Only a pair of blue eyes (14° capitolo)

copertina

Capitolo 14
Nuovi inizi

 

And now I will start living today, today, today
I close the door
I got this new beginning and I will fly
(Cannonball, Lea Michele)

Nostro mondo, oggi

Rachel, una volta tornata a casa dallo Scandals, non era riuscita a dormire molto. Aveva riflettuto molto su quello che la canzone cantata da Kurt e Blaine le aveva trasmesso. Sentiva che era proprio la situazione che legava lei e Finn. Decise di approfittare del suo giorno libero per andare a parlare con il ragazzo.
Conosceva gli orari del poliziotto, perciò si fece trovare fuori dalla caserma di polizia.
– Rachel, che ci fai qui? – domandò il ragazzo, sorpreso, una volta che la vide.
– Volevo parlarti di una cosa. – spiegò lei.
– Dimmi pure. – rispose Finn, sempre più curioso. –
– Ti va se facciamo una passeggiata? –
– Certo. –
– Camminarono per un po’, poi la ragazza si decise a parlare. – Ho pensato molto alla nostra situazione e mi sono resa conto che ci stiamo andando davvero troppo piano. –
– Pensavo che tu volessi questo. Ti sei lasciata da così poco tempo con il tuo ex che credevo volessi un po’ di tempo. –
– Ti ringrazio molto per questa premura, ma non ce n’è bisogno, davvero. –
– Sai, sono felice di sentirtelo dire. Non sai da quanto tempo sono innamorato di te. – disse Finn, con un sorriso sincero sul volto.
– Mi dispiace non essermi accorta prima di amarti. Ci è voluto così poco ad innamorarmi di te. – replicò Rachel, dolcemente.
E poi accadde, molto spontaneamente. Le loro labbra si unirono, prima delicatamente, quasi a sfiorarsi, poi in modo più intenso. Finn prese fra le mani il volto dell’ex principessa, che quasi si aggrappò alle sue spalle. Sembrava ad entrambi di essere tornati a respirare.
Quando si staccarono, si scambiarono un sorriso dolce.

La sera successiva all’uscita allo Scandals, Kurt decise di rimanere nella sua camera. Era una brutta serata: pioveva fortemente e qualche volta si vedevano anche dei fulmini. Era la serata ideale per rilassarsi dentro casa, o, nel caso di Kurt, in camera.
Il ragazzo si preparò un the caldo, con l’intenzione di studiare il libro del sortilegio, sperando di riuscire a ricavarci qualcosa.
Proprio mentre Kurt si accomodò sul letto, però, la corrente saltò in tutto il diner.
– Dannazione! – imprecò il giovane. Si ricordò di avere una torcia, e si sbrigò a prenderla. Appena la trovò, si risistemò sul letto, assieme al thè e al libro. Quando avvicinò la torcia al libro, il ragazzo notò qualcosa di strano. Proprio nella prima pagina, una scritta brillava al buio. Kurt si avvicinò per leggere meglio: “Proprietà di Sue Sylvester”. Non poteva essere!
Non aveva mai visto la donna, ma sapeva che era il sindaco di Mistbrooke. Poteva essere stata lei ad aver lanciato la maledizione? Per quanto ne sapeva, poteva essere. Doveva assolutamente parlarne con suo padre.
In quel momento qualcuno bussò alla porta.
– Chi è? – domandò il ragazzo.
– Kurt, sono Mercedes. Posso entrare? –
– Certo! – esclamò l’ex taglialegna, cercando di nascondere il libro, purtroppo senza successo, in quanto la donna entrò prima che Kurt riuscisse nella sua impresa.
– Volevo sapere se avessi bisogno di una torcia. La corrente è saltata a causa del temporale, e ci vorrà un po’ prima che si riesca a ristabilirla. Non vorrei che rimanessi al buio. –
– Grazie per la premura, ma ne avevo una mia. –
– Oh, perfetto! Cos’è quel libro? – chiese poi Mercedes.
Il ragazzo sbiancò. – E’-è solo un vecchio libro. –
– Mi sembra familiare. – commentò lei. – Dove l’hai preso? –
– In biblioteca. –
– Sarà per quello. Ti lascio alla tua lettura. – disse Mercedes, prima di uscire dalla stanza.
Una volta che l’ex fata madrina fu uscita, Kurt si permise di tirare un sospiro di sollievo. Sì, doveva assolutamente parlare con suo padre.

Solitamente, il rumore della pioggia rilassava Blaine, ma non quella notte. Il temporale fuori dalla sua finestra rispecchiava la confusione che aveva in testa. Più tempo passava con Kurt, più gli sembrava di conoscerlo già. Era impossibile, visto che per Kurt era la prima volta a Mistbrooke, eppure non poteva negare che fosse così. Erano davvero spiriti affini, e non poteva essere più che felice averlo incontrato. Gli sembrava di averlo aspettato per moltissimo tempo. Nonostante ciò, non capiva come mai non riuscissero a fare un altro passo avanti verso una possibile relazione. Magari Kurt voleva dargli tempo per sè stesso dopo la rottura con Sebastian, ma Blaine percepiva anche che ci fosse un altro motivo per cui il giovane con gli occhi color del cielo fosse frenato. Magari provava qualcosa per quell’Adam? Kurt gli aveva assicurato di no, ma comunque non riusciva a staccarsi del biondino. Blaine soffocò un urlo di fustrazione nel cuscino.
Purtroppo, travolto dai pensieri che affollavano la sua mente, non riuscì ad addormentarsi. Decise a quel punto di preparare un tisana, nella speranza che gli conciliasse il sonno.
Arrivato in cucina, trovò già Finn intento a sorseggiare un thè.
– Finn, che ci fai sveglio? – domandò Blaine.
– Non riuscivo a dormire. – spiegò l’altro.
– Ah, già dimenticavo che non ti piace il rumore della pioggia. – disse il moro, prendendo anche lui una tazza di thè.
– Già. Tu come mai non dormi? –
– Non riuscivo, troppi pensieri. –
– C’è qualche problema? – domandò curioso il poliziotto.
– Uhm, non lo so. Cioè, con Kurt va alla grande, ma la nostra relazione non progredisce. Non ci siamo ancora nemmeno baciati! – rispose frustrato l’altro.
– Come mai? –
– Non lo so. C’è qualcosa che ci blocca. All’inizio pensavo perchè mi volesse dare tempo dopo la rottura con Sebastian, ma non credo sia questo. –
– C’è qualcun altro? –
– Non lo so. C’è quell’Adam. –
– Il tizio che l’ha baciato? –
– Sì. –
– Non credo sia un problema. Kurt mi pare seriamente preso da te. E da quello che mi racconta Rachel, Kurt non fa che parlare di te. –
– Dici? –
– Assolutamente. –
– Speriamo sia così. – replicò Blaine – Tu, piuttosto. Come va con Rachel? – domandò poi con un ghigno.
– Beh.. oggi ci siamo baciati. –
– E me lo dici così?! E’ una notizia fantastica! – esclamò il maestro a quel punto, balzando dalla sedia.
– Shh, sveglierai Sam. –
Ma era troppo tardi. Il biondo spuntò dalla sua camera, ancora piuttosto intontito dal sonno. – Ma che succede qui? – biascicò.
– Scusaci tanto Sam! Non riuscivamo a dormire, e ci siamo messi a parlare. – rispose Blaine.
– Uh, tranquilli. Fra un’ora mi sarei comunque dovuto alzare. La panetteria chiama. – replicò lui, stiracchiandosi. – Comunque perchè urlavate tanto? – domandò poi.
– Finn e Rachel si sono baciati! – squittì emozionato Blaine.
– Dici davvero?! Sono davvero felice per te! Sei innamorato di Rachel da così tanto tempo! –
– Lo so. Sono felice che lei ricambi i miei sentimenti. –
Sam rispose con un sorriso sincero. – Con Kurt invece come va? – domandò allora il biondo, rivolgendosi a Blaine.
– Piuttosto stabili. –
– Non prenderla con fretta, se siete destinati a stare insieme succederà. –
– Speriamo sia così. –

Mondo delle fiabe, 3 anni fa

Da quando era arrivato a Heavenbrooke, Mike era andato ospite presso una locanda poco distante dal castello. Erano passati un paio di giorni, e lui e Tina non avevano esitato ad approfittare di ogni momento per stare insieme. Non sapevano però, che di lì a poco le cose sarebbero cambiate.

I sovrani di Heavenbrooke, Pam e Hiram, erano riusciti a convincere i futuri consuoceri, Julian, padre di Jesse, e Hu e Feng, genitori di Tina, ad annullare i matrimoni combinati. Stranamente Julian non si era opposto, e anzi, aveva acconsentito ben volentieri; Hu e Feng, invece, avevano opposto più resistenza, ma alla fine avevano ceduto per il bene della figlia. I cinque sovrani, quindi, convocarono i quattro ragazzi.
– Figlioli – esordì Hiram – abbiamo deciso di annullare i vostri matrimoni. –
– Davvero? – chiesero speranzosi, malcelando l’entusiasmo.
– Sì. Ci siamo resi conto che al primo posto viene la vostra felicità. Non è giusto sacrificare il vostro futuro per un fattore puramente economico. – spiegò Julian.
– Siete liberi di sposare chi volete. – disse con un sorriso Pam.
Blaine, Tina e Rachel si scambiarono uno sguardo emozionato, e Jesse regalò a Rachel un sorriso timido.
– Tesoro, vorremmo conoscere Mike. – aggiunse Feng, rivolgendosi a Tina.
– Dici davvero? – domandò la ragazza.
– Certamente. Se vi amate, io e tuo padre non vogliamo più impedirvi di sposarvi. –
La principessa non rispose, si gettò solo fra le braccia della madre.

Quella mattina tutta la famiglia di Kurt e Finn era riunita dentro casa, quando qualcuno bussò alla porta.
Carole si affrettò ad aprire. – Oh, buongiorno. – disse sorpresa, non aspettandosi un messaggero reale alla porta.
– E’ questa la casa di Kurt il taglialegna? – chiese il messaggero.
– S-sì, è questa. – rispose la donna, confusa.
– La famiglia reale vi invita a palazzo. Qui troverete le indicazioni. – concluse il messaggero, prima di consegnare a Carole il foglio e allontanarsi.
– Ma che diavolo sta succedendo? – domandò la donna, dopo essersi chiusa la porta alle spalle.
– Apri! – esclamò Kurt, eccitato.

La famiglia reale invita i giovani Kurt e Finn a presentarsi, assieme i genitori, presso il palazzo reale il giorno 16 febbraio alle ore 17.
Presentarsi eleganti.
Sentitamente,
La famiglia reale

– Che cosa significa? – domandò curioso Burt.
– Non ne ho proprio idea. – replicò Carole.
Mentre la donna apriva del tutto la pergamena, un foglietto scivolò da essa.
– E questo cos’è? – chiese a quel punto Carole. – C’è scritto: Per Kurt e Finn. –
I due ragazzi si precipitarono ad afferrare il foglietto.

Cari Finn e Kurt,
i nostri genitori hanno deciso di rompere i fidanzamenti con Jesse e Tina. Siamo finalmente liberi! Mamma e papà hanno deciso di invitarvi a palazzo per conoscervi.
Non vediamo l’ora di rivedervi!

Con affetto,
Rachel e Blaine

– Hanno rotto i fidanzamenti! – esclamò emozionato Kurt – Sai cosa significa? – domandò poi, rivolgendosi al fratello.
– Siamo liberi di stare insieme a loro? – domandò Finn, in risposta.
– Potremmo sposarci con loro! – precisò il più giovane.
– A proposito di questo. – intervenne il padre. – Kurt, sei consapevole del fatto che finora non si è mai verificato un matrimonio fra due ragazzi? Ovviamente sarei davvero felice se i sovrani permettessero a te e a Blaine di sposarvi, ma c’è la possibilità che questo non avvenga. –
– Lo so, papà. Ma sinceramente sono fiducioso che i sovrani ci permettano di sposarci. Sempre che Blaine voglia, certo. –
– Tesoro, su questo non ho alcun dubbio. E credo che anche i sovrani siano d’accordo a farvi sposare. – lo rincuorò Carole.
– Speriamo sia così. –

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