Open up again I believe in second chances (13° capitolo)

Le canzoni del capitolo sono Juke box hero dei Foreigner e Origin of love dal musical Hedwig and the angry inch (la versione postata è quella di Neil Patrick Harris).

 

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Capitolo 13
Nuovo anno, nuova vita?

 

This is the new year
A new beginning
You made a promise
You are the brightest
We are the voices
(This is the new year, A great big world)

New York, Dicembre 2015 – Gennaio 2016

Quella sera Emma, Killian e i loro amici avrebbero festeggiato l’ultima sera dell’anno al The Rabbit Hole, dove il proprietario aveva organizzato una bella festa. Killian e Robin avrebbero anche cantato un paio di canzoni: si sarebbero alternate varie bands.
I sei si ritrovarono tutti di fronte al The Rabbit Hole, pronti a passare un piacevole Capodanno.
– Roland dov’è? – domandò Ruby a Robin.
– La madre di Marian è venuta in città per un paio di giorni, e si è offerta di badare lei a Roland. Non lo vede mai. Non è venuta a Natale perchè era andata in crociera. – spiegò lui.
– Beh, è stata carina. – commentò con un sorriso Mulan.
– Sì, è una gran donna. – confermò Killian.
– Spero che non sia un problema per lei la nostra relazione. – disse a quel punto Regina.
– Assolutamente no. Era felice del matrimonio mio e di Marian, ma è stata lei la prima a dirmi che avrei dovuto rifami una vita, dopo la sua morte. – rispose Robin.
– Perfetto, non avrei voluto problemi o altro. –
– Che ne dite ora di entrare? Comincia a far un po’ freddino, qui fuori. – propose Emma.
– Buona idea. – concordò Killian.

La serata iniziò tranquillamente: il gruppetto si accomodò in uno dei numerosi tavolini, accompagnando le chiacchiere e le risate con un drink. Ad un certo punto Robin e Killian furno chiamati sul palco.
– E ora, signore e signori, The cops in rock! – annunciò il proprietario.
– Vai, fa vedere loro di che sei capace! – esclamò Emma, incitando il suo ragazzo, che in tutta risposta, divertito, la baciò velocemente sulle labbra prima di salire sul palco.
– Buonasera a tutti! Siamo i The cops in rock, e speriamo che possiate divertirvi con la nostra musica. – esordì Killian, prima di iniziare a cantare.

Standing in the rain, with his head hung low
Couldn’t get a ticket, it was a sold out show
Heard the roar of the crowd, he could picture the scene
Put his ear to the wall, then like a distant scream

He heard one guitar, just blew him away
He saw stars in his eyes, and the very next day
Bought a beat up six string in a secondhand store
Didn’t know how to play it, but he knew for sure

That one guitar, felt good in his hands
Didn’t take long, to understand
Just one guitar, slung way down low
Was one way ticket, only one way to go

So he started rockin’
Ain’t never gonna stop
Gotta keep on rockin’
Someday he’s gonna make it to the top

And be a juke box hero, got stars in his eyes
He’s a juke box hero
He took one guitar, juke box hero, stars in his eyes
Juke box hero, he’ll come alive tonight

In a town without a name, in a heavy downpour
Thought he passed his own shadow, by the backstage door
Like a trip through the past, to that day in the rain
And that one guitar made his whole life change

Now he needs to keep rockin’
He just can’t stop
Gotta keep on rockin’
That boy has got to stay on top

And be a juke box hero, got stars in his eyes
He’s a juke box hero, got stars in his eyes
Yeah, juke box hero, got stars in his eyes
With that one guitar he’ll come alive
Come alive tonight

Yeah, he’s gotta keep rockin’
He just can’t stop
Gotta keep on rockin’
That boy has got to stay on top

And be a juke box hero, got stars in his eyes
He’s a juke box hero, got stars in his eyes
Just one guitar, put stars in his eyes
He’s just a juke box hero, aah aah aah
Juke box hero, juke box hero, he’s got stars in his eyes
Stars in his eyes

Il pubblico si sprecò in applausi, e Robin dovette attendere qualche attimo prima di poter parlare. – Ora, dato che ci sono molte signore, e visto che Capodanno è una festa da passare con la persona amata, vorremmo proporvi qualcosa di più romantico. –

When the earth was still flat,
And the clouds made of fire,
And mountains stretched up to the sky,
Sometimes higher,
Folks roamed the earth
Like big rolling kegs.
They had two sets of arms.
They had two sets of legs.
They had two faces peering
Out of one giant head
So they could watch all around them
As they talked; while they read.
And they never knew nothing of love.
It was before the origin of love.

The origin of love

And there were three sexes then,
One that looked like two men
Glued up back to back,
Called the children of the sun.
And similar in shape and girth
Were the children of the earth.
They looked like two girls
Rolled up in one.
And the children of the moon
Were like a fork shoved on a spoon.
They were part sun, part earth
Part daughter, part son.

The origin of love

Now the gods grew quite scared
Of our strength and defiance
And Thor said,
“I’m gonna kill them all
With my hammer,
Like I killed the giants.”
And Zeus said, “No,
You better let me
Use my lightening, like scissors,
Like I cut the legs off the whales
And dinosaurs into lizards.”
Then he grabbed up some bolts
And he let out a laugh,
Said, “I’ll split them right down the middle.
Gonna cut them right up in half.”
And then storm clouds gathered above
Into great balls of fire

And then fire shot down
From the sky in bolts
Like shining blades
Of a knife.
And it ripped
Right through the flesh
Of the children of the sun
And the moon
And the earth.
And some Indian god
Sewed the wound up into a hole,
Pulled it round to our belly
To remind us of the price we pay.
And Osiris and the gods of the Nile
Gathered up a big storm
To blow a hurricane,
To scatter us away,
In a flood of wind and rain,
And a sea of tidal waves,
To wash us all away,
And if we don’t behave
They’ll cut us down again
And we’ll be hopping round on one foot
And looking through one eye.

Last time I saw you
We had just split in two.
You were looking at me.
I was looking at you.
You had a way so familiar,
But I could not recognize,
Cause you had blood on your face;
I had blood in my eyes.
But I could swear by your expression
That the pain down in your soul
Was the same as the one down in mine.
That’s the pain,
Cuts a straight line
Down through the heart;
We called it love.
So we wrapped our arms around each other,
Trying to shove ourselves back together.
We were making love,
Making love.
It was a cold dark evening,
Such a long time ago,
When by the mighty hand of Jove,
It was the sad story
How we became
Lonely two-legged creatures,
It’s the story of
The origin of love.
That’s the origin of love.

Gli applausi abbondarono, e quando dopo qualche minuto terminarono il proprietario del The rabbit hole annunciò che la mezzanotte si stava avvicinando. Per questo, Killian e Robin furono fatti scendere dal palco, e si sbrigarono a raggiungere le loro compagne.
– Siete stati bravissimi! – squittì Ruby, stringendoli in un abbraccio. I due uomini la ringraziarono, leggermente imbarazzati.
– Che ne dite di andare fuori? Fra poco ci saranno i fuochi d’artificio. – propose Mulan.
– Buona idea. – acconsentirono con entusiasmo gli altri.
I sei uscirono dal locale, godendosi l’atmosfera di quei minuti.
Allo scoccare della mezzanotte, Killian si fiondò sulle labbra di Emma, in un bacio dolce.
– Buon anno, tesoro. – sussurrò sulle sue labbra, una volta che si furono staccati.
– Buon anno a te. – replicò Emma con lo stesso tono.

I festeggiamenti proseguirono per un’altra ora, quando nel locale entrò una persona davvero inaspettata.
Emma e Killian si stavano divertendo in pista, quando una voce si presentò alle spalle dell’uomo.
– Killian! Sei davvero tu? – domandò.
Sia lui che Emma si voltarono di scatto.
– M-milah. – mormorarono.
– E’ bello vedervi insieme. – disse Milah, rimarcando l’ultima parola.
– E’ bello anche per noi rivederti. – rispose Emma, notando la difficoltà del compagno in quel momento.
– Da quanto state insieme? – domandò Milah.
– Da pochi mesi. – rispose velocemente Killian. – Te stai con qualcuno? – le chiese poi.
– No, nessuno. Sai, lavoro tanto, e non ho proprio tempo per le relazioni. – disse, fingendo uno sbuffo. – Fortunatamente mi hanno dato dei mesi liberi, abito in Giappone da alcuni anni e non ero mai potuta tornare a casa. – aggiunse poi.
– Che fortuna. – commentò Emma, mascherando l’irritazione con un sorriso.
– Beh, allora ci vediamo. Ciao Killian! – esclamò Milah, sfiorando il braccio dell’uomo. – Oh, ciao anche a te, Emma! E’ stato un piacere. – concluse.
– Killian, stai bene? – domandò Emma al suo compagno, una volta che MIlah se n’era andata.
– Sì sì, sto benissimo. – mormorò lui.

New York, Dicembre 2005 – Gennaio 2006

Lo Spotlight diner aveva organizzato una festa per la sera dell’ultimo dell’anno. Ci sarebbe stato praticamente tutto il liceo di Emma, e ovviamente ci sarebbe andata anche lei, assieme alle sue migliori amiche.
Verso le 21 Emma, Ruby e Regina si fecero trovare al locale, pronte ad aspettare insieme il nuovo anno.
Quando arrivarono, il locale era già piuttosto pieno, e le tre faticarono non poco a trovare un tavolino.
Quando la musica partì, Ruby trascinò le sue amiche in pista.
– Dai che ci divertiamo! Adorate questa canzone! – esclamò la ragazza, riferendosi a Raise your glass di P!nk.
Proprio in quel momento si avvicinarono loro Killian e Neal.
– Buonasera, ragazze! – le salutarono in coro i due.
– Buonasera a voi. – replicarono le altre con un sorriso.
– Possiamo unirci a voi? – domandò Neal.
– Dov’è Milah? – chiese Regina, velocemente.
– E’ in crociera con i suoi. – spiegò Killian. – E poi comunque non facciamo nulla di male, a meno che non vogliate. – aggiunse poi, con un occhiolino.
– No, non vogliamo. – replicò Emma, paonazza.
Killian e Neal si scambiarono un sorrisino complice.
– Che ne dite di ballare? – propose a quel punto Killian.
– Buona idea. – acconsentirono le ragazze.

Ad un certo punto della serata il gruppo si disperse: erano tutti piuttosto alticci, in particolare Killian. Sembrava strano, e la conferma era arrivata alle ragazze da Neal: era in un brutto periodo con Milah, e voleva solo svagarsi.
Mentre Killian ed Emma stavano ballando – piuttosto vicini per essere solo amici, in realtà , ma forse erano troppo brilli per accorgersene -, con accanto l’improbabile accoppiata composta da Neal e Regina (la ragazza non lo avrebbe ammesso neanche sotto tortura, ma trovava Neal simpatico, nonostante non le piacesse in quel senso), Ruby era seduta su una delle poltroncine del locale, riprendendo fiato. Fu avvicinata da una ragazza.
– Ciao, anche a te non piace ballare? – le domandò.
– In realtà mi piace, ma ho bisogno di riprendermi un attimo. –
– Oh, capisco. Sei con qualcuno? – le domandò la ragazza a quel punto.
– Sì, con dei miei amici. Stanno ballando in pista, sono quelle due coppie laggiù. – spiegò Ruby, indicando i suoi amici.
– Carini. – ridacchiò la ragazza. – Stanno insieme? –
– Oh, no no. In realtà tra Emma e Killian, la ragazza bionda e l’altro, c’è qualcosa, ma non stanno insieme. Lui è fidanzato. –
– Uh, storia complicata! – replicò l’altra. – Comunque non ci siamo ancora presentate: sono Dorothy. –
– Felice di conoscerti, Dorothy, io sono Ruby. – si presentò lei. – Te invece? Sei con qualcuno? –
– In realtà no. –
Le due continuarono a parlare per buona parte della sera.

All’avvicinarsi della mezzanotte, gli avventori del locale (per quella sera tutti gli studenti del liceo, in pratica), furono richiamati dal proprietario del locale.
– Ragazzi, è quasi mezzanotte! Prepariamoci al conto alla rovescia! – esclamò l’uomo.
Allo scoccare della mezzanotte il locale scoppiò in delle fragorose urla, e Killian (ancora erano impegnati a ballare sulla pista) si gettò sulle labbra di Emma, che, seppur stupita, rispose al bacio. Il bacio fu molto dolce, nonostante la condizione non proprio sobria dei due.
– Sai, Swan, bisogna baciare qualcuno a Capodanno. – sussurrò Killian sulle labbra della ragazza, prima di allontanarsi di scatto.
Emma rimase esterrefatta, non credendo a quello che era appena successo.
Accanto a loro, Regina e Neal erano decisamente senza parole.

Anche dall’altra parte della stanza era scoccato un bacio, voluto da entrambe: senza nemmeno sapere il perchè, Ruby aveva reagito positivamente al bacio di Dorothy, che le si era avvicinata con molta dolcezza. Le era anche piaciuto.

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