Ken Follett – Mondo senza fine

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Il libro che ho letto in questi giorni è Mondo senza fine di Ken Follett, seguito ideale de I pilastri della terra. 

La vicenda ha inizio nel 1327, circa 200 anni dopo le vicende raccontate ne I pilastri della terra, con uno scontro tra i due armigieri a cui assistono quattro bambini: Caris, figlia di un lanaiolo, Merthin e Ralph, figli di un cavaliere caduto in disgrazia, e Gwenda, proveniente da una famiglia poverissima. In questo scontro uno dei due armigieri rimane ucciso, e l’altro, Sir Thomas, portatore di una misteriosa lettera scritta per la regina, si unisce al monastero di Kingsbridge.

I grandi protagonisti della vicenda, come nel libro precedente, sono il potere della Chiesa e quello dello Stato, contornati dalle vicende di vita quotidiana, in un periodo come quello della grande peste.

Preferisco non parlarvi dettagliatamente della trama, anche se il libro è uscito nel 2007, perché non voglio anticipare nulla in caso qualcuno fosse interessato a leggerlo. Voglio però darvi le mie impressioni. Il libro mi è piaciuto molto, e ho seguito con passione le vicende dei vari personaggi, che, date le diverse posizioni sociali, raccontano appieno la società del tempo. Emerge molto il rapporto tra feudatari e contadini, come anche tra suore e frati e il classico conflitto (ma a volte alleanza) tra Stato e Chiesa.

Ho anche notato delle somiglianze con dei personaggi de I pilastri della terra, in particolare nelle figure di Caris e Merthin, anche se le vicende sono profondamente diverse. La prima, che rappresenta in un certo senso lo scontro tra fede e scienza, mi ha ricordato per molti versi Ailena, per il suo carattere forte e determinato e per la volontà di emergere in un ambiente quasi del tutto maschile, in questo caso la medicina.

Merthin, invece, ricalca molte delle caratteristiche di Jack (personaggio che ho amato moltissimo, anche perché poi è stato interpretato nella serie tv dal meraviglioso Eddie Redmayne): Merthin è costruttore, come l’ascendente Jack, e lotta in un ambiente conservatore per far valere le sue idee nuove. Ad un certo punto della storia Merthin si ritrova ad andare a Firenze per migliorare la sua tecnica di mastro costruttore, proprio come Jack che va in Francia. Ho davvero apprezzato questi parallelismi, e ho quasi preferito Caris a Ailena, mentre ho amato Jack molto più di Merthin. Ma queste sono solo opinioni personali.

E’ assolutamente un libro consigliato, anche se prima consiglierei di leggere I pilastri della terra, per capire i molti riferimenti che vengono fatti. E’ stata tratta anche una serie tv dal romanzo, come per il precedente, ma mi appresto a guardarla in questi giorni, quindi ancora non so dirvi bene.

Alla prossima!

Gaia

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