Cardiac love (4° capitolo)

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Capitolo 4
Musicals e confessioni

 

Something’s coming, something good if I can wait
Something’s coming, I don’t know what it is
But it is gonna be great
(West side story, Something’s coming)

Era passata circa una settimana da quando Caitlin aveva scoperto di essere incinta. Non poteva credere che l’unico a sapere il suo segreto fosse Barry. La conosceva veramente da pochissimo, eppure si era rivelato un buon amico. Non aveva detto nulla a nessuno e non cercava di trattarla diversamente. Non la trattava come una invalida, e questo la ragazza lo apprezzava molto. Era ancora troppo spaventata per dirlo a qualcuno, voleva sapere prima come fare. Non l’aveva detto nemmeno a sua madre.
In quei giorni non aveva neppure avuto il tempo materiale per pensare alle sue condizioni: l’intero staff era stato sottoposto allo stress di due grossi interventi, e perfino Wells era stato preso dalla paura di non riuscire a salvare i due pazienti. Fortunatamente era andato tutto bene: i due pazienti – un ragazzo e una donna – si stavano ristabilendo in reparto, e pareva che potessero andarsene in breve tempo.
Caitlin aveva pensato molto a Ronnie in quei giorni: non si era ancora ripresa del tutto dalla sua morte, e con la gravidanza aveva avuto modo di pensare a quello che sarebbe potuto essere il suo futuro con lui.

– Hai mai pensato ad avere una famiglia? – chiese Caitlin al suo fidanzato.
Erano stesi sul loro letto per un’intensa nottata di coccole. Convivevano da pochi mesi, e dovevano ammettere che le cose erano molto migliorate.
– Sai che ho sempre voluto creare una famiglia con te. – replicò Ronnie con un sorriso, lasciando un buffetto sul naso della sua fidanzata.
Caitlin rispose baciando velocemente Ronnie. Non era mai stata così spensierata, così felice. Ronnie era stato il suo primo amore, e sperava con tutto il cuore che potesse essere anche l’ultimo.
– Sai, ho pensato anche a dei nomi. – disse distrattamente la ragazza.
– Davvero? Anche io. – rispose Ronnie. – Prima i tuoi, però. –
– Se fosse femmina Margaret, se fosse maschio Jonathan. –
– Cindy se femmina e Mark se maschio. –
– Sono meravigliosi. – mormorò Caitlin.
– Mai quanto te. – replicò Ronnie, prima di unire le loro labbra in un bacio dolce.

Caitlin sentì all’improvviso un conato di vomito. Non è possibile, già le nausee, pensò. Fortunatamente a quell’ora non era molto pieno – gli unici di turno erano lei, Snart e Barry – perciò si permise di dirigersi al bagno dello staff senza destare particolari sospetti.
Il bagno in questione era vicino all’infermieria, in quel momento fortunatamente occupata da Barry, impegnato a sistemare gli ultimi medicinali arrivati dalla farmacia dell’ospedale, che non appena vide l’amica dirigersi di corsa in bagno non esitò a seguirla.
– Cait, va tutto bene? – le domandò da dietro a una porta, dato che lei nel frattempo si era chiusa in uno dei gabinetti.
All’ennesimo conato di vomito senza risposta, Barry aprì la porta, e trovò Caitlin chinata sul gabinetto intenta a vomitare l’intero pranzo, e forse anche la colazione.
Non potendo fare diversamente, Barry le tenne sollevati i capelli e cominciò ad accarezzarle dolcemente la schiena. Lo sfogo durò per altri cinque minuti, poi Caitlin cominciò a calmarsi, e si sedette sul pavimento del bagno. Barry la seguì.
– Grazie. – mormorò lei.
– Nessun problema. Nausee della gravidanza? – chiese Barry.
Caitlin annuì. – E’ stata la prima che ho avuto. –
– Stai bene? Hai bisogno di un medico? – domandò premuroso l’infermiere.
– Barry, sono io il medico. – replicò la ragazza divertita.
– Giusto. –
– Comunque tranquillo, un po’ di riposo e passa la paura. In fondo non è stato solo per la gravidanza, questi ultimi giorni di lavoro sono stati impegnativi. –
– Vuoi che ti accompagni a casa? – chiese a quel punto Barry.
– Sto qui vicino, vado al lavoro a piedi. –
– No, non esiste. –
– Ehy, sono incinta, mica malata! – ribadì Caitlin.
– Lo so, ma non posso lasciarti da sola dopo che hai vomitato pure l’anima. Andiamo, tanto è anche finito il turno, e domani nemmeno si lavora. – concluse Barry, offrendo a Caitlin una mano per alzarsi.
– Non credo di avere alternative. – mormorò lei, afferrando la mano dell’amico.
– Esattamente. –

I due si diressero verso il parcheggio, e riuscirono senza problemi a trovare l’auto di Barry. In effetti il tragitto dall’ospedale a casa di Caitlin non era molto lungo, ma questo non impedì al ragazzo di alzare la musica e cantare, seguito anche da Caitlin.
– Hai una bella voce. – commentò la ragazza.
– Grazie. E’ dai tempi del liceo che non canto più molto. – replicò lui.
– Eri in un coro? –
– Glee club. –
– Dici davvero? – domandò stupita Caitlin.
– Certo! Ci sono stato per tutti i miei quattro anni di liceo. Ho anche partecipato a delle gare. –
– Non l’avrei mai detto! –
– Ci sono tante cose di me che non sai, Caitlin Snow! – replicò Barry con un occhiolino.
– Buono a sapersi. – rispose lei – Comunque siamo arrivati. – aggiunse poi, indicando delle semplici palazzine in mattoni.
– Oh, fantastico. –

L’appartamento di Caitlin era molto semplice, ma non per questo non era ben arredato. Ancora erano presenti i segni di una vita vissuta insieme a Ronnie: le fotografie insieme – tante fotografie – ricordi di viaggi ed esperienze vissuti assieme, e soprattutto oggetti chiaramente appartenuti a Ronnie, come ad esempio il trofeo di una vecchia partita di football (sicuramente dei tempi del liceo) posta in bella vista sopra la televisione.
Barry si sentiva sopraffatto dai ricordi che inondavano la casa.
– Ancora devo togliere le cose di Ronnie, ma non ne ho avuto il coraggio. – la voce di Caitlin riportò il ragazzo alla realtà.
– Non c’è nessuna fretta per farlo. – la incoraggiò Barry.
– Invece devo farlo, fa troppo male vedere tutti i giorni le sue cose. – mormorò la ragazza, abbassando lo sguardo.
– Riuscirai a superare la cosa, Cait, ne sono sicuro. – rispose lui. – Nel frattempo, che ne dici di guardare un film? Ho visto che hai una vasta scelta. – propose poi, indicando la libreria piena di dvd.
– Ci sto! Scegli pure tu. – replicò lei, con un accenno di sorriso.
– Quale onore! – rispose Barry divertito.
Il ragazzo impiegò qualche minuto per decidere il film, ma alla fine ne tirò fuori uno.
– West side story? – domandò stupita Caitlin. Di sicuro non si aspettava quello.
– Ehi, è un classico! –

– West side story? Sul serio Cait? – domandò Ronnie perplesso.
– So che a te non piacciono i musical, ma questo ti piacerà, credimi! – cercò di convincerlo la fidanzata.
– Se lo dici tu. – mormorò lui.
Alla fine anche Ronnie si commosse durante il film. Non l’avrebbe mai ammesso, anzi, aveva cercato in tutti i modi di nascondere gli occhi lucidi, ma si era commosso.
– Lo sapevo! – aveva esclamato vittoriosa Caitlin.
– Questo non prova niente! – aveva replicato lui.
– Oh, sì che lo prova. – aveva concluso la ragazza, con un sorrisetto soddisfatto.

– Caitlin, ehi! – la richiamò Barry. – Tutto bene? –
– Cos… – mormorò lei.
– Ti eri incantata un attimo. West side story va bene? – le chiese con uno sguardo preoccupato.
– Certo, va bene. – rispose, quasi con un sussurro, cercando di ricacciare indietro le lacrime.
All’inizio del film sia Barry che Caitlin erano impacciati (quest’ultima all’inizio del film non si era potuta impedire di pensare a tutte le volte che lo aveva visto con Ronnie), ma arrivati ad America cominciarono a cantare a squarciagola tutte le canzoni.
– Amo questa canzone. – disse Barry alla fine di America.
– E’ bella, ma per me nulla può battere One hand, one heart. Trovo che sia magnifica. E sinceramente da ragazzina avevo una cotta per Tony. – spiegò Caitlin.
– Un anno anche io interpretai Tony. – disse a quel punto Barry.
– Davvero? Quando? –
– Credo fosse il mio terzo anno di liceo. Il mio glee club decise di preparare un musical, e io fui scelto per la parte di Tony. –
– Chi fu la tua Maria? – domandò Caitlin.
– Iris, eravamo nel glee club insieme. –
– Lei ti piace, vero? – domandò a quel punto la dottoressa.
– C-cosa? No, è la mia migliore amica. –
– Sai, vedo come ti si illuminano gli occhi quando parli di lei. –
– E’ così evidente? – mormorò Barry.
– Sì, ma è normale. – rispose Caitlin con un sorriso comprensivo. – Comunque non demordere, avrai di sicuro la tua occasione prima o poi. – aggiunse.

I due terminarono il film con tranquillità, senza farsi troppo turbare da brutti pensieri. Decisero poi di ordinare una pizza, ridendo e scherzando per tutto il resto della serata.
Alla fine, non seppero neanche come, si addormentarono entrambi sul divano.

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