Only a pair of blue eyes (6° capitolo)

Nuovo capitolo! Ad un certo punto il protagonista canterà una canzone, è questa.
copertina
Capitolo 6
Amicizie inaspettate
Lean on me, when you’re not strong
And I’ll be your friend, I’ll help you carry on
For, it won’t be long
Til I’m gonna need somebody to lean on
(Lean on me, Bill Withers)

Nostro mondo, oggi

Kurt passò tutta la notte su libro che aveva trovato in biblioteca, cercando di capire come spezzare la maledizione, senza però trovare risposta.
La mattina presto, Kurt decise di alzarsi, visto che comunque sarebbe dovuto andare al lavoro. Si vestì velocemente e si diresse al piano di sotto, al diner.
– Buongiorno, Kurt! – esclamò Mercedes, già al lavoro dietro il bancone. – Com’è andata ieri con Burt? Quando sei tornato ti sei fiondato direttamente di sopra. –
– Avevo molte cose a cui pensare. –
– Capisco. E’ stata dura rivedere tuo padre, vero? – domandò la donna.
Kurt sgranò gli occhi. – Ma come…? – balbettò, stupito.
– Non era difficile da capire. Da come ti sei posto, sembrava un incontro molto importante per te. Inoltre conosco Burt, e so che non vedeva suo figlio da tanto tempo. Ho fatto solo due più due. –
– Oh. – replicò Kurt, non sapendo bene come reagire.
Mercedes rispose con un occhiolino. – Comunque da quando sei qui non ti ho mai visto divertirti. Stasera uscirai con me e Rachel. Hai bisogno di svagarti un po’. E non voglio sentire ‘ma’. –
– Ok, ci sto. – disse risolutamente Kurt.
– Bene. –
A quel punto entrò Rachel.
– Rach, stasera usciamo con Kurt. – disse Mercedes, non appena la vide.
– Va benissimo. Dove andiamo? – chiese l’ex principessa.
– Lo Scandals? –
– Ma non era un locale gay? – domandò Rachel.
– Si, ma Kurt ha bisogno di svagarsi. E non è una brutta cosa anche per noi. – replicò Mercedes con un occhiolino.
– Avviso Jesse. – concluse Rachel con un sorriso sincero.

Da quando Blaine si era trasferito a casa di Sam e Finn sembrava spento. Andava al lavoro, e si sforzava di apparire felice per i suoi piccoli studenti. Non capiva il perchè di questa reazione. In fondo lui e Sebastian si erano solo presi una pausa, almeno così sembrava, ma Blaine si sentiva sempre più convinto di provare qualcosa per il ragazzo dagli occhi colore del cielo, nonostante l’avesse visto solo una volta al diner di Mercedes. Per questo, si sentiva profondamente in colpa per Sebastian.
Anche i suoi amici se ne erano accorti, e infatti un pomeriggio Tina si presentò presso la scuola dove lavorava, una volta finite le lezioni.
Il ragazzo ne fu comunque stupito. – Tina, che ci fai qui? – le domandò.
– Sam, Finn e io ci siamo accorti che sei davvero giù dopo la rottura con Sebastian. – spiegò la ragazza.
– Non ci siamo lasciati, ci siamo presi solo una pausa. – Era decisamente nella fase della negazione.
– Si, come no. – replicò lei. – Comunque, abbiamo pensato che forse svagarti un po’ non può che farti bene. Quindi stasera andremo allo Scandals. – disse poi, eccitata.
– Il locale gay? Ma Sam, Mike  e Finn? –
– Si, il locale gay. E di loro non preoccuparti, non hanno problemi ad andare in quel tipo di posto, a maggior ragione se per un amico. –
– Non so che dire, davvero. – disse commosso Blaine.
– Non dire niente. Fatti solo bello per stasera. Come se ce ne fosse bisogno, poi. – concluse la ragazza, con un occhiolino.

Kurt si preparò con molta cura quella sera. Aveva deciso di indossare una camicia blu scuro, che metteva in risalto i suoi occhi color del cielo, e un paio di jeans neri, super attillati.
Era da tanto che non usciva fuori per divertirsi con gli amici – non che a New York ne avesse molti, in effetti – e ci teneva che tutto fosse perfetto. Nella Grande Mela aveva legato solo con due ragazzi, Elliott e Dani, che lavoravano entrambi a Vogue.com con lui. Erano stati primi che lo avevano accolto con un sorriso, e in un ambiente come quello della moda non era affatto scontato, nonostante la sua capo, Isabelle Wright, si fosse rivelata una delle persone più dolci che avesse mai incontrato.
Kurt controllò per l’ennesima volta l’orologio. Si stava facendo tardi, e di lì a poco Mercedes avrebbe bussato alla sua porta. Controllò gli ultimi dettagli e afferrò la giacca che aveva preso per l’occasione. Quando scese al piano del diner, trovò Rachel e Mercedes già pronte ad andare.
– Wow, che schianto! – esclamò Mercedes non appena lo vide.
– Confermo, sei stupendo. – disse Rachel, ammirata.
– Grazie. – rispose il ragazzo, imbarazzato. – Anche voi non siete da meno. –
– Stasera faremo strage di cuori, ne sono sicura! – squittì Rachel.
– Rach, è un locale gay, ricordi? E inoltre tu sei impegnata. – le rammentò Mercedes.
La ragazza le rispose con un broncio, facendo ridere Kurt.
Il locale era poco fuori città, e già sembrava pieno di persone. Il trio parcheggiò l’auto ed entrò.
– Uh, carino. – commentò Kurt non appena entrarono.
– Non è New York, ma sono sicura che ti piacerà. – gli disse Rachel.
– Lo penso anch’io. – rispose lui con un sorriso.
Ordinarono un drink e si accomodarono in uno dei numerosi tavolini.
– Allora, che ci racconti? Sappiamo così poche cose di te! – esordì Mercedes.
– Non c’è molto da dire, in realtà. Sono nato a Lima, Ohio e dopo il diploma mi sono trasferito a New York per cercare di avere fortuna. Volevo riuscire ad entrare in una scuola come la NYADA o la Juilliard, ma non ci sono riuscito. Fortunatamente ho trovato lavoro a Vogue.com. – disse Kurt, sciorinando una storia che si era inventato tempo prima. Non poteva di certo dire la verità, per quanto, se fosse nato nel mondo in cui era approdato, non gli sarebbe dispiaciuto aver avuto davvero quel tipo di vita.
– Interessante! Quindi ti piace cantare? – esclamò Rachel.
– Si, tra le altre cose. –
– Allora devi assolutamente farci sentire qualcosa questa sera! – continuò lei.
– No, è da troppo tempo che non canto! – balbettò lui, imbarazzato.
– Non voglio storie, è deciso! – ribatté la ragazza decisa.
– Concordo. Ti voglio assolutamente sentir cantare. – disse Mercedes.
– O-ok, allora, fatemi pensare un po’. –
– Quando vuoi. – lo tranquillizzarono le altre.

Blaine era in macchina con Tina, Mike, Sam e Finn, che stavano andando con lui allo Scandals.
– Ragazzi, siete sicuri che non ci siano problemi? – domandò preoccupato ai suoi amici.
– Perché dovrebbero esserci? In fondo è pur sempre un locale. – disse Sam.
– Davvero amico, nessun problema. – ribadì Mike.
– Sì ma è un locale gay. – precisò il moro.
– Sei gay anche tu e sei il nostro migliore amico. Perché dovremmo avere problemi ad andare in quel tipo di locale? – spiegò Finn, con un occhiolino.
– Inoltre chissà, potresti incontrare l’amore della tua vita, stasera. – concluse Tina con un sorrisetto.
Entrarono allo Scandals, e si guardarono intorno alla ricerca di un tavolo vuoto. Blaine fu stupito di incrociare un paio di occhi azzurri a lui familiari. Erano di Kurt, che era seduto al tavolo assieme a Mercedes e Rachel, l’altra cameriera del diner.
– Guarda un po’ chi c’è. – commentò maliziosamente Tina.
– Oh, non mi ero accorto. – ripose Blaine, con nonchalance.
– Mmm. – annuì la ragazza, poco convinta.
– Ragazzi, c’è un tavolo vuoto, qui. – esclamò Sam, reclamando la loro attenzione.
– Arriviamo. – rispose Blaine.

Kurt proprio non si aspettava di vedere Blaine, quella sera. Il cuore, proprio come la prima volta che aveva incrociato il suo sguardo, fece un balzo. Era semplicemente stupendo, vestito di quel maglioncino rosso assieme ai jeans. Aveva anche sistemato i capelli con del gel, giusto per contenere i riccioli ribelli.
– Ragazze, credo di essere pronto a cantare. – disse Kurt.
– Finalmente! – squittirono.
Il ragazzo si avvicinò al palco, e a Mercedes non sfuggirono le occhiate che si lanciavano Kurt e Blaine. Sorrise soddisfatta. Rachel se ne accorse.
– ‘Cedes, che succede? – domandò la brunetta.
– Niente, sono solo emozionata di sentire Kurt cantare. –
– Anch’io. – replicò Rachel eccitata.
Kurt nel frattempo era salito sul palco. – Buonasera, sono Kurt Hummel e vi sto per cantare Wicked little town dal musical Hedwig and the angry inch.

You know, the sun is in your eyes
And hurricanes and rains
Blacken cloudy skies

You’re running up and down that hill
You turn it on and off at will
There’s nothing here to thrill or bring you down
And if you’ve got no other choice
You know you can follow my voice
Through the dark turns and noise
Of this wicked little town

Oh Lady Luck has led you here
And they’re so twisted up
They’ll twist you up, I fear

They’re pious, hateful, and devout
You’re turning tricks ’til you’re turned out
The wind so cold it burns
You’re burning out and blowing ’round
And if you’ve got no other choice
You know you can follow my voice
Through the dark turns and noise
Of this wicked little town

The fates are vicious and they’re cruel
You learn too late you’ve used
Two wishes
Like a fool

And then you’re someone you are not
And Junction City ain’t the spot
Remember Mrs. Lot and when she turned around
And if you’ve got no other choice
You know you can follow my voice
Through the dark turns and noise
Of this wicked little town

Kurt guardò Blaine negli occhi per tutta la durata della canzone  ed era talmente concentrato che si risvegliò soltanto nel momento in cui il pubblico gli applaudì. Ringraziò timidamente e ritornò al suo tavolo.
– Kurt, sei stato una bomba! – esclamò Rachel. – Dobbiamo assolutamente cantare insieme qualche volta! –
– Sei stato bravissimo! Dove avevi nascosto questo dono, prima? – chiese invece Mercedes.
– Oh, non è stato niente di che. – minimizzò il ragazzo.
– Scherzi? Questo locale non sentiva un talento del genere da anni! – replicò Rachel.

Blaine tutto si sarebbe aspettato tranne che il ragazzo del diner avesse una voce del genere. Rimase piuttosto stupito quando Kurt – aveva finalmente imparato il suo nome – salì sul palco, ma la sorpresa più grande fu scoprire il talento che aveva. Aveva una voce limpida, cristallina, molto particolare per una voce maschile. Lui stesso era appassionato di musica, e avrebbe definito la voce di Kurt come quella di un controtenore, una categoria particolare di tonalità, ma era più paragonabile a quella di un angelo. Inoltre, aveva quasi l’impressione che stesse cantando a lui, che stesse dedicando quella canzone a lui, nonostante si fossero visti solo una volta.
– Bravo, eh? – commentò Sam.
– È bravissimo. – mormorò Blaine.
– Infatti! Chi se lo aspettava, eh? – disse Finn.
– Davvero bravo! – esclamò Mike.
Finita la canzone, Blaine era sotto shock. Decise di andare a congratularsi con Kurt, così per avere anche l’occasione di conoscerlo meglio.
– I-io vado a salutare Kurt. – disse ai suoi amici.
– Veniamo con te. – rispose Tina.
– Ok. –
Così Blaine, Tina, Mike, Finn e Sam si alzarono per salutare Kurt e le sue amiche .
– Ciao, ragazzi! – esclamò Mercedes. – Vi unite a noi? –
– Noi veramente siamo solo venuti solo a congratularci con Kurt. Non sapevo avessi una voce così bella. – spiegò Blaine.
– Grazie. – disse Kurt.
– Oh, lui è Sam, invece lei è Tina, e lui è Mike. Lui e Tina stanno insieme. – disse poi il moro.
– Piacere di conoscervi. E devo dirvelo, siete davvero una bella coppia.  – rispose Kurt. Si ricordava di Tina, nel loro mondo era la promessa sposa di Blaine.
– Piacere nostro. – replicarono gli altri tre.
– Grazie. – disse Mike.
– È carino. – sussurrò poi Tina a Blaine.
– Allora, vi accomodate qui con noi? – propose Rachel.
– Volentieri. – acconsentì Tina.

Passarono la serata a ridere e scherzare, mentre sia Finn che Rachel che Kurt e Blaine intrapresero un gioco di sguardi. Alla fine si accordarono per scambiarsi i numeri e per una serata simile ancora un’altra sera.

Becky, la segretaria del sindaco, invece, osservava tutto da un’auto appostata al di fuori del locale.

Mondo delle fiabe, 3 anni fa

Gli incontri tra i due principi e i figli del taglialegna si fecero sempre più frequenti. Rachel e Blaine riuscivano a trovare sempre il modo per uscire dal palazzo di nascosto dai genitori, troppo occupati dagli impegni reali per badare a quello che facevano i sue ragazzi. Per Kurt e Finn, invece, era sicuramente più semplice: spesso dovevano andare nel bosco per trovare la legna, e quelle erano occasioni cruciali per incontrarsi con i due principi.

Un pomeriggio, Blaine era in compagnia di Tina, la sua fidanzata, nel giardino del palazzo.
– Blaine, posso chiederti una cosa? – domandò la ragazza.
– Certamente. –
– È da un po’ che ti vedo diverso, più felice. So che non è affar mio, ma è successo qualcosa? So riconoscere un’espressione innamorata, e la tua sicuramente lo è. Non credo sia per me perché siamo buoni amici e immagino me l’avresti detto, inoltre girano certe voci secondo le quali a te piacciono i ragazzi. Se è così me lo puoi dire, sai? Non mi offendo, e inoltre sono sempre innamorata del mio Mike. –
– D-direi che hai ragione. C’è questo ragazzo, Kurt. È figlio di un taglialegna del villaggio qui vicino. Non credo di esserne innamorato, non ancora almeno, ma non riesco a smettere di pensare a lui. –
– Com’è? – domandò curiosa Tina.
– È bello, intelligente, divertente, e mi capisce. Non credo che riuscirò a trovare nessun altro come lui, senza offesa. –
– Nessuna offesa. – rispose Tina, ridacchiando. – Sai, sembri proprio innamorato. –
– Dici davvero? – chiese lui, stupito.
– Mmmm. – annuì lei. – Comunque, se hai bisogno di una mano sappi che sono qui. – replicò, con un occhiolino.
– Grazie! – esclamò Blaine, abbracciando la ragazza. – E mi dispiace di coinvolgerti in tutto questo. –
– Non dispiacerti. Adoro gli amori impossibili. –

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