Cory Monteith, il nostro quarterback

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Per noi Gleeks (fan del telefilm Glee) oggi è una data piuttosto particolare: il 13 luglio 2013, infatti, se ne andava Cory Monteith, protagonista della serie tv e da noi semplicemente ricordato come il nostro quarterback, per via del ruolo che ricopriva nel telefilm (Finn Hudson). Aveva 31 anni, ed è morto a causa di una overdose.

Sicuramente non era uno dei migliori cantanti né un attore da Oscar, e anzi, la sua carriera è stata piuttosto breve (ha recitato in alcuni film e ha fatto qualche apparizione in alcune serie tv, ma niente di particolarmente rilevante), ma aveva un gran cuore. Da tutti i membri del cast viene ricordato come un gigante buono (era alto più di due metri), sempre gentile con tutti, un ragazzo sempre con la battuta pronta e capace di accogliere chiunque. E’ sicuramente sempre stato uno dei membri più amati del cast anche dai fans, e la sua morte è ancora dolorosamente ricordata. Queste sono le parole che Lea Michele, sua compagna sia nella serie tv che nella vita reale, ha detto su di lui a una premiazione (Teen choice award) di pochi giorni successiva alla morte di Cory:

[…] we were very lucky to witness his incredible talent, his handsome smile, and his beautiful, beautiful heart. – Lea Michele, Teen Choice Award 2013, Acceptance speech

Giustamente, direte voi, è quasi folle prendersela così tanto per la morte di un attore, ma, anche se io non ho pianto per la sua morte (ma mi sono commossa nell’episodio tributo che gli hanno fatto, la puntata 5×03), ho sempre considerato Glee un telefilm che mi ha regalato moltissimo, e sinceramente mi ha resa davvero triste sapere che non abbia aiutato una persona come Cory. Molti di noi fans sono cresciuti guardando questa serie tv.

Non ho voluto scrivere di lui perché, come ho detto, è stato un eccellente attore e cantante, ma solo perché è stato un ragazzo come tanti, che ha aiutato, in qualche modo, molti ragazzi, ma che non è riuscito a combattere i suoi demoni, per quanto ci abbia provato. Il successo non comporta sempre la felicità, ma ognuno di noi può imparare da quello che è successo a Cory che bisogna combattere i propri demoni, grandi o piccoli che siano, lui non c’è riuscito.

In ogni caso ci piace pensare che “he took the midnight train going anywhere” (Don’t stop believing, Journey), e che sia da qualche parte a suonare la batteria. ❤

Vi saluto con un piccolo video tributo a lui.

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