Cardiac love (1° capitolo)

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Cardiac love

Capitolo 1
Il primo lavoro non si scorda mai

 

Career opportunities, the ones that never knock
Every job they offer you is to keep you out the dock
Career opportunities, the ones that never knock
(Career opportunities, The Clash)

– Tesoro, hai pensato a cosa vuoi fare da grande? – domandò Nora Allen a suo figlio Barry, di soli cinque anni.
– L’infermiere, come te! Voglio aiutare gli altri bambini! – esclamò entusiasta il bambino.
– Sarai un bravissimo infermiere, tesoro mio. – replicò la donna con un sorriso dolce.

Barry Allen, ventisei anni, proveniente da Central City, non era mai riuscito a trovare un lavoro decente. Ne aveva fatti di lavori, quello certo, ma nulla legato ai suoi studi.
Per questo era rimasto piacevolmente stupito quando il primario Wells dell’ospedale di Central City lo aveva contattato per un posto da infermiere nel suo reparto, chirurgia. Ovviamente aveva accettato l’offerta al volo. Barry aveva sentito parlare del dottor Wells, e da quanto ne sapeva era un medico eccellente. Non vedeva l’ora di imparare da lui.
Quella sera, per festeggiare, suo padre Henry, anch’egli medico, seppur di famiglia, aveva organizzato una cena per festeggiare l’opportunità del figlio. L’uomo aveva invitato anche Joe West, il suo migliore amico, con sua figlia Iris, la migliore amica di Barry nonchè oggetto del desiderio del ragazzo da moltissimo tempo. Alla cena avrebbe partecipato anche Eddie, l’attuale fidanzato di Iris. Barry non poteva di certo dirsi felice. Non ce l’aveva con Eddie, anzi, gli stava anche piuttosto simpatico, ma non sopportava l’idea di vedere Iris e il suo ragazzo fare i piccioncini. Non che non fosse felice per la sua migliore amica, tutt’altro, ma d’altra parte era un pochino geloso della loro relazione. Avrebbe anche lui voluto avere un rapporto del genere con qualcuno. Non aveva mai avuto veramente una ragazza, avrebbe voluto provare anche lui dei sentimenti ricambiati.
Bisognava avere pazienza, prima o poi sarebbe arrivata quella giusta, e magari neanche sarebbe stata Iris.

La sera arrivò velocemente, e ben presto casa Allen fu invasa dall’allegria e dall’affetto della famiglia West. Erano tutti molto eccitati per l’assunzione di Barry.
– Era ora, figliolo! Sicuramente andrai alla grande! – esclamò Joe.
– Grazie, Joe. –
– Barry, sono davvero felice per te. Sono sicura che andrà alla grande! Conosco il dottor Wells, e ti posso assicurare che ti troverai benissimo con lui. Spesso viene nel nostro reparto, e ho visto che è un primario eccellente, imparerai sicuramente moltissimo da lui. – disse Iris. Anche la ragazza, infatti, lavorava in ospedale, più precisamente come specializzanda in cardiologia.
– Wells è un nome che girava molto anche in facoltà. E’ amato e odiato allo stesso tempo. Non vedo l’ora di lavorare con lui. –
– Andrà tutto bene. –
Anche Eddie si congratulò con lui. – Sono molto felice per te Barry. Aspettavi da tanto un opportunità di lavoro, e devo dire che ti è andata alla grande! Chissà, magari trovi anche la tua anima gemella. – disse, con un occhiolino.
– Chi lo sa? – ridacchiò Barry.
– Bar, quando inizi a lavorare? – domandò Joe.
– Domattina. –
– Beh, ma è fantastico! – esclamò l’uomo.
A quel punto, Henry portò in tavola la cena.
I cinque iniziarono a mangiare, e la serenità e la gioia erano ben evidenti da parte di tutti. Tutti erano felici per Barry, come una vera famiglia.

Il mattino dopo arrivò in fretta, troppo in fretta secondo l’opinione di Barry. Il ragazzo non sentì la sveglia, e venne svegliato dalle urla di suo padre, sulla soglia di casa per andare nel suo ambulatorio.
– Ehi, Barry! Svegliati, non vorrai arrivare mica tardi il primo giorno di lavoro? –
Il giovane si lanciò fuori dal letto, si vestì in fretta e furia e con ancora un pezzo di biscotto in bocca salì in auto.
Purtroppo per lui, non riuscì a evitare il traffico mattutino di Central City. Rischiava di fare tardi. Non era una stranezza per lui essere in ritardo, ma avrebbe voluto essere puntuale almeno il primo giorno di lavoro. Voleva fare una buona impressione con il suo capo. Non vedeva l’ora di iniziare il lavoro, di poter mettere finalmente a frutto tutto ciò che aveva imparato nei suoi cinque anni di università. Amava aiutare le persone, era proprio per questo che aveva scelto di diventare un infermiere, oltre alla situazione della morte di sua madre. Già, sua madre. Sperava davvero che fosse fiera di lui. Secondo suo padre era così.
– Maledizione! – esclamò, sbattendo sul volante. La fila non si muoveva. A volte Barry avrebbe avuto bisogno davvero della supervelocità, gli sarebbe stata davvero utile.
Passò un po’ di tempo e la fila si mosse, ma Barry finì comunque per arrivare con cinque minuti di ritardo.
Nonostante conoscesse l’ospedale di Central City, impiegò qualche minuto per orientarsi verso il reparto di chirurgia.
Arrivato al reparto (dopo essersi scontrato con un paio di signore delle pulizie) venne accolto, nascosto dietro a un paio di occhiali da vista, dallo sguardo severo del dottor Wells, in piedi davanti all’infermieria. Accanto a lui c’era un ragazzo, più o meno della sua età,dai tratti latini, con dei lunghi capelli neri e un sorriso genuino. Era vestito da infermiere.
– Signor Allen, non è un buon inizio. – lo rimproverò.
– Mi scusi, dottor Wells, ma ho trovato traffico. – balbettò il ragazzo, non nominando la difficoltà nel trovare il reparto. Non voleva fare una brutta figura più di quanto non l’avesse fatta già.
– Si alzi prima la mattina. – replicò il medico. – In ogni caso le presento il signor Ramon, è un infermiere anche lui. Le illustrerà il funzionamento del reparto e le spiegherà nei dettagli il suo lavoro. – spiegò il dottore, prima di allontanarsi.
– Non farci caso, sotto sotto è un bonaccione. – gli disse l’infermiere. – Comunque Cisco, piacere. – aggiunse poi.
– Barry. –
– Che dire, benvenuto fra di noi! – esclamò Cisco. – E’ il tuo primo lavoro? – gli domandò poi.
– Come infermiere sì. –
– Sono sicuro che ti troverai molto bene con noi. – lo rassicurò Cisco. – Che ne dici di fare un giro? Così ti faccio un po’ vedere il reparto. – propose poi.
– Volentieri. –
Cisco mostrò a Barry l’infermeria, i vari ambulatori e le sale operatorie. C’era un gran daffare: medici, infermieri e OSS andavano avanti e indietro per i vari ambulatori e le varie stanze.
– Ci sono molto pazienti ricoverati al momento? – domandò ad un certo punto Barry.
– Ci sono stati dei momenti peggiori. – rispose Cisco. – Barry, voglio essere sincero. Spesso non è facile. Quelli che vengono qui spesso non sono in buone condizioni, e  a volte dobbiamo dire addio a qualcuno di loro. Ma hey, è il nostro lavoro, bisogna cercare di assistere al meglio chiunque venga qui. – spiegò Cisco.
– Mi sembri una persona molto allegra, non ti vedo in un ambiente come questo. Come mai hai deciso di diventare infermiere? – gli domandò l’altro.
– Mi piace aiutare la gente. Non sono adatto all’azione (se non quella dei videogiochi), ma mi piace stare a contatto con la persona che aiuto. Per questo ho scelto di diventare infermiere, si entra molto in contatto con le persone. A volte è doloroso, ma ho imparato davvero molte cose. –
– Da quanto lavori qui? –
– Circa un anno. Wells mi ha scelto come tua guida proprio perchè sono uno degli ultimi arrivati qui dentro. So cosa vuol dire ambientarsi. –
– Sono felice di avere avuto te come guida. – replicò Barry, con un sorriso sincero.
– Grazie, amico! E tu perchè hai deciso di diventare infermiere? – gli chiese Cisco.
– Mia madre è morta quando ero molto piccolo. Era anche lei un’infermiera, e mi sarebbe sempre piaciuto seguire le sue orme. –
– Mi dispiace per tua madre. – replicò Cisco.
– E’ successo molto tempo fa, ormai. Sento la sua mancanza, ma non fa più male. – disse Barry, con un mezzo sorriso. – Parlando d’altro, ho notato che la maggior parte dei medici e degli infermieri è giovane. Sono sempre stato abituato a lavorare, anche quando facevo il tirocinio, con persone molto più grandi. – commentò poi.
– Sì,è vero. Il dottor Wells preferisce lavorare con medici e infermieri giovani, dice che nonostante debbano fare esperienza siano più svegli e veloci. –
– Beh, non è una cosa così negativa. – commentò Barry.
– No, infatti. Attento però a legarti particolarmente con qualche dottoressa o qualche infermiera. Wells non sopporta le relazioni sul posto di lavoro. –
– Afferrato! –
I due proseguirono per un altro po’ a girare per il reparto. Ad un certo punto Barry vide, in un angolo, una giovane dottoressa, con dei lunghi capelli rossi sciolti sulle spalle e con uno sguardo stranamente triste. Stava controllando la cartella clinica di un paziente, e sembrava molto concentrata. Barry rimase particolarmente colpito dallo sguardo della ragazza.
– E lei chi è? – domandò a Cisco.
L’altro si voltò per capire di chi stesse parlando. – Oh, lei è Caitlin Snow, una dei medici più giovani del reparto. –
– Caitlin. – ripeté Barry, quasi incantato. Nel frattempo la ragazza era entrata in uno degli ambulatori.
– Stai attento con lei. E’ una persona fantastica, ma non sta attraversando un bel periodo. – lo avvertì Cisco.
– Perché? Cosa le è successo? –
– Non vuole che si sappia molto in giro, non posso dirtelo. Ti basti sapere che ha sofferto molto. – concluse Cisco.

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