Only a pair of blue eyes (11° capitolo)

copertina

Capitolo 11
Buon Natale

Da sempre considero il Natale un momento meraviglioso. Un momento gentile, pieno di carità, godibile e adatto per il perdono. L’unico periodo durante tutto l’anno,dove uomini e donne riescono ad aprire liberamente e volenterosamente i loro cuori,che di solito tengono chiusi.
(Charles Dickens)

Nostro mondo, oggi

Il giorno di Natale era arrivato e Kurt non vedeva l’ora di festeggiarlo. Finalmente poteva festeggiarlo in famiglia, assieme a suo padre, nonostante l’assurda situazione in cui si trovavano. Nel suo mondo il Natale non era celebrato con una grande festa, non ne avevano la possibilità. Era rimasto molto stupito quando, due anni prima, sbarcato nel mondo in cui si trovava in quel momento, aveva visto il Natale celebrato con grande entusiasmo, con luci e musica.
Avrebbe trascorso la giornata del Natale con suo padre Burt, Mercedes, Rachel e Jesse. Per quanto ne sapeva, Finn avrebbe passato il Natale con Blaine, Tina, Sam e Mike, il ragazzo di Tina.

Quel giorno il diner sarebbe rimasto chiuso, per consentire anche ai dipendenti (ovvero Mercedes, Rachel, Kurt e occasionalmente qualche studente del liceo di Mistbrooke) di festeggiare il Natale con le loro famiglie.
Di prima mattina Kurt si preparò, prendendo con sè anche i regali che aveva comprato per tutti, e si diresse verso la casa del padre. Gli aveva promesso di dargli una mano con il pranzo di Natale, dato che l’avrebbero festeggiato a casa sua. Rachel, Jesse e Mercedes sarebbero arrivati più tardi.
Mentre attraversava la cittadina, Kurt si rese davvero conto della differenza con New York: nella Grande Mela non si sentiva a casa, complice anche il fatto che era piombato all’improvviso in un mondo completamente diverso dal suo, senza aver idea di dove fossero i suoi familiari. Era riuscito a stringere una sincera amicizia con Elliott e Dani, due ragazzi che lavoravano con lui a Vogue.com, ma non era mai riuscito ad ambientarsi completamente. Gli sembrava tutto troppo grande, troppo affollato, troppo troppo. Quando era arrivato a Mistbrooke, invece la sensazione era stata completamente diversa. Si sentiva a casa, finalmente. Si era arreso già da tempo all’idea di non poter più tornare nel suo mondo, a Heavenbrooke, ma era felice di aver trovato un luogo in qualche modo familiare. Senza tralasciare il fatto che era riuscito a ritrovare la sua famiglia e le persone a lui care.
Era arrivato a casa di suo padre. Le luci erano accese, dunque Kurt presunse che il padre era sveglio. Bussò delicatamente, in attesa che Burt gli venisse ad aprire. Fortunatamente, non dovette attendere molto.
– Figliolo, buongiorno e buon Natale! – lo salutò il padre, con indosso un grembiule e il cappellino da baseball che il ragazzo gli aveva sempre visto da quando lo aveva incontrato a Mistbrooke.
– Buon Natale, papà. – rispose Kurt, abbracciando l’uomo.
– Che ci fai ancora fuori? Entra in casa. – disse poi Burt. La felicità dell’uomo era evidente, gli occhi brillavano di gioia. Anche Kurt se ne accorse, ma non disse nulla, nascondendo un sorriso soddisfatto.
– Allora, papà, cosa pensavi di fare per pranzo? – domandò Kurt una volta entrato.
– Prima di tutto il tacchino con accanto il purè, poi la zucca, le verdure arrosto e la torta di zucca. Mercedes mi ha detto che avrebbe preparato lei il tacchino, dato che è abbastanza elaborato, mentre alla torta di zucca ci pensa Rachel. – spiegò il padre.
– Fantastico, quindi noi non dobbiamo fare molto. –
– No, infatti. –
– Mettiamoci al lavoro, allora! – disse a quel punto Kurt, entusiasta.
– Come hai imparato a cucinare così bene? – chiese ad un certo punto Burt, vedendo le abilità culinarie del figlio.
– Quando vivi da solo ti devi abituare. –
– Sei comunque un piccolo chef! Anche io sono stato per due anni da solo, ma non ho imparato a cucinare così bene. –
Kurt rispose con la linguaccia.
In quel momento suonò il campanello. – Sono arrivati! – esclamò entusiasta Kurt, precipitandosi ad aprire la porta e facendo ridere il padre.
– Buon Natale, ragazzi! – squittì Kurt.
– Buon Natale, Kurt! – esclamarono gli altri, facendosi strada per entrare in casa.
– Ecco qui tacchino e torta. – dissero Mercedes e Rachel a Burt, poggiandoli nel tavolo in cucina.
– Ora apparecchio, poi che ne dite di scambiarci i regali? – propose Kurt.
– Certamente! – squittì entusiasta Rachel.
Terminato di preparare la tavola, tutti si riunirono nel salotto.
Kurt fu il primo a consegnare  regali: al padre regalò un berretto, molto apprezzato, dato che gliene aveva visti molto dal loro incontro; a Rachel, che reagì con un grido di gioia, regalò il cd della colonna sonora di Wicked, il musical che avevano scoperto amare entrambi; a Jesse una sciarpa e a Mercedes, infine, un vestito, che fu molto apprezzato dalla donna.
Kurt invece ricevette un maglione di Mark Jacobs dal padre, che con grande sorpresa del ragazzo aveva intuito la passione per la moda cresciuta in questo nuovo mondo; da Rachel e Jesse ricevette il cofanetto delle ultime due stagioni di Grey’s anatomy, dato che avevano scoperto che apprezzavano entrambi quella serie tv, infine da Mercedes ricevette il libro Cime tempestose, visto che sapeva che il ragazzo amava leggere.

Blaine era felice che fosse arrivato il giorno di Natale. Aveva in programma un pranzo tranquillo con Sam, Finn, Tina e Mike, il ragazzo di Tina. Sarebbero rimasti a casa di Finn e Sam, dove abitava anche lui in quel momento, e ognuno di loro avrebbe preparato qualcosa. Blaine amava passare le feste così, in modo tranquillo e intimo. Inoltre condivideva con i suoi amici la tradizione di vedere tutti assieme Nightmare before Christmas. Adoravano quel film.
Vedendo il bacio finale tra Jack Skeletron e Sally a Blaine venne in mente Kurt. Erano usciti insieme solo un paio di volte, e non era successo niente di particolare, perciò non ancora sicuramente non stavano insieme, ma sentiva il bisogno impellente di contattare Kurt. Non sarebbe sembrato strano se lo avesse chiamato, giusto? pensò.
– Ragazzi, vado a fare una telefonata. – disse ai suoi amici.
– Chiami Kurt, per caso? – chiese con un ghigno Tina.
– Non credo ci sia nulla di male a fargli gli auguri per Natale. – si giustificò il moro.
– Assolutamente no! – squittì lei.
– Dai, Tina, non prenderlo in giro. – la richiamò Mike.
– Che c’è? Non era così felice neanche nei primi periodi con Sebastian! – esclamò lei.
– Questo posso confermarlo. – disse Sam.
– Sentite, io vado a chiamare Kurt, non voglio sentire questi commenti da comari. – replicò esasperato Blaine.
– Non starli a sentire, vai pure. – disse a quel punto Finn, complice.
Blaine si ritirò nella camera nella quale dormiva da quando si era trasferito dai suoi amici e chiamò Kurt.
– Pronto? – chiese lui dall’altra parte della cornetta.
– Ehi, sono Blaine. – rispose, un po’ incerto.
– Blaine, che bello sentirti! –
– Volevo farti gli auguri di buon Natale. – replicò il moro, dolcemente.
– Grazie, tanti auguri anche a te. Con chi festeggi il Natale? – chiese a quel punto Kurt.
– Giornata tranquilla tra amici. Sono con Sam, Finn, Tina e Mike. Te? –
– Uh, bello! Io sono con mio padre, Mercedes, Rachel e Jesse. –
– Aspetta, Burt è tuo padre? – chiese Blaine con tono sconcertato.
– Chi ti aspettavi che fosse? – domandò Kurt con tono divertito.
– Non lo so, non avevo collegato. –
In lontananza, Blaine sentì una voce femminile che chiamava Kurt.
– Scusami, è Rachel. Stavamo giocando a Pictionary e abbiamo interrotto la partita. –
– Uh, scusami, allora. Ti faccio tornare al tuo gioco. –
– Sono molto felice di averti sentito. – concluse Kurt, abbassando il tono di voce.
– Anche io. – mormorò Blaine.

Vedendo Blaine che stava chiamando Kurt, Finn si decise a fare gli auguri a Rachel. Nonostante fossero usciti qualche volta, non stavano insieme, anche perchè lei era già impegnata con un altro, perciò Finn credeva che un semplice messaggio fosse innocente.

Tantissimi auguri di Buon Natale!
Spero che tu stia passando una buona giornata, anche se mi dispiace non poterla condividere con te.
Finn

Inaspettatamente, la risposta della ragazza arrivò quasi subito.

Dispiace moltissimo anche a me!
Ah, e buon Natale anche a te! 🙂
Rachel

Rachel era in salotto di casa Hummel con Mercedes, Burt e Jesse. Avevano interrotto la partita a Pictionary perchè Kurt aveva ricevuto una chiamata. A giudicare dall’espressione del ragazzo nel momento in cui era squillato il telefono, era sicuramente Blaine. Li trovava davvero carini insieme.
Il telefono segnalò l’arrivo di un messaggio anche per la ragazza. Era Finn che le augurava gli auguri. Era stato un pensiero davvero dolce, e gli rispose quasi subito.
– Chi è? – domandò Jesse.
– Uhm… è Tina, una ragazza che ho conosciuto da poco. E’ stata così carina da farmi gli auguri. – rispose risolutamente Rachel,, non notando il ghigno soddisfatto di Mercedes, che ovviamente aveva intuito chi fosse il vero mittente del messaggio.
– Che carina, infatti. – commentò Jesse.

Mondo delle fiabe, 3 anni fa

Si stava avvicinando il Natale, la festa preferita di Blaine e Rachel. Adoravano l’atmosfera che si respirava in quel periodo. Nel palazzo avrebbero eretto un enorme albero pieno di luci e colori, il più grande del regno.
Mancavano due giorni al Natale, e i due principi fremevano per l’eccitazione. Sapevano che al villaggio dove abitavano Kurt e Finn c’era un laghetto trasformato in pista di pattinaggio. Volevano  assolutamente andarci.
– Tina, che ne dici di andare a pattinare con me, Rachel e Jesse? C’è una pista di pattinaggio al villaggio qui vicino. – domandò Blaine alla sua fidanzata.
– Certamente! – acconsentì lei.
Lo stesso chiese Rachel a Jesse, che, seppur stupito, accettò volentieri.
Nel pomeriggio, quindi, si avviarono verso il villaggio, entusiasti.
Tutto il paesaggio era imbiancato da un sottile strato di neve, che rendeva l’atmosfera ancora più natalizia. Quando arrivarono al villaggio, i reali notarono che tutto il paesino era illuminato da colori e luci.
– Che bello! – squittì Rachel, a braccetto del suo fidanzato.
– Forza, andiamo a cercare la pista di pattinaggio! – esclamò il fratello.
In realtà non fu difficile trovarla, il villaggio era piccolo, e la maggior parte della gente accorreva per divertirsi a pattinare sul ghiaccio.
I quattro reali giunsero presto presso la piazza principale del villaggio, dove era collocata la pista. Si sedettero in una panca e si cambiarono le scarpe: a differenza del resto degli abitanti, che si dovevano accontentare di semplici pattini di legno, loro si potevano permettere il lusso di utilizzare pattini in metallo.
Iniziarono a divertirsi sulla pista, mischiandosi alla folla. Nessuno di loro era un esperto, e difatti caddero un paio di volte, ma si divertirono moltissimo, ridendo e scherzando.

Quel giorno aveva deciso di nevicare, a Heavenbrooke. Mancavano pochi giorni al Natale, ed era sempre più difficile trovare della legna che non fosse fradicia. Quella mattina aveva anche deciso di nevicare, perciò era praticamente impossibile lavorare per quel giorno.
– Ragazzi, che ne dite di andare a pattinare, per oggi? Ho saputo che il laghetto in piazza è diventato una pista da pattinaggio, sicuramente ci divertiremo! – propose Burt ai suoi due figli, Kurt e Finn, mentre stavano pranzando.
– La trovo un’ottima idea! – esclamò Kurt.
– Ci sto, mi voglio divertire! – disse Finn.
Carole decise di non venire, perciò i tre si avviarono verso il centro del villaggio.
Mentre si infilavano i pattini, i due giovani diedero un’occhiata alla pista, stupendosi di chi si stava divertendo su di essa. Rachel e Blaine erano in pista, accanto a quelli che presumibilmente erano i loro fidanzati. I principi non si accorsero della loro presenza.
I due fratelli, assieme al padre, iniziarono a divertirsi sulla pista – o meglio, Kurt e Finn, poichè Burt si tenne tutto il tempo attaccato alla staccionata.
Mentre stavano pattinando, intercettarono lo sguardo di Rachel e Blaine, che li salutarono con un sorriso dolce e fecero loro segno di avvicinarsi. I due giovani si avvicinarono, cercando comnque di mantenere un po’ le distanze, non dovevano destare sospetti.

Stavano pattinando con i loro fidanzati, quando Rachel e Blaine notarono che due volti a loro familiari erano in procinto di entrare in pista. Non dovevano destare sospetti, dunque si limitarono a salutarli con un sorriso e a fare loro cenno di avvicinarsi.
Tina si accorse del gioco di sguardi. – Chi dei due è il famoso Kurt? – sussurrò al fidanzato.
– Quello con gli occhi azzurri, che sembra un angelo. – rispose il moro.
– Però, te lo sei scelto carino. – commentò lei, con un sorriso malizioso.
Blaine rispose ridacchiando.

Jesse non era stupido, sapeva che Rachel non era innamorata di lui, ma sperava almeno di riuscire ad avere con lei un bel matrimonio, anche se combinato. Aveva iniziato a nutrire dei dubbi, però, nel momento in cui la ragazza aveva iniziato a fuggire di nascosto, e il dubbio si era trasformato in conferma quando i due principi erano finiti in punizione. Non poteva dire nulla alla sua fidanzata, dato che la loro non era una relazione basata sull’amore, ma ci era rimasto davvero male.
Ora, aveva visto il vero oggetto del desiderio della sua promessa: a giudicare dagli sguardi che si lanciavano sin da quando il ragazzo era entrato in pista, Rachel era innamorata di un contadino, che all’apparenza sembrava un bonaccione, e l’amore sembrava ricambiato. Doveva assolutamente fare qualcosa, non poteva far basare il suo matrimonio sui rimorsi.

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