Cardiac love (8° capitolo)

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Capitolo 8
Quattro chiacchiere fra amici

 

Everybody talks, everybody talks
Everybody talks too much
(Neon Trees, Everybody talks)

Il giorno successivo alla serata karaoke, Patty andò a casa di Caitlin per un pomeriggio tra amiche.
– Allora, Cait, come stai? – domandò all’amica, tenendo tra la mani la tazza fumante di thè che la dottoressa le aveva dato poco prima.
– Sto bene, sto imparando a gestire anche le nausee. –
– Ne sono felice. Wells sa della tua gravidanza? –
– No, ancora no. – rispose Caitlin, abbassando lo sguardo.
– Credo che dovrai dirglielo, prima o poi. E’ vero che non vuoi tenere il bambino, ma comunque dovrai sopportare nove mesi di gravidanza. Ti può alleggerire anche il lavoro. –
– Finchè ne sarò in grado lavorerò, non voglio pesare sulle spalle di nessuno. Se io lavorassi di meno, quello che non faccio andrebbe sulle spalle tue e del resto del personale medico. Già abbiamo tanto da fare, non voglio pesare su nessuno. –
– Non dirlo nemmeno per scherzo. Non saresti affatto un peso, ok? – rispose subito Patty. – Piuttosto, che mi dici di Barry? Eravate molto carini ieri. – aggiunse poi, con tono malizioso.
Caitlin avvampò dall’imbarazzo. – E’-è solo un buon amico. Sì, insomma, è molto carino con me, e mi è stato vicino i primi giorni dopo la scoperta della gravidanza, ma niente di più. –
– Scusami, ma non me la racconti giusta. So che è passato davvero troppo poco tempo dalla morte di Ronnie, ma ho visto come guardi Barry. Sei sicura di non esserne interessata, nemmeno per un pochino? –
– Non lo so, Patty, davvero. Ancora devo superare la morte di Ronnie, e devo portare avanti la gravidanza. Non me la sento di provare a stare con qualcuno. – rispose la ragazza.
– Lo so, e hai ragione, però almeno pensaci. Barry è davvero un bravo ragazzo, e non ti farebbe mai del male. Mi sembra la persona giusta per provare a ricominciare. E con te è stato davvero dolce. –
– Beh, so per certo che è innamorato di un’altra. –
– Iris, vero? – chiese Patty. – Ehi, era abbastanza evidente! – aggiunse poi, vedendo l’occhiata interrogativa di Caitlin.
– Sì, è Iris. – replicò la ragazza.
– Da quello che ho visto lei è davvero innamorata del suo ragazzo, quell’Eddie. Però non si sa mai, non la conosco così bene. –
– Non lo so, davvero. –
– Ora però non voglio musi lunghi! Ho portato un paio di stagioni di The mentalist. Che ne dici di una piccola maratona? – propose Patty, tirando fuori i cofanetti.
– Ti adoro! – esclamò Caitlin.

Barry si era divertito davvero molto la sera precedente, al karaoke. Non era un ragazzo solitario, ma non aveva mai avuto molti amici a parte Iris. Andava sempre d’accordo con tutti, ma realmente non era amico di nessuno. Per questo era stato felice di conoscere persone come Caitlin, Cisco e Patty. Con loro riusciva a divertirsi senza problemi, senza pensieri.
Gli era anche piaciuto cantare di nuovo. Da quando aveva lasciato il college (anche lì aveva fatto parte di un coro) si limitava a cantare sotto la doccia. Non che fosse un cantante provetto, ma gli piaceva farlo. Gli era piaciuto cantare anche con Caitlin. Si era sinceramente affezionato a quella ragazza. Sembrava averne passate tante, ma nonostante ciò ne stava uscendo davvero bene.
Era anche onorato dal fatto che, pur se per caso, la ragazza avesse raccontato proprio a lui per primo della gravidanza. Si era fidata di lui, e di certo Barry avrebbe fatto il possibile per non far venir meno questa fiducia.
I suoi pensieri furono interrotti all’improvviso da una voce. Era Iris.
– Ciao Barry! – lo salutò. – Tuo padre dov’è? Solitamente è sempre a casa a quest’ora. –
– Ha avuto un’emergenza ed è partito prima. –
– Oh, mi dispiace. Spero che non sia nulla di grave. –
– Non lo so con esattezza, te lo saprò dire meglio quando rientra. –
– Comunque ero venuta a riportarti la giacca, l’avevi lasciata nella mia auto ieri sera. –
– Oh, grazie! Sai, avevo un po’ bevuto e non ci ho pensato. Avevo proprio la testa da un’altra parte. – rispose Barry.
– Sicuro che fosse solo per l’alcool? –
– Cosa vuoi dire? – chiese Barry.
– A me pare di aver visto dell’interesse per Caitlin, specialmente dopo che avete cantato insieme. Eri… strano. Sai che a me puoi dire tutto. Ti piace Caitlin? –
– Siamo solo buoni amici, e comunque non credo che per lei sia il momento migliore per iniziare una relazione. –
– So che non sta passando un buon periodo, ma è una ragazza forte, riuscirà a superarlo. E comunque anche a lei non sei indifferente. –
– Te l’ho detto, siamo solo amici. –
– Nah nah, con me non attacca. Ci capisco di certe cose! –
– Sì, come con Billy Walters in prima media. – la rimbeccò Barry divertito.
– Non vale, come potevo immaginare che in realtà si era preso una cotta per te?! – replicò Iris, fintamente offesa.
Il ragazzo non rispose, scoppiò solo in una risata, seguito poco dopo da Iris.

Cisco sapeva che avrebbe dovuto parlare con Kendra, prima o poi. Glielo avevano ricordato anche i suoi amici la sera prima. La loro lite non era stata del tutto colpa sua, ma le orribili parole che gli erano uscite dalla bocca sì.
Era davanti al portone del palazzo dove viveva la ragazza, indeciso se suonare o no. Alla fine si fece coraggio, era inutile rimandare.
– Sì? – domandò la ragazza dal citofono.
– Sono Cisco. –
Non arrivò nessuna risposta, ma la porta venne aperta.
Cisco entrò nell’ascensore e raggiunse l’appartamento della sua (ex?) ragazza.
– Ciao Cisco. – lo salutò lei, quasi con un sussurro.
– Ciao Kendra. Posso? –
La ragazza si spostò per permettergli di entrare in casa.
– Volevo scusarmi per quello che ti ho detto l’altro giorno. E’ vero, mi sono sentito tradito nell’apprendere la notizia del tuo possibile trasferimento all’ultimo, ma non avevo il diritto di urlarti in quel modo. Mi ha ferito sapere che non hai abbastanza fiducia in me. – spiegò l’infermiere.
– No, avevi ragione. Ho sbagliato a non dirtelo, sei il mio ragazzo, avevi diritto di sapere. – rispose Kendra, abbassando lo sguardo.
– Sono ancora il tuo ragazzo? – domandò Cisco.
– Non lo so, tu lo vorresti? –
– Quindi spetta a me scegliere, eh? – commentò il ragazzo con un sorriso amaro. – Senti Kendra, ovviamente ti amo ancora, ma non credo che le relazioni a distanza funzionino, mai. Credo sia giusto lasciarti libera, in qualche modo, di lasciarti affrontare questo nuovo lavoro senza legami con Central City. – disse Cisco, non senza difficoltà.
– Ma Cisco… – provò a controribattere.
– Se non me l’hai detto evidentemente in cuor tuo sapevi che avresti affrontato questa cosa da sola. Ti auguro il meglio, Kendra, davvero. –
La ragazza era visibilmente stupita. Di certo non si aspettava di essere lasciata. – Posso abbracciarti, almeno? Voglio salutarti come si deve. – riuscì a mormorare.
– Certamente. Non ti potrei mai negare un abbraccio. – replicò Cisco, con un piccolo sorriso.
I due si abbracciarono, e Cisco baciò delicatamente la guancia di Kendra, prima di andarsene e di chiudersi dietro la porta del suo appartamento, per un’ultima volta.

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