#TerremotoCentroItalia

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Ero molto indecisa se scrivere o no questo articolo. Credo che in giornate come oggi, in cui l’Italia è spezzata, in cui delle città sono state distrutte e delle vite sono state perse, scrivere un post su Facebook o un Tweet solo per ottenere i likes sia inutile. Come credo sia inutile iniziare polemiche sterili (e vi assicuro che purtroppo ne ho viste), come ad esempio tirare in ballo, di nuovo, l’argomento migranti, per paragonarlo alla situazione dei terremotati. Su ciò che poteva esser fatto per evitare una simile tradegia si indagherà, come è giusto che sia.

Ma non è questo l’obiettivo di questo articolo. Il mio intento è di elogiare la parte buona dell’Italia che è venuta fuori in questa tragedia. Perché, anche se noi italiani siamo bravi (purtroppo) a fare i furbi con le regole, anche se siamo sempre divisi per qualsiasi cosa, sappiamo unirci in queste situazioni. E’ stato bello sentire che nelle ore successive al terremoto, oltre alle istituzioni, si siano mossi anche tantissimi volontari, che hanno continuato a lavorare ininterrottamente per ore, anche per giorni, pur di salvare vite. Sui social ho letto di moltissimi interventi di persone che chiedevano informazioni per poter intervenire, per poter fare qualcosa. Gli ospedali erano pieni di persone che chiedevano di poter donare il sangue, come è accaduto poche settimane fa con l’incidente ferroviario in Puglia. Io stessa ho visto molta gente al supermercato comprare cose e cibo per gli sfollati (pure io ho voluto contribuire con qualcosina), e potete capire la gioia nel sentire che la Protezione civile chiedeva di non spedire più i viveri, perché ne sono pieni.

Questo, nella mia ignoranza, è un ottimo segnale. Dimostra che, nonostante tutto, noi italiani sappiamo unirci e sappiamo far venir fuori la parte buona del nostro paese, che è emersa in questi giorni con tutte le donazioni che sono state fatte e, soprattutto, con l’eroismo (perché in fondo di questo si tratta) di tutti i vigili del fuoco, militari, volontari, e Protezione civile che hanno salvato dalle macerie, ininterrottamente per ore, tantissime vite umane. Purtroppo non sono riusciti a salvare quelle 290 persone che hanno perso la vita nel terremoto, ma hanno dimostrato di avere un’umanità speciale. Questa ad esempio è la lettera che un vigile del fuoco ha scritto per una delle bambine che non è riuscito a salvare:

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Ecco, io voglio credere che sia questa parte buona dell’Italia, quella che è emersa da tutto questo, che riuscirà a salvare il nostro paese. Spero che le persone che sono state colpite da questa tragedia, che hanno perso i loro familiari e tutto ciò che avevano, riescano a riprendere le loro vite, nonostante tutto.

Spero di non aver infastidito nessuno.

Gaia

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