Open up again I believe in second chances (12° capitolo)

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Capitolo 12
Buon Natale

 

Si vestì, col meglio che aveva, e uscì per la via. La gente si riversava fuori, com’egli l’aveva vista con lo Spirito del Natale presente. Camminando con le mani dietro, Scrooge guardava a tutti con un sorriso di soddisfazione. Era così allegro, così irresistibile nella sua allegria, che tre o quattro capi ameni lo salutarono: “Buongiorno, signore! Buon Natale!” E Scrooge affermò spesso in seguito che di tutti i suoni giocondi uditi in vita sua, i più giocondi, senz’altro, erano stati quelli.
(Charles Dickens)

New York, Dicembre 2015

Emma amava il Natale di New York. Amava le luci, la musica e l’atmosfera che risuonava in tutta la città. Anche quell’anno avrebbe festeggiato il 25 dicembre a casa dei suoi genitori, assieme alle sue migliori amiche, Henry e Granny. Con Killian avevano pensato che fosse meglio così, loro due sarebbero stati insieme il giorno successivo. In ogni caso però gli aveva comprato un regalo: una fiaschetta per il rhum (non aveva di certo perso l’abitudine dai tempi dei liceo, anche se ormai consumava il rhum da una più elegante bottiglia). Non vedeva l’ora di vedere la sua faccia.
La donna arrivò a casa dei suoi genitori. Sorrise. Era sempre la più addobbata del quartiere, sua madre si dava sempre da fare in questo senso.
Emma entrò in casa, e fu invasa dal profumo dolce di biscotti, gli stessi che Mary Margaret preparava ogni anno per Natale.
– Buon Natale, tesoro! – esclamò la madre.
– Che bello vederti, scricciolo! Buon Natale! – la salutò David, stringendola in un abbraccio
– Buon Natale a voi! –
– Dove sono Ruby, Mulan e Regina? – domandò Mary Margaret.
– Ruby passava da Mulan prima di venire qui, mentre Regina si fermava un attimo da suo padre. Dovrebbero essere qui fra poco, assieme a Granny. – spiegò la bionda.
– Oh, fantastico! – esclamò Mary Margaret.
– Bene. – mormorò David.

Poco dopo casa Swan fu raggiunta da Granny (che aveva con sè anche una teglia delle sue famose lasagne), Ruby, Mulan, Regina e Henry. L’avvocato appariva molto nervosa.
– Regina, che succede? – chiese David. – Ti vedo agitata. –
– Vi avevo detto che sto uscendo con il collega di Killian, Robin, no? –
Gli altri annuirono.
– Ecco, mi ha proposto di incontrare suo figlio, oggi pomeriggio. – spiegò la donna.
– Che cosa carina! – esclamò Mary Margaret, in coro con Ruby.
– E’ una buona notizia, no? – le domandò Emma.
– Certo, ma non so se potrò piacere al bambino. E’ cresciuto senza una madre, e sono la prima donna con cui Robin sta dopo la morte di Marian. E’ una situazione delicata. –
– Da quando in qua Regina Mills è agitata? – chiese divertita Granny.
– Tesoro, non ti devi preoccupare, di sicuro gli piacerai. Come potresti non piacergli? – la rincuorò Mary Margaret.
– Mary Margaret ha ragione. Non devi preoccuparti di nulla. – aggiunse David.
– Gli hai preso un regalino? Ai bambini basta poco per conquistarli. – chiese a quel punto suo padre Henry.
– Sì, gli ho preso delle costruzioni. Ha cinque anni, dovrebbero andare bene. –
– Andranno benissimo! Al centro commerciale vanno a ruba. – rispose Mulan, con un sorriso dolce.
– E’ bello sentire il vostro ottimismo. – borbottò Regina, visibilmente sollevata.
– Ehi, siamo qui apposta. – replicò divertita Mary Margaret.

Come per il Ringraziamento, Killian avrebbe passato il giorno di Natale con Robin e Roland. Avrebbero portato il bambino al villaggio di Babbo Natale, allestito in mezzo a Central Park. Poi nel pomeriggio sarebbero stati raggiunti da Regina, a pranzo a casa dei genitori di Emma, per conoscere il piccolo Roland. Il bambino non vedeva l’ora.
– Allora, Roland, cosa ti ha portato Babbo Natale? – domandò Killian, mentre i tre stavano andando a Central Park.
– Il nuovo gioco di Super Mario per la playstation e il pupazzo di Scooby-Doo. – rispose orgoglioso il bimbo.
– Beh, ma non è quello che avevi chiesto? – esclamò Killian, fingendosi sorpreso (era stato proprio lui ad accompagnare Robin alla ricerca dei regali per Roland).
– Sì! –
– Vuol dire che sei stato bravo. – replicò Killian, dolcemente. – Sei pronto a conoscere Regina? – chiese poi.
– Sono pronto! – esclamò Roland.
– Ti piacerà, vedrai. E tu piacerai a lei. – disse a quel punto Robin.
– Ovvio che le piacerai, come potrebbe non farlo? – esclamò divertito Killian.
– Killian, te invece sei pronto per la sorpresa a Emma? – domandò Robin, rivolgendosi all’amico.
Il capitano, infatti, aveva preparato una piccola sorpresa per Emma. Una cosa molto piccola, in realtà, ma ci teneva a portarla a termine.
– Sì, certo. – rispose Killian, con un sorriso sincero.

La giornata passò velocemente per i tre, e ben presto venne arrivò Regina, visibilmente emozionata. Killian li salutò e se ne andò.
– Ciao, Roland, io sono Regina. – esordì la donna, salutando il bambino.
– Ciao, Regina. – esclamò il piccolo, con un sorrisone sulle labbra.
– Figliolo, lei è una mia amica molto stretta. Credo che la vedrai molto spesso d’ora in avanti. – spiegò Robin. – Sempre che lei voglia. – aggiunse poi, voltandosi verso la donna.
– Certo. – rispose velocemente Regina. – Allora, Roland. Cosa pensavi di fare? – chiese.
– Che ne dite di andare a pattinare? – propose Robin.
– Sìì! – esclamò eccitato il bambino.
– Mi sembra un’ottima idea. – concordò la donna. – Ma prima, ho un piccolo regalo da dare a questo ometto. Sai, Babbo Natale è passato anche da me. – disse solenne poi, porgendo a Roland il pacchetto.
Il bambino non esitò ad afferarlo.
– Non dovevi. – mimò Robin a Regina, nascondendo un sorriso. La donna gli rispose con un gesto come a dire che non c’era problema.
Nel frattempo Roland aveva finito di scartare il regalo, e si fiondò sulle gambe di Regina per abbracciarle.
– Grazie, Regina! – disse.
– Non devi ringraziare me, ringrazia Babbo Natale. – rispose lei, dolcemente.
Sì, la giornata stava solo migliorando.

Una volta arrivata Regina, Killian aveva trovato l’occasione giusta per attuare la sua sorpresa. Si ricordava ancora l’indirizzo di casa Swan, perciò raggiunse senza problemi la vecchia casa di Emma.
Arrivato nel vialetto, inviò un messaggio alla donna.

Credo che Babbo Natale sia arrivato. Dà un’occhiata fuori 😉

Pochi minuti dopo Emma era fuori di casa, piuttosto confusa. Il volto le si illuminò non appena incrociò lo sguardo di Killian.
– Killian, che ci fai qui? – domandò, dirigendosi verso di lui.
– Vorrei darti il mio regalo, non riesco ad aspettare domani. – spiegò l’uomo.
– Killian! – mormorò Emma, fiondandosi sulle sue labbra.
– Ehi, ehi, tesoro, ancora non ti ho dato nulla! – ridacchiò Killian.
– Aspettami a darlo. Ti vado a prendere il tuo regalo. – disse a quel punto la donna, tornando velocemente dentro casa.
Qualche minuto dopo uscì con un piccolo pacchettino in mano.
– Ecco qui. – disse la bionda, porgendorglielo.
– Oh, grazie. – rispose lui, un po’ sorpreso.
– Forza, scartalo. – lo incitò Emma.
Killian scartò velocemente il pacchettino, e si mostrò molto divertito quando scoprì cosa conteneva. – Oh, una fiaschetta! Fantastico! – disse entusiasta.
– Ti piace? Al liceo ne avevi una, ma ora non ti ho più visto tirarla fuori. – spiegò Emma.
– Mi piace moltissimo! Grazie, tesoro. – rispose, abbracciandola. – Bene, ora il mio regalo. – disse poi, tirando fuori un piccolo pacchettino molto elegante.
– Ecco qui. – replicò l’uomo.
Emma prese il pacchettino, e lo aprì delicatamente.
– M-ma Killian, è bellissimo! – disse, tirando suori un braccialetto, completamente fatto di perline.
– Volevo regalarti qualcosa di speciale, come lo sei tu. – spiegò Killian.
– E’ meraviglioso, non so che dire. – mormorò la donna.
– Un bacio è più che sufficiente. – ammiccò il poliziotto.
– Beh, questo lo posso fare. – rispose Emma, unendo le loro labbra in un bacio dolce.

New York, Dicembre 2005

Era arrivato il Natale, e Killian non vedeva l’ora che passasse. Per quell’anno non ci sarebbe stato nemmeno suo fratello, perciò il ragazzo avrebbe passato un misero Natale con sua madre. Una giornata come le altre, insomma. Si sarebbe solo visto con Neal nel pomeriggio: quest’ultimo sapeva della situazione della sua situazione e non voleva lasciare il suo migliore amico da solo il giorno di Natale.
Per quell’anno, un altro pensiero affollava la mente di Killian: il college. A gennaio sarebbe scaduto il termine ultimo per l’invio delle richieste di ammissione al college, e il ragazzo ancora non aveva inviato nulla. Nonostante fosse bravo a scuola, non eccelleva in particolare in nessuna materia, perciò era davvero difficile scegliere una facoltà nello specifico. Secondo Neal e Liam avrebbe dovuto scegliere un college tipo la Juilliard o la NYU, avevano delle eccellenti borse di studio in musica. Secondo loro, Killian aveva talento con la chitarra, ed era anche un bravo cantante. Il ragazzo ci aveva pensato, e in realtà non gli sarebbe dispiaciuto frequentare un college musicale, ma non sapeva se ne fosse stato in grado. Aveva già compilato le richieste di ammissione, ma non le aveva inviate. Non aveva avuto grandi esempi, e non era mai stato abituato a inseguire i propri sogni. Neal gli ricordava sempre che doveva imparare a pensare per sè stesso, a ciò che lo rendeva felice.
Al diavolo, doveva almeno provarci. Con non pochi dubbi, inviò le richieste di ammissione.

Emma era molto curiosa di vivere il Natale di New York. Tutto era molto più grande, in confronto ad Adams. Sua madre aveva sfogato tutta la sua vena natalizia, e, a differenza della sua città d’origine, le decorazioni non sembravano affatto esagerate in confronto a quelle del resto del quartiere.
Ma era anche il momento per lei di prendere una decisione molto importante: la scelta del college. Aveva sempre sognato entrare in una facoltà di giornalismo, e, studiando i vari programmi, si era accorta che la migliore era presso l’università di Berkley, in California. Era cosciente che si sarebbe dovuta trasferire dall’altra parte degli Stati Uniti, ma non c’era motivo per lei di non farlo. Era a New York da pochi mesi, e, nonostante avesse stretto amicizia con Regina e Ruby, non poteva precludersi la possibilità di andare nel migliore college per lei a causa delle sue amiche. Di certo sarebbero state d’accordo con lei. E Killian? Era in qualche modo anche amica sua, e forse le piaceva un po’, ma non avrebbe mai potuto avere una relazione con lui, e in ogni caso non poteva rinunciare al suo futuro. Sì, avrebbe mandato senza dubbio la domanda alla Berkley. I suoi genitori non volevano diversamente per lei.

Mentre la ragazza si stava preparando a festeggiare la Vigilia di Natale con i suoi genitori, suonò il campanello. Emma sentì i suoi genitori accorrere alla porta, e nel frattempo scese anche lei, vinta dalla curiosità.
Quando scoprì chi era arrivato, rimase a dir poco stupita. – Elsa, Anna! Che ci fate qui? – esclamò, fiondandosi ad abbracciare le sue amiche.
– I nostri genitori sono partiti per un viaggio di lavoro, così hanno chiesto ai tuoi se potevamo passare con voi il giorno di Natale. – spiegò Elsa.
– Voi sapevate che sarebbero venute? – domandò stupita Emma ai suoi.
– Certo che lo sapevamo, ma volevamo farti una sorpresa. – rispose David, con un occhiolino.
– New York è magnifica! – esclamò a quel punto Anna.
– Non abbiamo visto molto, in realtà, ma è totalmente diverso dal Minnesota. – aggiunse Elsa.
– Che ne dici tesoro di far fare loro un giro della città? Potreste andare a Central Park. – propose Mary Margaret.
– Buona idea, anche io sono curiosa di vedere Central Park sotto Natale. – concordò Emma.
– Bene, così ci racconti tutte le novità! – esclamò Anna.

Le tre ragazze si avviarono verso il Central Park, ammirando tutte le vetrine e gli alti grattacieli.
– Com’è, ti sei abituata alla metropoli? – domandò ad un certo punto Elsa, rivolgendosi all’amica.
– Non del tutto. Mi piace abitare qui a New York, e ho conosciuto anche delle belle persone, ma sono cresciuta in Minnesota, New York è totalmente un altro mondo. – spiegò Emma.
– Ce la farai, ne sono sicura. Come va invece con Killian? –
– Abbiamo finito di lavorare sul progetto, e lui mi ha detto che gli farebbe piacere mantenere i contatti con me. –
– Ma è una magnifica notizia! – rispose Anna. – Perchè non sembri felice? –
– E’ una situazione complicata. Lui è fidanzato, e la ragazza non brilla per simpatia. Inoltre un giorno lui mi evita, l’altro ci prova spudoratamente. Non so che pensare. –
– Di sicuro è una situazione complicata. – concordò Elsa. – Ma lui ti piace? Sembra comunque interessato a te in qualche modo, altrimenti non farebbe così. – aggiunse poi.
– Secondo Ruby e Regina sono proprio cotta, ma sinceramente non so. Provo sicuramente attrazione nei suoi confronti, ma sono felice di essere sua amica, non vorrei nulla di più in un a situazione così complicata. –
– Forse è la situazione che ti blocca. Prova a vedere come si evolve la situazione. – le consigliò Anna.
– Mi eravate mancate, ragazze. – disse Emma, con un sorriso sincero.

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