Only a pair of blue eyes (9° capitolo)

copertina

Capitolo 9
Speranze

 

Oggi potrebbe essere il giorno in cui sconfiggeremo il nostro destino.
(Once upon a time)
Nostro mondo, oggi

Rachel di chiedere a Finn di incontrarsi. Come le aveva detto Mercedes, non doveva essere per forza un appuntamento. Nonostante ciò, dubitava che fosse la decisione migliore. Prese coraggio e gli inviò un messaggio.

Ciao, Finn.
La scorsa sera mi sono trovata molto bene con te e i tuoi amici, allo Scandals. Che ne diresti di vederci un’altra volta, solo noi due? Mi piacerebbe conoscerti meglio.
Fammi sapere,
Rachel

Finn era al lavoro, e da quando si era visto con Rachel e i suoi amici, qualche sera prima, non riusciva a togliersela dalla testa. Era sempre stato innamorato di lei, ed era contento di aver avuto l’opportunità di parlarci almeno una volta. Per lo meno si era accorta di lui.
Ricevette un messaggio. Era Rachel. Incuriosito, e anche abbastanza elettrizzato, si prodigò ad aprire il messaggio. Rachel voleva un appuntamento? Ma non era impegnata con quel Jesse?
Nonostante i dubbi, Finn decise di rispondere positivamente alla proposta di Rachel.

Ciao.
Sicuramente farebbe piacere anche a me. Domani pomeriggio non lavoro, possiamo vederci? Dimmi tu ora e luogo, non ho problemi.
Finn

La risposta arrivò quasi subito.

Domani pomeriggio va benissimo! Facciamo alle 15 di fronte al diner? Finisco di lavorare a quell’ora.

 

Perfetto!

Rachel era felice ma allo stesso tempo agitata per quello che sarebbe potuto accadere. Ci teneva davvero a conoscere Finn, ma era impegnata con Jesse, e non sapeva cosa si potesse aspettare Finn.
La mattina dopo al lavoro la ragazza era molto agitata.
– Tutto bene, Rach? – le domandò Mercedes.
– Sì e no. Ho deciso di accettare il tuo consiglio, e ho chiesto a Finn di vederci. Sono felice che abbia accettato, ma sono pur sempre impegnata con Jesse. Non so cosa possa aspettarsi Finn da me. –
– Stai pure tranquilla, è un bravo ragazzo, non ci proverà con te. – replicò l’altra, contentendo a stento l’entusiasmo.
– Speriamo. –
La mattinata passò velocemente, e ben presto si avvicinò l’orario dell’incontro. Rachel andò nel retrobottega per cambiarsi. Quando ritornò al diner, Finn già l’aspettava fuori dal locale.
– Buona fortuna! – le sussurrò Mercedes, e Rachel le rispose con un sorriso timido.
– Ciao, Rach. – la salutò Finn, una volta che la ragazza fu uscita dal locale.
– Ciao, Finn. – rispose lei, con un sorriso sincero.
– Come stai? – chiese lui.
– Bene, te? –
– Tutto bene. –
Per sciogliere l’imbarazzo che si era creato, decisero di fare una passeggiata per la città. Ben presto la tensione che aleggiava fra di loro si sciolse, e iniziarono a scherzare e ridere. Sembravano andare molto d’accordo ed entrambi si sentivano attratti l’una dall’altro.
– Sai Rachel, pensavo che fossi impegnata con quel Jesse. – disse Finn ad un certo punto.
– E’ così, infatti. Ma forse non sono così sicura dei miei sentimenti per lui. – rispose lei, abbassando lo sguardo.
Finn la fissò stupito. Forse aveva una speranza con lei!
– Te invece? – domandò la ragazza, distogliendolo dai suoi pensieri.
– Io cosa? – chiese lui confuso.
– Te stai con qualcuno? –
– Uhm, no. – balbettò Finn.
– Capisco. – rispose lei con un sorriso.
– Comunque si sta facendo tardi, dovrei andare. – disse il ragazzo.
– Sì, ha ragione. Anche io dovrei andare. – replicò Rachel – Sono stata benissimo. –
– Anche io. Dovremmo rivederci, qualche volta. –
– Concordo. –

Kurt decise di seguire il consiglio di Mercedes, e attese un paio di giorni prima di contattare Blaine per dargli le spiegazioni che meritava.
Due  giorni dopo il mancato appuntamento, chiamò il moro.
Pronto?
– Ciao, Blaine. Sono Kurt. –
Ciao Kurt. – rispose Blaine.
– Volevo parlarti di quello che è successo l’altro giorno. So che hai visto che Adam mi ha baciato, e che non l’hai presa bene. E’ stato tutto un fraintendimento, era la prima volta che parlavo con quel tipo, e mi si è praticamente fiondato sulle labbra. Sono rimasto shockato, e mi è dispiaciuto che tu abbia dovuto assistere alla scena. Capisco se non vuoi più vedermi. – tentò di spiegare Kurt.
C-cosa, no! Certo che mi piacerebbe vederci ancora. Ci sono rimasto solo molto male. Ma ora che so come sono andate veramente le cose è tutto risolto. –
– Dici davvero? – domandò Kurt speranzoso.
Certamente. – rispose l’altro.

Sue Sylvester non era mai stata una persona che amava perdere. Anche prima di diventare spietata, anche prima di aver costretto tutti gli abitanti del suo mondo a trasferirsi in uno nuovo, odiava perdere. Da come si stavano mettendo le cose, però, rischiava davvero che i suoi piani andassero in fumo. I problemi erano sorti nel momento in cui Kurt, l’unico, oltre a lei e alla stupida fata madrina, che si ricordasse il suo passato, era arrivato a Mistbrooke.  Sperava almeno di riuscire a tenere lontani Kurt e Blaine, il loro amore era la chiave per spezzare l’incantesimo. Invece sembrava che, a dispetto delle sue intenzioni, i due si stessero avvicinando. Non poteva assolutamente permettere che le cose proseguissero così. Doveva fare qualcosa.  Tirò fuori da un bauletto il cuore che aveva strappato dal petto di quell’Adam.  Sicuramente poteva essere un buon diversivo per il ragazzo dagli occhi color del cielo.
– Adam, vieni nel mio ufficio. – sussurrò nel cuore del ragazzo.
Pochi minuti dopo il giovane si presentò nell’ufficio della donna.
– Cosa c’è? – domandò.
– Devo ancora usufruire dei tuo servigi. – rispose con un ghigno malefico.
– Senta, io non so se me la sento. Kurt è un bravo ragazzo, ma non mi piace in quel modo. –
– Non mi interessa quello che ti piace, sai benissimo cosa ti può accadere se non fai ciò che ti dico. – replicò lei, stringendo leggermente tra le mani il cuore del ragazzo, che si piegò dal dolore.
– O-ok, ci proverò di nuovo con Kurt. – balbettò.
– Bravo ragazzo. E ora sparisci, non ti voglio nel mio ufficio. – lo liquidò Sue.

Mondo delle fiabe, 3 anni fa

Passavano i giorni, e Blaine e Rachel erano sempre costretti dentro casa. Per quanto cercassero di divagarsi, non potevano non pensare ai due figli del taglialegna. Ormai erano passati molti giorni da quando non li vedevano più, e temevano che i due giovani credessero che non importasse più niente di loro. Dovevano assolutamente far sapere loro la situazione. Decisero di scrivere loro una lettera.

Cari Kurt e Finn,
vi scriviamo perchè vorremmo spiegarvi la nostra situazione. Purtroppo per noi, i nostri genitori hanno scoperto le nostre uscite per venirvi a trovare, e ci hanno proibito di farlo nuovamente.
Siamo bloccati qui a palazzo con i nosri promessi sposi, e non ci è permesso uscire, se non accompagnati da una guardia reale. Stiamo cercando in tutti i modi di escogitare un modo per uscire di soppiatto, finora senza risultato.
Speriamo di riuscire a rivedervi il prima possibile, ci mancate moltissimo.

Con affetto,
Rachel e Blaine

Fecero chiamare un messaggero, e gli chiesero di far recapitare la lettera ai due giovani, facendogli promettere di mantenere il silenzio.

Kurt e Finn non avevano notizie dei due principi da parecchi giorni ed erano seriamente preoccupati. Credevano che fosse successo loro qualcosa.
Un pomeriggio, però, bussò alla loro porta un uomo che voleva consegnare loro un messaggio.
– Dalle altezze reali i principi. – disse, a mo’ di risposta.
– Oh, ok. – rispose confuso Finn, che aveva aperto la porta.
Una volta che il messaggero era andato via, il ragazzo chiamò il fratello. – Kurt, abbiamo un messaggio! – disse eccitato al più giovane.
– Un messaggio? Da chi? – domandò confuso l’altro.
– Il tizio che mi ha dato la lettera mi ha detto che è da parte dei principi. –
– Dici davvero? Apri subito! – esclamò a quel punto Kurt.
Finn aprì la lettera, e lesse ad alta voce il messaggio.
– Bisogna assolutamente fare qualcosa. – disse Kurt, una volta letto il messaggio.
– Cosa potremmo fare? –
– Infiltrarci a palazzo. – rispose Kurt con semplicità.
– No! Te lo scordi! –
– Perchè no? Possiamo farcela. –
– Kurt, è il palazzo reale! Non sarà così facile riuscire ad entrare. –
– Sarà difficile, ma non impossibile. – replicò il più giovane, mentre la sua mente già stava partorendo un’idea.

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