Cardiac love (2° capitolo)

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Capitolo 2
Incontri (in)aspettati

 

Incontriamo a volte persone che non conosciamo affatto, ma che destano in noi subito, fin dal primo sguardo e, per così dire, di colpo, un grande interessamento, sebbene non si sia scambiata ancora una sola parola.
(Dostoevskij)

Era passata una settimana da quando Barry aveva iniziato a lavorare in chirurgia. Il ragazzo era già entrato in confidenza con alcuni pazienti, soprattutto con un paio di signore anziane che lo avevano preso in simpatia. Per loro fortuna, non erano in condizioni così critiche.
Dal punto di vista dello staff di medici e infermieri, invece, il ragazzo aveva conosciuto altri suoi colleghi: Patty Spivot, una dottoressa all’incirca dell’età di Barry molto dolce ma decisa, Leonard Snart, un infermiere di poche parole ma molto efficente (gli era sembrato un pochino scorbutico, ma non era cattivo), Kendra Saunders, medico, che Barry aveva scoperto essere la ragazza di Cisco (E il divieto di Wells di avere relazioni sul posto di lavoro?, aveva domandato scherzosamente Barry all’amico, che gli aveva semplicemente detto che bastava non dirglielo) e Scott Evans, medico, piuttosto alla mano.
Era anche riuscito a dimostrare al primario Wells che prendeva sul serio il lavoro: miracolosamente, non aveva fatto più ritardi.
Non riusciva però a togliersi dalla testa l’immagine di Caitlin. Non ci aveva mai parlato, ma non riusciva a dimenticarsi l’espressione triste del suo volto. A parte il primo giorno, non avevano nemmeno avuto lo stesso orario, perciò non si erano neanche più incontrati. Il ragazzo aveva finito per concentrarsi sul lavoro.

Le cose cambiarono un giorno a pranzo. Barry stava pranzando con Cisco, Kendra, Patty e Scott nella saletta ricreativa dei sanitari del reparto, quando Caitlin si avvicinò loro.
– Si può? – domandò la ragazza. Quel giorno l’espressione triste era sostituita da un timido sorriso, appena accennato.
– Cait! Certo, accomodati pure! – esclamò Cisco.
La ragazza si fece spazio sulla panca. – Non credo che ci siamo presentati. Mi chiamo Caitlin Snow. – disse poi, rivolgendosi a Barry.
– Barry Allen, piacere. – replicò lui, contento.
– Come ti stai trovando? – gli chiese la dottoressa.
– Devo dire bene, mi piace lavorare qui. – rispose lui. Ed era vero, si trovava molto bene a lavorare lì.
– Ne sono felice. –
– Cait, che fine hai fatto in questi giorni? Ci sei mancata a pranzo. – domandò Patty.
– Wells mi ha cambiato il turno, ho lavorato sempre la sera. – spiegò la dottoressa.
– Oh, capisco. Ora però dicci un po’, come va? – chiese Patty, guardandola negli occhi.
– Va bene, Patty, sul serio. –
I sei parlarono per una decina di minuti, chiacchierando più che altro del più e del meno, quando furono costretti a ritornare al lavoro.

Per Caitlin non era un bel periodo: Ronnie, il suo fidanzato, con il quale era in procinto di sposarsi, era morto solo un paio di settimane prima a causa di un incidente d’auto. Era morto sul colpo, non era stato possibile fare nulla.
Ronnie era la sua ancora, se così si poteva definire. Si erano innamorati all’inizio del college, e da lì non si erano più lasciati. Con Ronnie aveva condiviso tutte le sue prime volte, e, nonostante avessero attraversato dei momenti difficili (come l’anno in cui Caitlin era dovuta andare in Europa per una specializzazione), il loro amore era rimasto intatto.
Per questo Caitlin si sentiva svuotata. Non sorrideva più, non sinceramente, non ne aveva più motivo. Aveva deciso di buttarsi sul lavoro: sognava da sempre essere un medico, e aiutare gli altri avrebbe potuto essere un buon modo per superare il lutto.
Soltanto due persone nel reparto sapevano tutto: Cisco e Patty, i suoi migliori amici. Probabilmente anche Kendra, essendo la ragazza di Cisco, era a conoscenza della situazione, ma non le aveva mai accennato nulla.
I due cercavano di starle vicino, di distrarla, ma non era sempre facile. L’avrebbe superata, ma ci voleva tempo. Era anche venuta sua madre, Christine, in quella settimana, voleva starle vicino in quei giorni così difficili per lei. Era l’unico appoggio che Caitlin aveva: Ronnie era rimasto orfano di entrambi i genitori da un paio di anni. Christine le aveva anche proposto di non andare al lavoro per un paio di giorni, ma la ragazza si era rifiutata, non voleva affossarsi nel suo dolore, doveva rendersi attiva.
Poi una settimana prima Barry era arrivato in reparto. Si erano incrociati soltanto per pochi minuti, ma la ragazza aveva notato il suo sorriso luminoso, sincero. Però non si era avvicinata. Barry era impegnato a parlare con Cisco, e lei stava lavorando. Per una settimana non era riuscita a presentarsi al nuovo infermiere, dato che il primario Wells le aveva chiesto di lavorare nel turno serale: non si erano più incrociati.
Quel giorno, però, Caitlin aveva visto Barry pranzare con Cisco, Patty, e gli altri colleghi del reparto, e aveva colto l’occasione per presentarsi. Doveva andare avanti con la sua vita, e non c’era opportunità migliore che fare amicizia con il nuovo arrivato. Non avevano parlato molto, dato che la pausa pranzo non era stata lunghissima, ma aveva potuto vedere che Barry era un ragazzo molto dolce e gentile: poteva sicuramente diventare un buon amico per lei. Ma ancora era presto per dirlo.

Era l’ora di fare il giro di controllo dei pazienti, e Caitlin fu raggiunta da Patty, erano i due medici addetti a quel compito per quella settimana.
– Allora Cait, che mi racconti? – domandò allegra Patty.
– Le solite cose, questa settimana ho lavorato sempre. – spiegò la ragazza. – Come sta il polmone del signor Wishington dopo l’intervento? – chiese poi.
– Il polmone è stabile, non ha avuto complicanze. – rispose velocemente l’altra. – Tu piuttosto, come stai? –
– Bene, alla fine. Mia madre se n’è andata un paio di giorni fa, ma sento di star iniziare a riprendermi. Devo andare avanti con la mia vita, anche se Ronnie non c’è più. –
– Ben detto, tesoro! Che ne pensi del nuovo arrivato? Ci ho parlato ogni tanto in questa settimana e devo ammettere che non è male, mi sembra simpatico. –
– Lo penso anche io. – concordò Caitlin.
Le due ragazze furono raggiunte dal primario Wells, che avrebbe fatto il giro di controllo dei pazienti assieme a loro. Non poterono continuare il discorso.

Caitlin, Patty e Wells avevano da poco finito il giro di controllo, quando una barella fu portata in reparto. Stesa su di essa c’era un uomo con una ferita alla gamba. Sembrava essere stato colpito da un proiettile. Al suo fianco, in lacrime, c’era una donna, presumibilmente la compagna, in evidente stato di gravidanza.
– Ferita alla gamba con un proiettile da caccia. Serve un intervento di emergenza! – esclamarono i paramedici.
Wells, Patty e Caitlin a quel punto si trascinarono in sala operatoria, portando con sè Cisco e Barry, di turno in quel momento.
L’intervento non fu complicato: riuscirono in breve tempo a rimuovere il proiettile, salvando anche la gamba. Usciti dalla sala operatoria, erano tutti stanchi. Caitlin però, si sentì più stanca del dovuto per un intervento simile.

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