Paul McCartney & Paul du Noyer – La versione di Paul

9788856656374

Proprio oggi ho finito di leggere La versione di Paul, raccolta di interviste a Paul McCartney, ex membro degli indimenticabili Beatles, a cura del giornalista Paul du Noyer, che nel corso degli anni ha avuto modo di intervistare molte volte l’artista.

Da amante dei Fab4 (tenni anche un corso su di loro a scuola, considerate), non ho potuto non amare questo libro. I Beatles sono state senza dubbio delle leggende, anche quando non erano più tali. Lo stesso McCartney ammette nel suo libro che, pur quando faceva parte di un’altra band (i Wings, dal 1971 al 1981), spesso i fan gli richiedevano di cantare canzoni del repertorio dei Beatles. Ma la cosa che ho apprezzato di più è che da questo libro non emerge tanto McCartney come artista (anche se indubbiamente questo occupa una grande parte nelle interviste), ma soprattutto come persona. Emergono tutte le sue debolezze, le sue paure e le sue soddisfazioni. Parla con sincerità dei suoi anni nei Beatles, delle dinamiche fra i quattro, come anche del periodo in cui si stavano sciogliendo. Spiega di essere stato l’unico a capire che c’erano delle pressioni troppo forte dalla casa discografica e dal manager, e di aver voluto fino all’ultimo tenere unita la band. Ammette la sua paura di esibirsi su un palco da solo dopo l’esperienza dei Beatles e dei Wings, di essere troppo abituato a concepire la musica come qualcosa di gruppo, anche durante la composizione. E’ stato bello leggere le parole che ha speso per i suoi ex compagni di band: parla di Ringo come del membro più serio e maturo del gruppo, riconosce il talento di George purtroppo al tempo dei Beatles troppo sottovalutato, ed addirittura dedica un intero capitolo al suo rapporto con John. Nonostante gli scontri che hanno avuto post-Beatles (anche se ammette che alcune canzoni che sono state riconosciute come attacchi nei confronti di Lennon non erano in realtà tali), rimpiange di non essersi potuto ricongiungersi completamente con l’amico prima della sua morte. Non spende mai parole di critica nei confronti di altri artisti a lui successivi, ma anzi di molti ne ammira il talento. Ma ammette divertito che molte delle tecniche di cui si sono fatti carico erano state sperimentate prima dai Beatles (e vorrei ben dire! xD). Dice tranquillamente che ha amato molte cover delle sue canzoni, anche più della sua versione. Molto belle sono le cose che dice riguardo la sua prima moglie, Linda.

Nel complesso ho apprezzato moltissimo il libro, che mi ha fatto scoprire molti altri lati piacevoli di una grande persona, ancor prima che dello straordinario artista.

Consigliatissimo per chi come me ama i Beatles, ma anche solo a chi vuole conoscere la persona dietro al mito.

Se mi permettere, vorrei salutarvi con una delle esibizioni di Paul che preferisco: quella delle Olimpiadi di Londra 2012. Come un semplice uomo con un pianoforte può incantare un’intero stadio.

Alla prossima!

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