Open up again I believe in second chances (14° capitolo)

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Capitolo 14
Dubbi

 

Non si dovrebbe mai esser certi di niente, perché nulla merita certezza, e così si dovrebbe sempre mantenere nelle proprie convinzioni un elemento di dubbio, e si dovrebbe essere in grado di agire con vigore malgrado il dubbio.
(Bertrand Russell)

New York, Gennaio 2016

Dalla sera di Capodanno Emma e Killian non si erano più parlati. L’uomo era letteralmente sparito. Emma non sapeva cosa pensare. Aveva fatto qualcosa di male? Sapeva che l’incontro con Milah l’aveva scosso (pur non sapendo ancora cosa fosse effettivamente accaduto fra di loro), ma non capiva perchè sparire così. Secondo le sue amiche doveva solo aspettare, sicuramente Killian si sarebbe rifatto vivo con le adeguate spiegazioni.
Non poteva neanche addurre la scusa del lavoro per contattarlo, non c’erano stati sviluppi nel caso.
Proprio in quel momento squillò il suo telefono.
– Pronto? –
– Ciao, Emma, sono Robin. –
– Robin, ciao! – rispose lei, un po’ stupita.
– Ti chiamo perchè abbiamo avuto uno sviluppo sul caso. Sembra che siano stati visti due probabili sospetti, in Idaho. –
– E’ fantastico! Vengo subito! – esclamò la donna. – Uhm, Robin, come sta Killian? Non lo sento dalla notte di Capodanno. – chiese poi.
– Sinceramente? Non bene. Non vuole escluderti, ma credo che non voglia che tu lo veda in queste condizioni. – sospirò Robin.
– E’ messo così male? –
– Non sta bene, Emma. Non credo che te l’abbia detto (anche se credo che prima o poi te lo dirà), ma Milah si è davvero comportata in modo orribile con lui, e rivederla è stato un brutto colpo. Comunque è un ottimo poliziotto, e sa separare il lavoro dalla vita privata, perciò vieni pure tranquilla. –
– Grazie, Robin. –
– Figurati. –

Killian non era mai stato orgoglioso, ammetteva i suoi errori, ma non riusciva a mostrarsi a Emma dopo l’incontro con Milah. Erano passati nove anni, ed era andato avanti, ma rivedere la sua ex gli aveva fatto tornare a galla tutta la sofferenza che aveva provato per colpa sua. Aveva rinunciato a tutto per lei, ed era stato ripagato con un tradimento. Non la condannava del tutto, in fondo erano entrambi molto giovani per affrontare ciò che era successo loro. Non poteva nemmeno negare che dei sentimenti per Milah stavano riaffiorando. Non sapeva però se fossero di astio o di altra natura. Se era certo che Emma era la donna della sua vita (o non l’avrebbe amata per dieci anni, nonostante ci fosse anche la possibilità di non rivederla), Milah era pur sempre il suo primo amore. E si sa, il primo amore non si scorda mai. Era stato sicuramente turbato dall’incontro con la sua ex, ma non era certo che fosse per i motivi più evidenti.
Proprio in quel momento suonò il telefono.
– Dipartimento di Polizia di New York. Come possiamo aiutarla? – disse subito Killian, in automatico.
– La chiamo per la segnalazione sugli assassini in fuga. Credo di averli visti, si sono fermati presso un distributore, lungo l’autostrada al confine tra il Wyoming e l’Idaho. Stavo facendo benzina e li ho visti entrare nel diner. E’ stata una questione di pochi minuti, se ne sono andati velocemente.- la voce era chiaramente di una donna.
– Li ha visti? Li può descrivere anche approssimativamente? –
– Certo. Erano un uomo e una donna. Il primo era mezzo calvo, da lontano i capelli che aveva sembravano sul biondiccio. Era alto alto circa un metro e settanta. Indossava una giacca sudicia, sembrava non aver visto il bagno per molti giorni. La donna invece era chiaramente più giovane del’uomo. Era di colore, anche lei sul metro e settantacinque. Non so se può essere utile, ma indossava una sciarpa. – spiegò la donna, dall’altra parte della cornetta.
– Mi può dire giorno e ora precisi? – domandò Killian.
– E’ accaduto mezz’ora fa. –
– Ha visto per caso la loro auto? –
– No, mi dispiace. Avevano parcheggiato dietro al diner, e mio figlio è scoppiato a piangere. Mi sono concentrata su di lui. Sa, sta mettendo i dentini. –
– Lo capisco. Già ci è stata molto di aiuto, comunque. Lei come si chiama? Ci serve un contatto. –
– Nathalie Green. –
– Perfetto, grazie mille per il suo aiuto. Se le viene in mente qualcos’altro non esiti a chiamarci. –
– Nessun problema! – rispose la donna, chiudendo la chiamata.
Killian poggiò il telefono, piuttosto soddisfatto. Era una pista.
– Allora? Qualche novità? – domandò Robin, che aveva ascoltato la conversazione con un certo interesse.
– Sembra che abbiamo una pista. Due possibili sospetti sono stati individuati al confine tra Wyoming e Idaho. –
– Ma è fantastico! –
– Sappiamo che si sono fermati a un distributore, e sono entrati per pochi minuti in un diner. Dobbiamo avere i filmati delle telecamere di sorveglianza. –
– Quello è certo. –
– Io vado a parlare con Graham per capire come muoverci, tu intanto se vuoi chiama Emma e aggiornala sulla cosa. – propose Killian.
– Sicuro di non volerci parlare tu? Non ho problemi a parlarci, ma sei tu il suo ragazzo, non io. – tentò di dire Robin.
– No, parlaci tu. E’ meglio che sia io a parlare con Graham. – rispose Killian, evidentemente tentando di chiudere il discorso.
– Come vuoi. Ma sappi che non puoi evitarla per sempre. – disse infine il sergente.

New York, Gennaio 2006

Pochi giorni dopo dalla sera di Capodanno, tutti tornarono a scuola. Ruby aveva dormito molto poco in quelle notti. Aveva pensato a lungo al bacio scambiato con Dorothy. L’altra ragazza le aveva anche lasciato il suo numero, e Ruby non riusciva a togliersela dalla testa.
Non aveva mai provato attrazione per le ragazze, e mai avrebbe pensato che fosse possibile per lei provarla. Credeva che alcune delle sue compagne di scuola fossero carine, ma non aveva mai pensato a loro in quel senso. Era lesbica? Di sicuro le piacevano i ragazzi. Non poteva negare di aver sbavato dietro a Killian, il suo primo anno di liceo. Ma poi era cresciuta, e si era resa conto che non poteva andare dietro a uno come il chitarrista. Non era decisamente il suo tipo.
Dorothy, invece? Le piaceva? Non ne era sicura. Si era trovata bene con lei, e forse aveva voluto anche lei il bacio. Ma forse era solo l’alcool.
Forse la cosa migliore era parlarne con qualcuno, ma non sapeva chi. Con sua nonna era improbabile, non avrebbe mai potuto fare un discorso del genere. Con Emma e Regina? Erano le sue amiche più strette, ma non avevano mai affrontato quel tipo di argomenti, non sapeva come la potessero pensare. E se l’avessero discriminata per questo? Non le sembravano così chiuse di mente, e se erano intelligenti come pensava, l’avrebbero accettata in ogni caso. Ma perchè le cose dovevano essere così complicate?, sbuffò mentalmente. Doveva rischiare e parlarne con Emma e Regina.
Il giorno di ritorno a scuola, Ruby decise di ignorare le voci nella sua testa che le suggerivano di parlare, e chiacchierò con Regina normalmente. Non riuscì ad incrociare Emma, almeno fino all’ora di pranzo.

Emma aveva molto riflettuto in quei giorni sul bacio con Killian. Era piuttosto alticcia, ma non così tanto da essersene dimenticata. Cosa poteva aver significato? Killian era interessato a lei? Neal aveva detto loro che il ragazzo non passava un bel periodo con Milah, probabilmente si era fiondato sulle sue labbra per questo. Ma lei? Perchè aveva risposto al bacio? Era contenta della sua amicizia con Killian, e non voleva rovinarla. La situazione era già piuttosto complicata, con Milah e tutto. Ma incosciamente aveva risposto al bacio, quindi evidentemente provava qualcosa di più per il chitarrista, anche se le era difficile ammetterlo. O forse era solo troppo ubriaca.
Non volendo torturarsi ulteriormente, arrivò apposta a scuola in ritardo, evitando così di incrociare Killian o le sue amiche nei corridoi. Quel giorno non aveva nemmeno letteratura, dunque niente Ruby. Non voleva parlare di quello che era successo, preferiva dimenticare.
Purtroppo per lei, all’ora di pranzo non riuscì ad evitarle.
– Emma! Ma che fine avevi fatto? Non ti abbiamo più vista! – esclamò Ruby, raggiungendo insieme a Regina il tavolo dove era accomodata la bionda.
– Sono arrivata tardi, stamattina. – spiegò la bionda.
– Per caso volevi evitare qualcuno? – domandò Regina.
– No? – rispose incerta.
– Lo chiedi a noi o a te? – replicò Regina.
– Voglio dire che non voglio parlare nè con voi nè tantomeno con Killian di quello che è successo a Capodanno. – rispose infine Emma.
– Ok, non voglio tormentarti sull’argomento, anche perchè immagino che tu ci abbia pensato molto in questi giorni, ma è abbastanza evidente che tu e Captain Eyeliner vi piacciate. – decretò Regina.
– Dici? Eravamo entrambi ubriachi quella sera. –
– Credimi, quello non era un bacio da amici. Avevate bevuto, ma non così tanto da non rendervi conto delle vostre azioni. –
– Perchè le cose devono essere così complicate? – sbuffò Emma. – Non bastava essere nuova all’ultimo anno di liceo, dovevo anche invaghirmi di uno come Killian. –
– Al cuore non si comanda, tesoro. A volte gioca brutti scherzi. – disse a quel punto Ruby, che fino a quel momento era stata in silenzio.
– Cosa intendi dire? – domandò subito Regina, interessata. Anche Emma si voltò verso di lei, curiosa.
– Ecco… potrei aver baciato una ragazza la notte di Capodanno, e potrebbe essermi piaciuto. – spiegò incerta Ruby.
– E’ stato un semplice bacio da ubriache o c’è dietro qualcos’altro? – domandò Emma.
– Abbiamo parlato per quasi tutta la sera, mentre voi ballavate, e mi sono trovata davvero bene con lei. A mezzanotte lei mi si è avvicinata per baciarmi e io ho risposto al bacio. Non so se sia stato l’alcool o altro, ma mi è piaciuto. Alla fine mi ha lasciato anche il numero, ce l’ho ancora. –
– Hai mai provato attrazione per qualche ragazza? – chiese Regina.
– Ho pensato che alcune ragazze fossero carine, ma nulla di più. Con Dorothy, così si chiama, mi sono trovata bene, e in fondo volevo anche io quel bacio. –
– Beh, forse non sei così etero come credevi. – suppose Regina.
– Non mi vergognerei se fossi lesbica o bisessuale, tutt’altro, però non ho mai pensato che potessi esserlo. – spiegò Ruby.
– Prova ad uscire con lei, magari essendo sincera sulla tua confusione. Credo che frequentarla potrà chiarirti meglio. – suggerì Emma.
– Non vorrei ingannarla o altro, ecco. Mi dispiacerebbe ferirla. Se poi capissi di essere etero, e mi rendessi conto che l’attrazione nei suoi confronti era stato solo un prodotto dell’acool? –
– Per questo devi essere sincera. Non ti ci devi mica sposare o altro, basta uscirci qualche volta, anche solo per parlare. Spiegale la tua confusione, e prova a conoscerla meglio per vedere se è solo attrazione per l’alcool o se c’è qualcos’altro. – spiegò Emma.
– CI proverò, grazie. – era sinceramente sollevata dalla reazione delle amiche.
– Ehi, siamo qui per questo. – la tranquillizzarono le altre.

Killian aveva ricordi piuttosto confusi sulla notte di Capodanno, ma di una cosa era certa: aveva baciato Emma. Anzi, si era letteralmente fiondato sulle sue labbra.  Nel profondo sapeva il motivo del suo gesto: era attratto dalla ragazza, e anche molto. Non avrebbe dovuto baciarla così, però. Non era giusto nei confronti di Emma e neanche dei suoi. In fin dei conti stava ancora con Milah, anche se le cose con lei erano sempre più complicate ultimamente, e non voleva invischiare Emma in quella crisi di coppia più di quanto non lo fosse già. Perché da quando la bionda era entrata nella sua vita, Killian stava rivalutando tutto ciò su cui si basava la sua esistenza: era riuscito a mostrarsi a lei per ciò che era, anche se ancora molto aveva da raccontarle; si rendeva conto che Milah non era affatto la ragazza per lui, e che la loro relazione non era così sana (e i continui tradimenti non giovavano affatto alla cosa); e stava imparando a fidarsi di qualcuno che non fosse il suo migliore amico (perché in fondo non si fidava nemmeno della sua ragazza).
– Un penny per i tuoi pensieri. – la voce di Neal interruppe il flusso di pensieri.
– Buongiorno, Neal. – lo salutò Killian.
– Buongiorno. Come stai? Non ti ho visto molto in questi giorni. –
– Mmm, diciamo che ho avuto molto su cui riflettere. – commentò il chitarrista.
– Tipo sul bacio con Emma? – ipotizzò Neal.
– Anche. Ho sbagliato a baciarla, non è giusto. –
– Senti, Kil, ci siamo accorti tutti che vi piacete. Perchè non puoi semplicemente lasciare Milah (che chiaramente non è la ragazza per te) e metterti con Emma? –
– Non è così semplice. Milah é sempre stata la mia ragazza, e per quanto non sembri, ci tiene davvero a stare con me. Non so se posso lasciarla dopo così tanto tempo senza conseguenze. Sai com’è fatta Milah. – spiegò abbattuto Killian.
– Io lo so, ma devi anche pensare a te stesso, una volta ogni tanto. Vale davvero la pena perdere la possibilità di stare con una come Emma per rimanere con Milah? – domandò Neal. In quel momento suonò la campanella. – Io vado a lezione, tu pensaci. – disse poi, allontanandosi.
Qual’era la cosa migliore da fare? 

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