerla. Io l’ho cacciato via.” mormorò.
“Hai fatto bene.”
“Ma perché proprio ora, dopo tutto questo tempo? Ora che ero finalmente felice, ora che avevo superato i fantasmi del mio passato?”
“Il destino a volte è crudele, lo sai. Ma questo Brody non mi è sembrato arrabbiato, solo amareggiato. Non credo darà altri problemi. E poi non dimenticarti che oltre ad essere il tuo ragazzo sono anche il tuo bodyguard. Inoltre non credo gli convenga mettersi contro Santana, sa essere molto vendicativa.” rispose Finn.
“Anche Kurt e Blaine sanno essere pericolosi, se volessero.”
“Appunto.”
“Ti amo.” mormorò la ragazza.
Finn, dapprima stupito, visto che non gliel’aveva mai detto, rispose anch’egli con un ‘Ti amo’ prima di baciare delicatamente la sua ragazza sulle labbra.
La ragazza rispose con entusiasmo, e ben presto finirono sul letto senza vestiti indosso. Quella notte si unirono molte volte, e l’amore fra di loro assunse un sapore diverso, con una nuova consapevolezza da parte di entrambi.

Passarono diversi mesi, e la relazione fra Finn e Rachel divenne sempre più stabile, tanto da arrivare presto a convivere, per la gioia della piccola Sarah.
Un giorno, Finn convocò a raccolta Puck, Kurt e Blaine perchè doveva comunicare loro una notizia a sua detta importantissima.
Si ritrovarono tutti nell’appartamento di Puck, un pomeriggio in cui Rachel si preparava per un’intervista in un programma televisivo.
“Allora, qual’è la grande notizia?” chiese Kurt.
“Ho deciso di chiedere a Rachel di sposarmi.”
“”Cosa? Dici sul serio?!” domandò Puck.
“Non potrei scherzare su una cosa del genere.”
“Io ti appoggio in pieno.” intervenne Blaine.
“Hai anche la mia approvazione.” confermò Kurt.
“Beh, amico, sai che non sono un amante del matrimonio, ma sono il tuo migliore amico, e spero che lei ti dica di sì.” disse infine Puck.
“Grazie ragazzi.”
“Come pensavi di proporti?” chiese a quel punto Blaine.
“All’inizio mi era venuto in mente di farlo a cena in un ristorante, ma saremmo troppo visibili, visto chi è Rachel. Quindi ho pensato di propormi a Central Park, dopo un picnic.” spiegò emozionato il ragazzo.
“Trovo che sia una cosa romanticissima!” esclamò Kurt, eccitato.
“Amico, hai visto troppi film da donne, ma immagino che sia perfetto per lei.” commentò Puck, ricevendo un’occhiataccia da parte di Kurt e Blaine.
“Grazie, Puck.”
Per quel fine settimana, quindi, Finn propose a Rachel di prendersi un attimo di pausa dai numerosi impegni di cantante (nel frattempo erano finite le repliche di Funny Girl, che avevano riscosso un enorme successo), e la ragazza aveva aderito con entusiasmo. La piccola Sarah era rimasta con Blaine e Kurt, che avevano acconsentito volentieri per lasciare la coppia da sola, nonostante la riluttanza iniziale della ragazza.
“Allora, qual è il vero motivo per cui mi hai portato qui?” chiese ad un certo punto Rachel, mentre stavano mangiando i panini che Finn aveva preparato precedentemente.
“Accidenti, non ti si può nascondere nulla!” mormorò imbarazzato il ragazzo.
“Diciamo che il fatto che non hai voluto Sarah con noi mi ha fatto pensare.” rispose dolcemente la ragazza.
“Ok, allora direi che è arrivato il momento.” sospirò il bodyguard, più a sé stesso che alla ragazza.
“Momento per cosa?”
“Ti prego, devo dirti una cosa, ma non parlare fino a quando non ho finito.”
“O-ok.” rispose lei, ancora molto confusa.
“Rachel, so che le differenze che intercorrono fra di noi sono tante, che veniamo da due mondi diversi che si incontrano molto difficilmente, ma so anche che ti amo con tutto il mio cuore, sia te che la piccola Sarah. Ho avuto molte batoste nella mia vita, ma posso dire di aver raggiunto la felicità nel momento in cui ho incrociato il tuo sguardo. E la cosa che mi chiedo ogni giorno, è per quale motivo tu, la stella più luminosa che conosca, più talentuosa, e con una forza davvero invidiabile, abbia deciso di stare con me, un semplice ragazzo del Kentucky che non ha fatto altro nella sua vita se non fallire. L’unico successo che ho avuto sei tu, e dico sul serio. Quindi, Rachel, vorresti sposarmi?” chiese, tirando fuori dalla tasca una scatolina, e mostrando alla ragazza un piccolo anello d’argento, con un diamante incastonato.
La cantante era spiazzata.
“C-certo che voglio sposarti!” esclamò, gettandosi addosso al ragazzo, per un intenso bacio.

Epilogo

Rachel e Finn si stavano preparando, Brittany e Santana si sarebbero sposate nel pomeriggio.
“Mamma, mi aiuti a mettere la camicia? Da solo non ci riesco.” chiese il piccolo Simon, due anni, nato dopo un anno dal matrimonio tra la cantante e il suo bodyguard.
“Papà non può aiutarti?”
“E’ in bagno al momento.” sbuffò.
“Chiaro. Vieni qui, tesoro.”
In poco tempo la famiglia fu pronta: Rachel, Finn, Sarah, che ormai aveva sei anni, e il piccolo Simon, e si diresse verso la sala che le due spose avevano prenotato per il loro matrimonio. Quando arrivarono, trovarono sul posto già Kurt e Blaine, con la piccola Tracy, nata da Rachel come madre surrogata l’anno precedente, Puck, che dopo essersi incontrati per sbaglio in un bar, e molte discussioni con il migliori amico, si era messo con Quinn, presente anch’ella al matrimonio, Mercedes, un’amica dal liceo di Rachel, Santana e Kurt, e Mike, ragazzo della compagnia di Brittany, accompagnato dalla sua ragazza Tina.
“Eccovi, finalmente!” esclamò Blaine. “Le spose sono nervosissime, e Tracy non vedeva l’ora di stare con i suoi cuginetti.”
“Ci abbiamo messo un po’ a prepararci.” spiegò Finn.
“Lo immaginavo.” disse Kurt, con un occhiolino.
Si accomodarono tutti sulle panche della sala, adornata con fiori e nastri ovunque, molto nello stile delle due spose, e presto la musica risuonò, annunciando l’inizio della cerimonia.
“Ci siamo!” squittì eccitata Rachel.
Per prima entrò Santana, accompagnata dal padre, e in seguito Brittany. La cerimonia fu molto dolce, e si emozionarono tutti.
“Perché piangi, Rach?” chiese Finn, durante lo scambio dei voti.
“Sono felice, perché abbiamo tutti trovato la nostra felicità.”

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