Thinking about our love

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Thinking about our love

 

Thinking of you
What you would do if
You were the one
Who was spending the night
(Thinking of you, Katy Perry)

Emma era finalmente tornata dall’Oltretomba per salvare Killian. Era felice di aver salvato il suo pirata, ma non riusciva a togliersi dalla testa l’incontro con Neal (era il suo spirito, forse?) all’inizio del suo viaggio nell’Oltretomba.
Doveva ammettere che non pensava a lui più da molto tempo. Complice la sua relazione con KIllian, i tanti cattivi che avevano infestato Storybrooke, e la sua recente lotta contro l’oscurità, aveva un po’ lasciato da parte il suo pensiero per Neal.
Non lo aveva però mai dimenticato, e rivederlo alle porte dell’Oltretomba era stato un colpo al cuore per lei. Amava profondamente Killian, ma non poteva negare che una parte del suo cuore sarebbe sempre appartenuta a Neal. Era stato il suo primo amore, colui che per la prima volta l’aveva fatta sentire amata, e importante per qualcuno. E’ vero, l’aveva abbandonata e fatta finire in carcere, e l’aveva odiato moltissimo per questo, ma aveva anche scoperto che il suo gesto era dettato dalla volontà di permetterle di seguire il suo destino, di diventare la Salvatrice.
Killian era il suo vero amore, ma Neal era stato il suo primo, ed era stato altrettanto importante.
Non poteva poi dimenticare che Neal era il padre di Henry, quel ragazzino che aveva abbandonato quindici anni prima e che si era ritrovata alla porta con tanta fiducia in lei. Dio, Henry assomigliava ogni giorno di più a suo padre. Il suo unico rimpianto verso il figlio, oltre al fatto di averlo abbandonato, era che quando Neal era morto Henry non si ricordava di lui. Non aveva avuto la possibilità di salutare suo padre.
Neal però era morto da eroe, li aveva salvati tutti, sacrificandosi con la sua vita. Non poteva dimenticare che, nonostante tutto, Neal era un eroe.

– Ciao, Neal. – disse Emma alla sua tomba. Sentiva il bisogno di andarci.
La tomba sembrava un po’ trascurata, come se fosse passato del tempo dall’ultima volta che qualcuno ci era passato. A Emma dispiaceva. La vita di tutti era andata avanti, anche quella di Tremotino, che più di tutti avrebbe dovuto sentire la mancanza del figlio, ma non bisognava dimenticarsi di chi aveva sacrificato la propria vita per tutti loro.
La donna poggiò a terra una rosa, una semplice rosa che aveva comprato per lui.
– Sai, è da tanto che non venivo qui, e mi dispiace. Mi manchi, e credo che una parte di me ti amerà sempre. Sono andata nell’Oltretomba per salvare Killian, ma se lo avessi saputo avrei voluto salvare anche te. Ma sembra che la vita non volesse che stessimo insieme. Non rinnego gli anni passati assieme a te, quello mai, ma sono andata avanti. Però conservo co cura il ricordo degli anni passati insieme a te. Ero così giovane quando ci siamo incontrati (tu un po’ meno con i tuoi duecento anni, direi), e non avevo mai avuto nessuno accanto che tenesse davvero a me. Ti ricordi che volevamo fuggire a Tallahassee? Alla fine non ci siamo riuciti, ma sembra che la vita sia strana. Di certo non credevo di ritrovarti come è stato. Chi l’avrebbe mai detto che eri il figlio del Signore Oscuro? Ma del resto nemmeno io avrei mai pensato di essere la figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro. In questi anni ho imparato a credere nel destino, e immagino che fosse già scritto da qualche parte che noi due ci saremmo incontrati. Non me ne pento di certo.
Sai, Henry ti assomigia ogni giorno di più. Ha il tuo stesso spirito, tranne la parte del ladro, certo. – specificò la donna, con una risatina. – Credo che gli manchi molto. Certo, ha mio padre, Killian e prima che morisse anche Robin che gli stanno accanto, ma suo padre sei tu. Mi chiede spesso di te, e sa che eri una bella persona. Prima di rincontrarti, gli avevo raccontato che eri morto. Non sapevo la verità, e non potevo raccontargli che so padre era un farabutto, almeno così credevo che fossi. Sono contenta che abbia avuto la possibilità di conoscerti per quello che davvero sei, cioè un eroe.
Qualche volta sento anche io la tua mancanza. Da quello che mi hai detto, sei felice nel posto dove ti trovi ora, e ne sono davvero sollevata. Ti meriti di essere felice. Ciao, Neal, spero che tu abbia trovato la tua Tallahassee. –

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