Only a pair of blue eyes (7° capitolo)

Nuovo capitolo della mia storia!

copertina

Capitolo 7
Ostacoli

 

Solo coloro che hanno il coraggio di affrontare i grandi insuccessi possono ottenere grandi successi.
(Bobby Kennedy)

Nostro mondo, oggi

Quella mattina Blaine non aveva lezioni, dunque ne approfittò per iniziare la mattinata con più calma. Sam e Finn erano al lavoro, perciò c’era solo lui in casa. Blaine si diresse in cucina per fare colazione. Era ancora sorpreso dalla serata allo Scandals. Ora che aveva avuto l’occasione dei conoscere meglio Kurt, fremeva dalla voglia di approfondire il suo rapporto con lui. Quasi non pensava più a Sebastian. Nonostante avessero passato insieme due anni fantastici, infatti, sentiva che aveva fatto la scelta giusta nel prendersi una pausa da lui. Non per questo, però, si sentiva meno in colpa. Si ricordava quel brutto momento in cui avevano deciso di mettere in pausa la loro relazione – non che Sebastian avesse alternative, dopo quello che Blaine gli aveva detto, in effetti.  Aveva quasi finito la tazza di latte e cereali con cui era solito fare colazione, quando il suo telefono squillò. Era Tina.
– Tina, buongiorno! – esclamò.
Buongiorno a te! – squittì lei dall’altra parte. – Come stai dopo ieri sera? – domandò poi.
– Bene, come dovrei stare? – chiese Blaine, curioso.
Ho notato un certo numero di sguardi con un bel ragazzo dagli occhi azzurri. – spiegò lei, maliziosa.
– C-cosa? No! – esclamò lui.
Avanti, non negarlo! Sono la tua migliore amica, e puoi dirlo almeno a me! Ti piace, non è vero?
– Non riesco a togliermelo dalla testa, quello è vero. Ma non so dirti se ne sono attratto. –
Senti, non riuscivi a togliergli gli occhi di dosso mentre cantava. E ti sei lasciato con Sebastian proprio dopo che l’hai conosciuto. Ti piace, e non ti azzardare a negarlo.
– Ok, forse hai ragione. – si trovò costretto ad ammettere Blaine.
Lo sapevo! – rispose lei soddisfatta. – Perché non gli scrivi? È arrivato da poco, potresti fargli fare un giretto della città, e così potreste conoscervi meglio.
– Non so se sia il caso. –
Tranquillo, non sei l’unico che ho visto preso. Anche Kurt sembrava interessato a te.
– Dici sul serio? –
Ti ho mai preso in giro?
– No, in effetti. –
Bravo ragazzo. Bene, poi fammi sapere come va! – concluse Tina, senza dare a Blaine il tempo di rispondere.

La serata passata in compagnia di Rachel e Mercedes era sicuramente ciò di cui Kurt aveva bisogno. Aveva accumulato molta tensione a causa della situazione, e l’uscita l’aveva aiutato a liberarsene di un po’. Ancora non sapeva come spezzare la maledizione, ma almeno sapeva di non essere solo.
Quel giorno non doveva lavorare, quindi decise di approfittarne per fare un giretto per Mistbrooke, dato che ancora non aveva avuto l’occasione di conoscere la città.
Mentre si stava vestendo, il telefono gli segnalò l’arrivo di un messaggio. Incuriosito, Kurt si affrettò a prenderlo.

Ciao!
Oggi ho la giornata libera, e mi piacerebbe fare una passeggiata con te, così da farti conoscere meglio Mistbrooke. Fammi sapere se ti va.
Blaine

Kurt entrò in panico. Cosa doveva rispondergli? In cuor suo avrebbe subito accettato, ma da quanto ne sapeva, Blaine aveva un ragazzo. Cosa si aspettava il moro da lui? Alla fine decise di rispondergli, in fondo era solo una passeggiata.

Volentieri! Ci possiamo vedere tra mezz’ora di fronte al diner.
Kurt

La risposta arrivò velocemente.

Va benissimo! Allora fra mezz’ora sono lì.
Blaine

Alla fine Blaine si  era lasciato convincere da Tina. Aveva scritto a Kurt proponendogli di fare un giro insieme. Con sua grande sorpresa, Kurt aveva acconsentito subito ad andare con lui. Si sarebbero visti di lì a poco, e Blaine era sempre più agitato. Si dava dello stupido da solo, in fondo era solo una passeggiata, ma era irrazionalmente preoccupato.
Sospirò. Era il momento di andare, ma non era il caso di farsi mille complessi mentali.
Uscì dall’appartamento di Sam e Finn, e si incamminò verso il diner. Quando arrivò al locale, si trovò di fronte ad una scena a cui non avrebbe voluto assistere. Un ragazzo che all’apparenza sembrava più grande, stava chiacchierando con Kurt, ridendo e scherzando e cercando in tutti i modi un contatto fisico. Il ragazzo gli era molto vicino, non come un normale amico. Gli stava accarezzando provocatoriamente le braccia, e Kurt non sembrava opporsi. Blaine stava per andarsene, quando lo sconosciuto si sporse verso Kurt, baciandolo con fervore sulle labbra. A quel punto per Blaine era troppo. Si girò e ritornò sui suoi passi, mentre le lacrime già gli rigavano le guance.

Kurt decise di scendere al diner un po’ prima, a causa dell’agitazione non riusciva più a rimanere in camera. Il diner a quell’ora era affollato, e né Rachel né Mercedes riuscivano a dargli udienza. Kurt allora si accomodò in uno degli sgabelli di fronte al bancone. Ad un certo punto gli si avvicinò un ragazzo, all’apparenza più grande, ma molto carino.
– Ciao, piacere di conoscerti, io sono Adam. È da un po’ che ti vedo qui, ma non ho mai avuto occasione di presentarmi. –
– Piacere mio, io sono Kurt. – disse il ragazzo, un po’ stupito.
– Kurt. – ripeté l’altro. – Che bel nome. –
– Grazie. –
– Allora, che mi racconti? Di dove sei? – domandò Adam, facendosi sempre più vicino a Kurt, che reagì con una risata nervosa. Si trovava decisamente a disagio. In quei due anni non aveva mai avuto un ragazzo, non aveva avuto tempo per impegnarsi in una relazione. Aveva vissuto qualche approccio con dei ragazzi, ma non era mai arrivato fino in fondo. Inoltre, aveva la strana sensazione che quell’Adam non portasse niente di buono, che fosse una presenza negativa.
– Allora, non rispondi? – chiese scherzosamente Adam.
– Ehm.. sono di New York. – balbettò Kurt.
– Uh, che bella New York! Ci sono stato, una volta. Molto caotica, ma bella. – disse il ragazzo, avvicinandosi sempre di più a Kurt.
– Già. –
A quel punto Adam si sporse verso Kurt, e premette le labbra sulle sue. Per qualche attimo il più giovane rimase paralizzato per lo shock, ma poi si staccò violentemente da lui, rifilandogli uno schiaffo.
– Ma che ti è preso? – esclamò.
Adam sembrò come risvegliarsi, e uscì dal locale senza dire una parola.
Kurt rimase molto colpito dalla cosa, e decise di tornare su in camera in attesa di Blaine. Non si accorse, però, che il ragazzo se n’era andato dal locale in lacrime.

Mercedes quella mattina era andata presto al lavoro. Erano solo lei e Rachel, dato che Kurt aveva la giornata libera. Il diner era molo pieno, e la donna vide Kurt scendere dalla sua stanza stranamente felice. Magari ha un appuntamento, pensò. Kurt si accomodò in uno dei tavolini, e chiaramente fremeva dall’agitazione. Ad un certo punto si avvicinò un ragazzo, un certo Adam. Mercedes non lo conosceva bene, ma gli sembrava innocuo. Iniziò a parlare con Kurt, ma la donna aveva una strana sensazione, che si acuì nel momento in cui Adam baciò forzatamente Kurt e reagì negativamente all’ovvia reazione del giovane.
Qui c’è lo zampino di Sue, pensò Mercedes. Doveva assolutamente fare qualcosa.
Una volta che Kurt fu risalito in camera, la donna chiamò Rachel.
– Rach, io esco un attimo. Puoi pensarci tu, qui? –
– Certamente. C’è qualche problema? – domandò la ragazza.
– Devo risolvere una faccenda urgente. – spiegò brevemente la donna.
– Ok, nessun problema. –
Mercedes si cambiò velocemente e uscì dal locale. Si diresse verso l’ufficio del sindaco. Come al solito, era deserto. C’era solo l’aiutante di Sue, Becky.
– Chi sei? – domandò la biondina, con sguardo truce.
– Sono Mercedes, dovrei vedere il sindaco. –
– Becky, falla entrare. – ripose una voce dall’interno.
La ragazza si fece da parte, non distogliendo lo sguardo dalla donna.
– So cosa stai facendo. – esordì Mercedes, una volta entrata nell’ufficio.
– Non so di cosa tu stia parlando. – rispose con nonchalance Sue.
– Andiamo, non avrò più i miei poteri, ma non sono stupida. Hai manipolato quell’Adam per tenere separati Kurt e Blaine. Hai paura che la maledizione venga spezzata. –
– Non hai le prove. – replicò impassibile Sue.
– No, ma conosco i tuoi infidi trucchi, e posso benissimo aiutare Blaine e Kurt a mettersi insieme. Non si può ostacolare il vero amore. – rispose beffarda Mercedes.
– Ah, giusto, tu sei la fata madrina. – disse ironica Sue.
– Già. –
– Beh, non credo che ti sarà così semplice. Ho tra le mie mani questa città e i suoi abitanti da ben due anni, ricordi? E ancora nessuno è riuscito a capire la verità. –
– Non ne sarei così sicura. Ti sconfiggeremo Sue, stanne certa. –
– Voglio vedere come farete. –
– Non è finita qui. – concluse Mercedes, prima di andarsene.
Mercedes ne aveva la conferma: Adam era stato manipolato. Era solo uno strumento nelle mani di quella strega. Ma ora che Kurt era arrivato in città, avrebbero sconfitto Sue, ne era sicura. Doveva solo capire come spingere Blaine nelle braccia di Kurt.

Mondo delle fiabe, 3 anni fa

Tina si era rivelata davvero una buona amica, sia per Blaine che per Rachel. Ormai, insieme a Jesse, l’altro promesso sposo, viveva a palazzo con loro, ed era sempre pronta a coprire le scappatelle dei due principi, a insaputa di Jesse o dei sovrani. Blaine e Rachel le erano molto riconoscenti.
Un giorno, però, i due principi furono convocati dai genitori.
– Rachel, Blaine, dobbiamo parlarvi di una cosa alquanto spiacevole. – esordì il padre con tono duro.
– Diteci. – risposero intimoriti i due giovani.
– Abbiamo notato dei movimenti strani. Prima di qualche settimana fa non uscivate quasi mai da palazzo, se non in situazioni particolari. Ora invece uscite praticamente tutti i giorni di soppiatto. Abbiamo chiesto anche ai vostri fidanzati. Tina non ci ha saputo dire nulla, mentre Jesse ci ha dato una risposta interessante. Ci ha detto che tu, Rachel, all’inizio stavi con lui, mentre ora cerchi sempre di evitarlo. Non volevamo crederci, e abbiamo chiesto a una delle guardie di seguire i vostri movimenti. Purtroppo abbiamo scoperto che vi vedete di nascosto con dei giovani contadini. Come se non bastasse, sono entrambi dei ragazzi, quindi vuol dire che tu, Blaine, sei attratto dai ragazzi. – disse la madre, guardando i figli dritti negli occhi. – Blaine, perché non ce l’hai detto? – chiese poi, addolcendo il tono di voce.
– Non so nemmeno io se mi piacciono i ragazzi. – mormorò lui.
– Capisco. Spero che lo capirai presto. Comunque non possiamo venir meno agli accordi presi con gli altri sovrani. I matrimoni si devono fare. Per questo, vi proibiamo di rivedere i due contadini di nuovo. – disse il padre.
– Non potete dire sul serio! – esclamarono i due principi sgomenti.
– È la mia ultima parola. – concluse il padre.
Blaine e Rachel uscirono dalla stanza in lacrime.
– Non ce lo possono proibire. – disse Rachel, una volta che si erano ripresi.
– Purtroppo si, sono i nostri genitori. – rispose Blaine.
– È ingiusto. –
– Lo so. –

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