Open up again I believe in second chances (10° capitolo)

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Capitolo 10
Svolte

 

Ci vuole un brindisi: la vita è fatta di continui cambiamenti… Casa tua può diventare la casa dei ravioli al vapore ma le cose importanti non cambiano mai. Brindo alle cose importanti!
(How I met your mother)

New York, Dicembre 2015

Una decina di giorni dopo il Ringraziamento, arrivò una svolta nelle indagini. Una donna si presentò in centrale, affermando di avere delle prove sul caso di duplice omicidio.
La donna, una signora sulla cinquantina, fu raggiunta immediatamente da Killian e Robin, ancora incaricati del caso.
– Prima di tutto grazie per essere venuta qui, sappiamo che non è semplice parlare in queste occasioni. Ci dica pure. Cosa sa che può esserci utile? – esordì Robin in tono cordiale.
– Ecco, ho visto qualcosa, la sera dell’omicidio della signora Alvarez. – disse la donna. – Stavo guardando la televisione, quando ho sentito delle urla. Non sapevo cosa fare, dunque sono corsa fuori dal terrazzo per cercare di capire cosa stesse accadendo. Una decina di minuti dopo ho visto scappare dal palazzo di fronte al mio due persone, di corsa.  –
– Ha visto per caso se fossero uomini o donne? – domandò Killian.
– Erano un uomo e una donna, ne sono sicura. – disse decisa la signora.
– Fantastico. Qualche segno particolare? – domandò Robin.
– Da quello che ho potuto vedere, considerando che era sera tardi, la donna era di carnagione scura, mentre l’uomo era bianco. Oh, giusto, portavano un enorme sacco con loro, e sembrava piuttosto pesante. Li ho seguiti con lo sguardo fino a quando hanno girato l’angolo. Hanno caricato il sacco su un furgone e sono partiti. – spiegò la donna.
– Che ore erano, più o meno? – chiese Killian.
– Tra le 22 e le 22.30, ne sono sicura. Stavo guardando la mia telenovela preferita. – rispose sicura la donna.
– Un’ultima domanda: ha visto per caso che direzione hanno preso? – domandò poi Robin.
– Sono andati verso il fiume Hudson. –
– Grazie per le importanti informazioni. E’ libera di andare, se vuole. – disse Killian, con un sorriso.
– Grazie a voi. Non so molto, ma se vi serve di sapere qualcos’altro sono disponibile. – concluse la donna.
– Grazie, signora. –
Non appena la signora fu uscita, i due poliziotti si confrontarono su ciò che avevano sentito.
– Che ne pensi? – domandò Robin al partner.
– Di sicuro nel sacco che portavano dietro c’era il corpo del portiere. Forse non era ancora morto, dato che nella portineria non sono state trovate tracce di un possibile omicidio, ma era sicuramente sedato in qualche modo. Bisogna capire dove stavano andando precisamente. – disse Killian.
– La signora ha detto verso il fiume Hudson, dove in effetti è stato trovato il cadavere tre giorni dopo. – replicò Robin.
– Sì, ma credo che ci sia una base o comunque un posto dove portino ciò che rubano. Trovato quello trovati i colpevoli. –
– Quello è sicuro. In ogni caso secondo me non sono solo due i colpevoli. – disse Robin a quel punto.
– Perchè dici così? – chiese interessato Killian.
– Mi sembra tutto troppo organizzato per essere fatto solo da due persone. C’è qualcuno dietro di loro. –
– Non so che dirti, davvero. – mormorò Killian. – Di sicuro è qualcosa di grosso. –

Negli ultimi giorni Emma non era più andata in centrale. Il caso si era ulteriormente complicato dopo la scoperta del secondo cadavere. La polizia era disposta a divulgare sempre meno informazioni. Ma la donna lo capiva: erano alla ricerca di assassini di cui non sapevano nulla, e far sapere loro che erano ricercati non sarebbe stata una mossa furba.
Lei, nel frattempo, cercava di rimanere in contatto con Killian sulle indagini – quello che poteva sapere, almeno – e sviluppare un reportage il più completo possibile.
Proprio in quel momento la donna ricevette un messaggio dal poliziotto.

Abbiamo un’altra testimone. Come puoi immaginare, non posso dirti molto sul contenuto della testimonianza, ma sappi che ci è stata molto importante.
Se vuoi passare in centrale per sapere qualcosa in più noi siamo qui.
Killian

 

Fantastico!

Emma finì di rispondere a Killian, quando fu chiamata da Zelena. La raggiunse subito nel suo ufficio.
– Sì, miss Emerald? – domandò Emma.
– Chiudi la porta. –
La bionda eseguì l’ordine, poi si accomodò, come le stava mostrando l’altra.
– Dunque, aggiornami sul reportage. – esordì Zelena.
– Al momento hanno precluso l’accesso della stampa, se non per informazioni limitate, per via dei due omicidi. Da quello che ho potuto sapere da Kil- il capitano Jones, i sospettati sono un uomo e una donna. – spiegò Emma.
– Non è molto, ma capisco perchè il comandante Graham voglia tenere segrete le informazioni, parliamo di due Bonnie e Clyde moderni. Si sa qualcosa sulla procedura? Possiamo scrivere qualcosa per avvisare altre potenziali vittime. Anche se credo che non torneranno subito a colpire. –
– Colpiscono sempre persone che sanno non essere in casa. Disattivano tutte le telecamere di sorveglianza nel palazzo e in quelli circostanti e poi si infiltrano in casa. Quest’ultima volta non hanno fatto i conti con la domestica. –
– Ed è andata male. E’ strano che negli altri palazzi non ci fossero portieri. – osservò Zelena.
– Erano tutte villette indipendenti. –
– Oh, capisco. E perchè questa volta hanno scelto un appartamento? Hanno rischiato molto di più. –
– Beh, nel palazzo ci vivono solo quattro famiglie, due delle quali non ci sono mai. Avranno pensato di non rischiare molto. Inoltre, credo che ciò che possiede Lady Gaga sia molto allettante. – rispose la bionda, nascondendo un sorrisetto ironico.
– Non ti posso dar torto. – rispose con un sorriso Zelena. – Hai intervistato la testimone? – chiese poi.
– Non ho ancora avuto il permesso dalla polizia. Ma il capitano Jones mi ha appena scritto che c’è un’altra testimone. Stavo giusto per andare in centrale. –
– Perfetto, allora vai, non ti trattengo. – la liquidò la donna.

Non appena fu congedata da Zelena, Emma raggiunse Killian e Robin alla centrale. I due stavano verbalizzando la seconda testimonianza della signora.
– Allora, com’è con questa seconda testimonianza? Ovviamente ditemi quello che vi è lecito divulgare. – disse Emma.
– Abbiamo già parlato con il comandante Graham di questo. – la tranquillizzò Killian, con un occhiolino.
– Fantastico! –
– Dunque, la signora ha affermato di aver visto un uomo e una donna fuggire dal palazzo della vittima con un grande sacco in mano. L’orario coincide con quello della chiamata alla polizia e dell’altra testimonianza. – spiegò Killian.
– Beh, è un buon indizio, direi. – commentò la donna.
– Sì, anche se non sappiamo molto altro, tranne che la donna è di carnagione scura mentre l’uomo chiara. – disse Robin.
– Se sono in fuga possiamo far diramare un avviso. Non credo siano molte le coppie di assassini in fuga. – propose Emma.
– In effetti non è una cattiva idea. – rispose Killian.
– Andiamo a parlarne con Graham. – disse a quel punto Robin.
Il comandante approvò con entusiasmo la proposta. Avrebbe aiutato a trovare i due assassini.
A quel punto Emma stava per andare via, quando fu bloccata da Killian.
– Swan, domani sera hai da fare? – le domandò.
– No, perchè? –
– Questa mattina hanno chiamato me e Robin per una serata al Rabbit Hole, e volevo chiederti di venire. Bisogna anche parlare di noi, non ne abbiamo avuta l’occasione. Puoi portare anche le tue amiche, se vuoi. – spiegò Killian.
– Vengo volentieri. –
– Perfetto! Se ci sono sviluppi sul caso ti faccio sapere. –
– Certamente. A domani, Killian. – concluse Emma, con un sorriso dolce.
– A domani. – mormorò l’uomo.

New York, Dicembre 2005

Killian ed Emma quel pomeriggio si sarebbero visti per continuare il progetto di letteratura, e il ragazzo era di buon umore. Gli piaceva passare il tempo con lei, era una ragazza davvero intelligente e dolce, nonostante il bel caratterino. Inoltre, e su questo doveva dare merito anche a Ruby e Regina, non lo trattava diversamente dopo aver scoperto dove abitava. Avrebbe potuto, in fondo. Da quello che aveva potuto vedere, Emma proveniva da una famiglia unita e felice, non da una disastrata come la sua.
I suoi pensieri furono interrotti dallo sbattere dell’armadietto.
– Dobbiamo parlare. – seguì subito dopo, in modo perentorio.
– Buongiorno a te, Milah. – rispose Killian, sarcastico, voltandosi verso la ragazza, che non si sforzava di nascondere l’espressione arrabbiata.
– Non mi piace come giri attorno a quella nuova sciacquetta del Minnesota. –
– Si dà il caso che sia la mia compagna di progetto, e sinceramente è anche una ragazza con cui si parla volentieri. –
– Vienimelo anche a dire! – esclamò Milah.
– E’ solo un’amica, non ti tradisco mica con lei! E mi pare che sia stata tu la prima a mettermi le corna. – puntualizzò il ragazzo.
– Grazie per avermelo rinfacciato! Sai che ti dico? Vai con lei. – concluse Milah, voltandosi.
Il ragazzo sospirò. Sarebbe stata una lunghissima giornata.
Proprio in quel momento arrivò Neal.
– Ehi, amico, che succede? Ho incrociato Milah e sembrava furiosa. – gli domandò.
– E’ gelosa di Emma. –
– Sul serio? Ma se è Milah la prima tradirti! E poi tu non hai fatto nulla con Emma! –
– Appunto, ma non mi crede. Siamo solo amici. –
Neal abbassò lo sguardo.
– Neal? – lo incalzò Killian.
– Beh, ecco… credo che comunque lei un po’ ti piaccia. – mormorò quello.
– Certo che no! La trovo attraente e credo che possa essere una buona amica, ma non mi piace in quel senso. –
– Senti, Kil. Ti conosco da quando sei un bambino, e credimi, non ti ho mai visto così felice. Da quando è arrivata sei diverso, anche se non te ne rendi conto. –
Killian non rispose.
Proprio in quel momento suonò la campanella.
– Ti sei salvato, ma credimi, lei ti piace. – disse Neal, prima di scappare in classe.

Killian rimuginò sulle parole di Neal per tutto il giorno. Era vero, aveva sentito un’attrazione per Emma sin dal primo giorno che l’aveva vista, e aveva avuto modo di conoscerla meglio nelle settimane successive. La trovava davvero una ragazza forte, intelligente e sveglia. Non aveva mai conosciuto una ragazza così, e le piaceva davvero passare del tempo con lei. A volte, quando era con lei, si dimenticava perfino di Milah. Già, Milah. Era la sua ragazza da così tanto tempo, che a volte non si ricordava nemmeno perchè stesse con lei. Da quando era diventata capo cheerleader, era diventata molto più irritante. Prima non era affatto così. Era sempre stata una ragazza sicura di sè, ma era anche dolce e sincera nei suoi sentimenti per lui. Ora non ne era così sicuro.
Presto arrivò il momento dell’incontro con Emma, e Killian era un po’ nervoso dopo l’osservazione di Neal.
Emma già era di fronte all’ingresso della biblioteca.
– Da quant’è che la ragazza aspetta il ragazzo? – commentò lui, divertito.
– Beh, non abbiamo un rapporto convenzionale, mi pare. – replicò lei.
– Che rapporto abbiamo, esattamente? – domandò allora Killian.
– Uhm, non saprei, in effetti. – replicò Emma.
– Forza, andiamo a continuare il progetto. – la incitò Killian.
Sì, forse Killian provava qualcosa per Emma.

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