Only a pair of blue eyes (12° capitolo)

Buona festa della liberazione, nuovo capitolo! 🙂

copertina

Capitolo 12
Nuovo anno, grandi cambiamenti

 

This is the new year
A new beginning
You made a promise
You are the brightest
We are the voices
(This is the new year, A great big world)

Nostro mondo, oggi

Era passato il giorno di Natale, e ora l’attenzione era concentrata sul festeggiamento di Capodanno. Mercedes aveva organizzato una grande festa al diner a cui tutti avrebbero partecipato.
La sera del 31 dicembre Kurt decise di vestirsi meglio che poteva: decise di indossare una camicia bianca con un gilet nero sopra e un paio di pantaloni neri, aderentissimi. Acconciò i capelli con della lacca.
Uscì dalla sua camera con molta sicurezza. Era eccitato per quello che sarebbe potuto succedere. Lui e Blaine ancora non avevano definito la loro relazione: dovevano imparare a conoscersi (anche Kurt doveva imparare a conoscere il nuovo Blaine) e il moro era ancora in una fase delicata dopo la rottura con Sebastian. Ci stavano andando piano (non si erano nemmeno baciati), ma ad entrambi andava bene così. Non c’era motivo di correre, non ora che si erano finalmente ritrovati, anche se Blaine non si ricordava.
Quando scese al piano di sotto, Kurt trovò già Mercedes, Rachel e Jesse, oltre ad altri abitanti di Mistbrooke di cui il giovane ignorava l’identità. Suo padre aveva preferito rimanere a casa.
– Eccoti, finalmente! – esclamò Mercedes.
– Stai benissimo, Kurt! – squittì Rachel.
– Anche voi non state per niente male. – commentò lui, con un sorriso.
– Grazie. – rispose Jesse.
– Che ne dici di prendere un drink, intanto? – propose Mercedes.
– Volentieri. –

Blaine era molto agitato per quella sera. Non aveva ancora definito la sua reazione con Kurt e non sapeva cosa aspettarsi dal ragazzo. Ci stavano andando molto piano, complice anche il fatto che Blaine era uscito da poco da una relazione importante con Sebastian.
– Allora, Blaine, ci sei? – gli domandò Finn dall’altra parte della porta.
– Sì, ho fatto. – rispose il moro, uscendo dal bagno.
– Perfetto, allora andiamo! –  esclamò Sam.
Si avviarono verso il diner, e quando arrivarono trovarono già Tina e Mike intenti a parlare con Mercedes, Kurt, Rachel e Jesse.
– Buona sera, ragazzi. – li salutarono i nuovi arrivati.
– Buona sera a voi. – risposero gli altri.
Rachel e Finn si scambiarono degli sguardi timidi, che non sfuggirono all’occhio attento di Mercedes, la quale cercò di nascondere un sorriso soddisfatto.
– Vi va un drink? – propose Kurt.
Tutti accettarono volentieri.
Intanto la musica iniziava a risuonare nell’aria, e Kurt trascinò in pista Blaine. – Forza balliamo! – squittì Kurt a Blaine, che accettò senza opporsi.
Ben presto si unirono anche gli altri, scatenandosi e divertendosi in pista.
Mentre Kurt e Blaine stavano ballando, si avvicinò loro Adam, entrato da poco nel locale.
– Ehilà Kurt! – lo salutò, con il sorriso più sincero che riusciva ad avere.
– Oh, ciao Adam! – rispose lui. – Blaine, lui è Adam. – disse subito dopo, notando lo sguardo confuso del moro.
– Oh, Adam! Piacere di conoscerti, io sono Blaine. – disse l’ex principe, mascherando l’astio con un sorriso. Se lo ricordava Adam, era proprio quello che aveva baciato Kurt all’improvviso.
– Posso rubarti il cavaliere? – chiese a quel punto Adam a Blaine.
– C-certo. – rispose lui, facendosi da parte e guardando con l’occhio una possibile reazione negativa da Kurt, che però non ci fu. – V-vado a prendere qualcosa al bar. – disse infine, non distogliendo lo sguardo da Kurt, che lo osservò con i suoi limpidi occhi azzurri, con l’ombra del sorriso.
Mentre Blaine era al bar, e osservava attentamente Kurt ballare con Adam, gli si avvicinò Sebastian.
– Ciao, Blaine. – lo salutò l’ex, con un bicchiere di drink in mano.
– Ciao, ‘Bas. – rispose lui, un po’ preso alla sprovvista.
– E’ lui il famoso, Kurt, uh? – domandò il medico, indicando il giovane.
– Si, è lui. – disse Blaine, malcelando l’imbarazzo.
– Sicuramente è carino. – commentò Sebastian. – E perché sta ballando con un altro? Non state insieme o qualcosa del genere? – chiese poi.
– Non stiamo insieme, ancora, ci stiamo andando piano. E comunque è solo un ballo. – disse, più a sè stesso che a Sebastian.
– Io comunque starei attento, visto come il biondino allunga le mani. – commentò  con noncuranza il medico.
– Potresti scusarmi un attimo? – chiese Blaine, preso dalla gelosia.
Sebastian rispose con un gesto sommario della mano.
– Ehm, scusate. – disse Blaine, schiarendosi la voce.
– Oh, certo. – mormorò Adam, staccandosi da Kurt. Evidente fu il sospiro di sollievo del più giovane.
– Allora? – domandò Blaine, dopo che Adam se n’era andato, stringendo a sè Kurt.
– Grazie di aver interrotto il ballo. Si era attaccato a me come una cozza e non sapevo come respingerlo. Comunque ho notato un accenno di gleosia. – disse il giovane, con un ghigno.
– Solo un accenno? Oh, c’era molta gelosia! – ribattè Blaine, divertito, facendo ridere Kurt.
– Uhm, comunque quello con cui stavi parlando mentre ballavo con Adam era Sebastian, vero? – domandò incerto Kurt. Non aveva mai visto il ragazzo in quel mondo, ma Blaine gli aveva raccontato tutta la storia con il suo ex, e a gudicare dalle espressioni imbarazzate, aveva intuito che quel ragazzo alto e dagli occhi verdi fosse proprio Sebastian.
– Sì. – rispose Blaine, abbassando lo sguardo.
– Tutto bene? – chiese premuroso l’altro.
– Si, tutto bene. – rispose Blaine, tentando chiaramente di chiudere il discorso.
– Ok. Che ne dici di andare con gli altri? – disse Kurt, per alleggerire l’atmosfera.
– Direi che va benissimo! –

Rachel stava davvero provando a divertirsi con Jesse, ma non poteva ignorare il fatto che Finn fosse lì con loro. Si stavano scambiando sguardi da tutta la sera, ma Jesse sembrava non esserne accorto.
– Rachel, c’è qualcosa che non va? – le domandò Jesse, mentre stavano prendendo una pausa dal ballo.
– Tutto bene, perchè? –
– Ti vedo strana. Come se fossi distante, ecco. –
– Mmmh, no. – replicò lei, imbarazzata.
Jesse sospirò prima di ricominciare a parlare. – Rach, sii onesta con me. E’ da qualche settimana che noto che sei strana nei miei confronti, ma ti arrivano spesso degli SMS, mentre prima difficilmente usavi il telefono. E non pensare che non abbia notato lo sguardo che vi siete scambiati tu e il poliziotto. –
– I-intendi Finn? – mormorò la ragazza.
– Sì, intendo Finn. E’ successo qualcosa fra di voi? – domandò Jesse.
– Uhm, ci siamo visti un paio di volte, ma non è successo nulla. – rispose lei, abbassando lo sguardo.
– Io credo che sia meglio tornare a casa. Divertiti pure con il tuo amichetto Finn. – concluse Jesse a denti stretti.
– No, Jesse! – esclamò lei, mentre le lacrime cominciavano a rigarle le guance.
Ma il ragazzo non si voltò ed uscì dal locale più deciso che mai.
Rachel, per evitare di farsi vedere in lacrime da tutto il locale, decise di andare nel retrobottega. Era il posto perfetto per sfogare la sua frustrazione.
Mercedes aveva visto tutta la scena, e, nonostante la soddisfazione per il fatto che i due si erano lasciati, non poteva lasciare Rachel a piangere da sola. In fin dei conti era sua amica, oltre che fata madrina.
– Ehi, tesoro? – sussurrò, entrando nel retrobottega. La ragazza era accovacciata in un angolo della stanza, con le braccia che stringevano le ginocchia, e piangeva silenziosamente, fissando un punto indistinto nel muro.
– Rach, come stai? – chiese la donna.
– Come vuoi che stia? – rispose lei, appena con un sussurro.
– Mi dispiace molto per quello che è successo. Ma era la rabbia del momento, sono sicura che se ci parli quando si sarà calmato risolverai tutto. –
– Ora voglio solo passare un tranquillo ultimo dell’anno, ma non credo di averne le forze. –
– Sì che ce l’hai. E hai anche degli amici che ti supportano. Forza, usciamo. Domani parlerai con Jesse. –

Per il resto della serata Rachel non fu mai lasciata sola dai suoi amici. Kurt e Blaine, non appena saputa la situazione, non mollarono un attimo la ragazza, nel tentativo di farla sorridere. Finn le stette lontano, ma le sorrise in modo comprensivo. A mezzanotte, tutti si radunarono fuori dal diner per godere della bellezza dei fuochi di Capodanno.
Kurt e Blaine non si baciarono. Sentivano entrambi che non era il momento giusto. A mezzanotte si limitarono ad un semplice abbraccio.

Mondo delle fiabe, 3 anni fa

Jesse decise di andare a parlare con suo padre Julian riguardo la sua relazione con Rachel. Voleva troncare la cosa, non voleva impedire la felicità della sua fidanzata. Sarebbe stato un problema per i loro reami, ma non voleva basare il suo matrimonio su una menzogna. Avrebbero finito per odiarsi, e Jesse non voleva. Pur non amandola, ci teneva davvero a Rachel.
Il ragazzo bussò leggermente alla porta della camera del padre. – Papà? –
– Figliolo, entra pure. –
– D-dovrei dirti una cosa. –
– Certo. –
– Voglio rompere il fidanzamento con Rachel. –
– Ma che diavolo stai dicendo? Cos’è successo? – chiese il padre, alterato.
– E’ innamorata di un altro. –
Il padre sospirò. – Sai cosa comporta questa scelta, vero? –
– Sì, ma non voglio basare il mio matrimonio su una menzogna. Finiremmo per odiarci. –
– Lo capisco, ma mi metti in una posizione davvero scomoda. –
– Papà pensaci, ti prego. –
– Lo farò. –
Jesse decise di non dire nulla a Rachel, per il momento. Non voleva darle false speranze.

Julian riflettè su quello che gli aveva detto il figlio. Non voleva venir meno ai patti presi con il sovrano Hiram, era importante per entrambi unire i loro regni. D’altra parte, però, ci teneva alla felicità del figlio, il suo unico figlio. Aveva sposato la sua prima moglie, Katherine, la madre di Jesse, per un matrimonio combinato. Non era una cattiva persona, ma fra di loro non c’era mai stato amore. Finalmente aveva trovato la felicità con la sua seconda moglie, Abigail. Era una brava donna, e si era rivelata anche un’ottima matrigna per Jesse, dopo che Katherine se n’era andata a causa di una brutta malattia.
Non voleva rovinare i suoi affari di politica estera e di economia, in fondo era il re e doveva cercare di fare sempre il meglio per il suo popolo, ma era prima di tutto un padre, e la cosa a cui teneva maggiormente era la felicità di suo figlio. Avrebbe dovuto pensarci con calma.

Il Natale era passato, e il ritmo del lavoro era ripreso con calma. Burt, Carole, Kurt e Finn erano riuniti attorno al tavolo consumando la cena.
– Allora, ragazzi, dovrei chiedervi una cosa. – esordì ad un certo punto Burt.
– Sì, papà, dicci pure. – rispose Kurt, curioso.
– Quando siamo andati a pattinare, l’altro giorno, ho notato uno strano gioco di sguardi con due ragazzi che erano lì. Sono andato qualche volta a palazzo, e ho notato una grande somiglianza con i due nostri principi. Dovete dirci qualcosa? – chiese, guardando i figli dritti negli occhi.
I due ragazzi impallidirono.
– C-cosa dovremmo dirvi? – domandò Finn.
– Avanti, vi conosciamo. Non abbiate timori a raccontarci tutto, non ci arrabbieremo. – li tranquillizzò Carole, afferrando le loro mani.
Kurt espirò profondamente prima di parlare. – Una mattina, mentre lavoravamo nel bosco, abbiamo incontrato due giovani, una ragazza e un ragazzo. Abbiamo iniziato a parlare, ed è venuto fuori che non erano altro che il principe e la principessa di questo regno.  Ci siamo incontrati altre volte, ma i sovrani l’hanno scoperto. –
– E quando pensavate di dirci tutto questo? – chiese Burt, non aspettandosi tutte queste rivelazioni.
– Era una situazione complicata. – tentò di giustificare Finn.
– Vi siete innamorati dei due ragazzi, giusto? E magari siete anche ricambiati. – propose dolcemente Carole.
Finn e Kurt non sapevano cosa rispondere.
– Sentite, non vi metteremo in punizione, anche se comunque avreste dovuto dirci tutto prima, ma non dovrete più vedervi con loro. Appartengono a un mondo totalmente diverso dal nostro, e se l’altro giorno non ho visto male, i principi sono anche promessi ad altri. Odio impedirvi di essere liberamente felici e innamorati, ma rischiereste molto a mettervi contro la volontà del re, e non voglio vedervi soffrire. – disse Burt, malcelando lo sconforto.
– H-hai ragione. – rispose Kurt, mentre le lacrime già iniziavano a scivolare sulle guance dei due ragazzi.

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