Open up again I believe in second chances (16° capitolo)

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Capitolo 16
Separazione

 

When you walk away I count the steps that you take
Do you see how much I need you right now?
(When you’re gone – Avril Lavigne)

New York/Swan Valley (Idaho), Gennaio 2015

Arrivato a Swan Valley, la città sede del commissariato di polizia che si occupava del caso, KIllian era entrato subito nello spirito dell’indagine. All’aeroporto era stato raggiunto dal poliziotto (o meglio dire, poliziotta) che aveva preso in carico l’indagine, una certa Merida DunBroch, una donna molto decisa dai capelli rosso fuoco.
Merida lo aveva portato direttamente in commissariato, raccontandogli tutti gli ultimi sviluppi. Erano riusciti a reperire i filmati della sorveglianza e a vedere i volti dei sospettati, ma il riconoscimento facciale non aveva portato a nulla. I due sospetti non risultavano nell’archivio dell’Idaho.
– Proviamo nel registro dello stato di New York. Inviamo i dati nel mio commissariato e vediamo se, Robin, il mio partner, trova qualche riscontro nel CODIS. – propose Killian, inviando una mail a Robin con tutti i dati del caso.
Per loro fortuna, la ricerca di Robin fu piuttosto breve, i risultati da New York giunsero in fretta.
– Robin dice che i due sospettati risultano essere un certo Greg Mendell e Tamara Williams. Il vero nome dell’uomo è Owen Flynn, ed ha un passato di piccoli crimini, niente di così eccessivo. La donna risulta nel CODIS solo per una multa per eccesso di velocità, nulla di particolarmente rilevante. – spiegò Killian, commentando la mail ricevuta da Robin.
– Non mi sembrano delle persone disposte ad uccidere, non sono grandi criminali. Mi sembra tutto troppo strano. – commentò Merida.
– L’ipotesi mia e di Robin è che ci sia qualcuno dietro. In tutti i furti che hanno compiuto sembrava tutto studiato alla perfezione, non abbiamo mai trovato la minima traccia. –
– Si sono fregati alla fine. Qui non accadono grandi crimini, ma se c’è una cosa che ho imparato è che anche i più grandi criminali prima o poi si fregano. Non era il grande Al Capone ad essere stato fermato per una semplice evasione fiscale? – replicò Merida.
– Sì, era lui. – rispose Killian, con un sorrisetto. – Secondo me conviene trovare Mendell e la Williams, così da riuscire ad arrivare al mandante dei crimini. Non si saranno allontanati poi di molto, setacciamo tutti i motel e gli alberghi, di sicuro si saranno fermati da qualche parte. – propose poi.
– Ottima idea! Sei il partner più sveglio che abbia mai avuto, Jones. – rispose Merida, iniziando ad inviare un avviso a tutti gli alberghi dell’Idaho.
– E’ un tentativo di abbordaggio, DunBroch? – domandò Killian, divertito.
– Decisamente no, ti assicuro che non sei il mio tipo. Poi credo che tu abbia già una donna tra i tuoi pensieri. – commentò Merida.
– In realtà sono due. – mormorò lui.
– Frena, cosa hai detto? Ora voglio sentire tutta la storia. – replicò immediatamente la donna.
– E’ piuttosto lunga, e noi dobbiamo lavorare. – rispose il poliziotto, cercando di chiudere il discorso.
– Bisogna aspettare la risposta degli alberghi, e di sicuro non accadranno grandi crimini oggi. –
Killian si convinse a parlare. Forse un parere esterno alla vicenda gli avrebbe chiarito i dubbi che lo assalivano. – Va bene, ti racconterò tutto. – sospirò, iniziando a raccontare la vicenda.
Ci volle un’ora abbondante per raccontare tutto, e a Merida ci volle qualche minuto per metabolizzare il tutto.
– Quello che posso dirti, da esterna, è che tu sei innamorato di Emma, lo sei davvero. E’ vero, rivedere Milah ha fatto affiorare dei sentimenti che possono essere scambiati per amore (anche se non so come sia possibile, visto quello che ti ha fatto), ma solo perchè è stata il tuo primo amore. E’ normale provare certi sentimenti, ma non è vero amore. Da quello che mi hai raccontato, è abbastanza evidente il tuo amore per Emma. – disse Merida.
Proprio in quel momento il computer segnalò una risposta di uno degli alberghi contattati.
I due poliziotti si voltarono immediatamente, e lessero con gioia una risposta affermativa.
– Dobbiamo assolutamente chiedere allo staff dell’albergo di bloccarli nella loro stanza. – disse Killian.
– Li chiamo io. –
La donna contattò l’albergo, che si rese disponibili ad aiutarli.
– Merida, grazie. Mi hai aiutato a chiarirmi le idee.  – disse Killian, dopo che la donna concluse la chiamata.
– Figurati. – replicò quella, con un’occhiolino.

Killian era partito da due giorni, ed Emma cercava di concentrarsi sul lavoro . Non si era ancora del tutto ripresa dalla discussione con l’uomo: era rimasta davvero scossa dalle sue parole. Non sapeva con esattezza cosa fosse accaduto tra lui e Milah, ma non credeva che rivedere la donna facesse sorgere in lui i vecchi sentimenti verso la ex. Sapeva che l’uomo era confuso, e quindi la cosa migliore che potesse fare era darsi tempo per riflettere. In questo senso la partenza per l’Idaho era stata una benedizione. Non sapeva però le intenzioni di Milah: aveva notato una strana luce negli occhi della donna, e sembrava quasi infastidita di aver visto lei e Killian insieme. Forse era intenzionata a tornare con lui? Dopo tutto quel tempo? Secondo Ruby, Regina e Mulan era così, e le avevano consigliato di fare una chiacchierata con l’ex cheerleader.
Emma all’inizio nutriva qualche dubbio a riguardo, ma alla fine si era lasciata convincere. In fondo ora Killian stava con lei, nonostante il momento di crisi che stavano attraversando, e chiarire la sua posizione non sarebbe stata una cosa così negativa. Emma non era mai stata una compagna gelosa, ma se Milah non era cambiata dal liceo (e da quello che aveva visto sembrava così) era necessario prendere delle misure forti. Non voleva rischiare di prendere Killian.
L’unico problema era che non aveva un suo contatto. Aveva però il numero di Ashley. Essendo stata una delle organizzatrici del raduno, di sicuro aveva il suo numero. Decise di chiamarla.
– Pronto? –
– Ciao Ashley, sono Emma. Ti disturbo? –
– Oh, Emma! Certo che no, dimmi! – esclamò l’ex cheerleader.
– Mi chiedevo se avessi il numero di Milah, dovrei chiarire delle cose. –
– E’ per via di Killian? –
– C-come fai a saperlo? – domandò Emma, presa alla sprovvista.
– Vi ho visti al raduno, avevate un certo feeling. Inoltre, prima che arrivassi tu Killian mi ha chiesto se Milah sarebbe venuta. –
– Non ti facevo così perspicace. – commentò dolcemente la giornalista.
– Sai, sono stata anche aiutata molto da ciò che è accaduto il nostro ultimo anno di liceo. –
– Fra me e Killian non c’è stato nulla, e a quanto ne so lui e Milah si lasciarono. – disse Emma.
– Oh, non è questo. Dopo il nostro diploma giravano delle voci che Milah fosse incinta. Io non ho più visto nè Milah nè Killian dopo il liceo, ma me l’hanno raccontato. – spiegò Ashley.
– Grazie, Ashley. – mormorò Emma. – Posso avere quindi il numero di Milah? –
– Mi dispiace averti turbata, comunque ti mando il numero per messaggio. –
– Grazie. – concluse Emma.
La donna era sconvolta da quello che aveva sentito. Un figlio? Era per questo che Killian sembrava così legato a Milah? Non voleva dar credito a dei vecchi pettegolezzi, ma questo spiegava in parte il comportamento dell’uomo. Però gliene avrebbe parlato.
Emma era sempre più confusa, ma si convinse a chiamare Milah, era la cosa migliore.

– Allora, novità? – chiese una voce misteriosa ai due responsabili dei furti trasformatisi in doppio omicidio.
– Siamo arrivati quasi alla fine dell’Idaho. –
– Perfetto, non fatevi trovare. –
– Ma signora, i poliziotti ci troveranno. – si lamentò uno di loro.
– Allora bisogna arrivare alle maniere forti. – rispose tranquilla.
– E cioè? Cosa intende fare? –
– Bisogna colpire ciò che c’è di caro ai due poliziotti che indagano. – spiegò.

New York, Gennaio 2006

Killian sentiva di essersi tolto un peso dopo la rottura con Milah: non era più costretto a scegliere tra lei ed Emma, il destino aveva scelto per lui.
Anche inconsciamente, dato che era tipico del suo modo di fare, non aveva mai negato il suo apprezzamento per la bionda, e piano piano, grazie anche all’aiuto di Neal, si era reso conto che quello che provava per Emma forse era qualcosa di più di una semplice attrazione. Ora era libero di dirglielo. Aveva però bisogno di quache consiglio da parte del suo migliore amico
– Buongiorno, Neal. – disse, avvicinandosi all’armadietto del ragazzo.
– Buongiorno a te. Come stai? – chiese l’altro.
– Per la rottura con Milah? Bene. Ho capito che non aveva più senso stare insieme: lei continuava a tradirmi, e io ho iniziato a provare dei sentimenti per un’altra. –
– Sono felice che tu l’abbia presa così. A proposito di Emma, cosa intendi fare? – domandò Neal.
– Volevo proprio chiederti un consiglio. Vorrei dirle ciò che provo per lei. Come posso fare? –
– Cosa provi esattamente per lei? –
– Nn prendermi per uno stupido sdolcinato, ma mi piace, e anche molto. –
– Felice di sentirtelo dire. Il consiglio che ti posso dare è semplicemente di dirglielo, senza tante macchinazioni. – propose Neal.
– Non eri tu il re delle macchinazioni? – chiese Killian divertito. – Comunque grazie mille, amico. –
– Figurati. –

Quel giorno Emma fu stranamente convocata dalla consulente, una donna molto affabile, miss Ghorm. Non era mai stata chiamata dalla consulente, e le sembrava molto strano.
– Mi cercava, miss Ghorm? – chiese la ragazza, affacciandosi alla porta della consulente.
– Sì, Emma, accomodati. – rispose lei. – So che hai inviato una lettera alla Berkley per essere ammessa il prossimo autunno. – esordì poi.
– Sì, è in assoluto la mia prima scelta. –
– Beh, hai avuto buone notizie. Proprio stamattina mi hanno comunicato che un esaminatore della Berkley oggi pomeriggio vuole fare un colloquio con te. – spiegò la donna, entusiasta.
– Ma è fantastico! –
– Assolutamente! Si è reso disponibile ad incontrarti dove preferisci, infatti mi ha detto di lasciarti il suo numero, così che vi possiate mettere d’accordo. –
– Grazie, miss Ghorm. –
– Figurati! E buona fortuna! – le augurò la consulente.
Uscita dall’ufficio, Emma chiamò subito i suoi genitori, che si mostrarono emozionati della notizia, e che la invitarono a chiamare subito l’esaminatore.
Chiusa la conversazione con i suoi genitori, Emma si affrettò a contattare l’uomo, che dalla voce sembrava molto giovane e disponibile e che concordò un incontro allo Spotlight Diner nel pomeriggio.
Inutile dire che la ragazza passò il resto della giornata preda dell’ansia. Non fece però parola con le sue amiche, voleva prima capire cosa ci fosse sotto.

Terminata la giornata scolastica, Emma si fiondò allo Spotight Diner. Di fronte al locale, ad attenderla, c’era un uomo di neanche trent’anni, dall’aria sveglia e dall’aspetto piuttosto attraente.
– Emma Swan? – le domandò.
– Piacere di conoscerti, sono Cyrus Genie, e sono qui per fare un colloquio riguardo alla tua ammissione alla Berkley. –
– Oh, il piacere è mio, signor Genie. – rispose Emma, piuttosto stupita dal trovarsi a fare un colloquio con un ragazzo così giovane.
– Chiamami pure Cyrus, sono un semplice dottorando. Vogliamo entrare e parlare un attimo? – propose il giovane uomo.
– Certamente. –
I due presero un tavolino, e decisero di accompagnare la conversazione con una cioccolta calda (quella di Emma era rigorosamente con l’aggiunta di cannella).
– Emma, abbiamo deciso di fare un piccolo colloquio con te per chiarire delle cose riguardo la tua ammissione al college. – esordì Cyrus.
La ragazza era sempre più agitata.
– Abbiamo visto i tuoi voti eccellenti, e abbiamo letto con molto piacere i tuoi scritti. Sono davvero fantastici. Per questo, ti vorremmo proporre un’ammissione anticipata al college, con vitto compreso. – proseguì lui.
– Dice davvero? –
– Assolutamente sì. Ti diplomerai in anticipo, e potresti già iniziare ad anticiparti degli esami. Ci sono dei corsi estivi per studenti meritevoli, e tu sei sicuramente una di questi. –
– Con quanto anticipo mi diplomerei? – chiese Emma.
– Ecco, dovresti partire per metà marzo. So che è una decisione importante, ma pensaci. Parlane con i tuoi genitori, e cerca di capire se è una buona cosa per te. Se dirai di no, saremo comunque felici di aspettarti a settembre. –
– Non vorrei rinunciare a una simile opportunità, ma voglio comunque pensarci un attimo. – rispose la ragazza.
– Giustissimo. Appena hai preso la tua decisione facci sapere. Puoi anche inviare una mail direttamente a me, sono il vice responsabile delle ammissioni. –
– Grazie per l’opportunità. –
– E’ giusto premiare il merito. – replicò dolcemente Cyrus.

Killian aveva deciso che il giorno dopo avrebbe parlato con Emma. Voleva però schiarirsi le idee, perciò decise di fermarsi a prendere un caffè allo Spotlight Diner prima di andare a casa.
Arrivato al di fuori del locale, però, Killian notò qualcosa di inaspettato: in uno dei tavolini del locale, Emma stava chiacchierando con un ragazzo piuttosto attraente. La ragazza aveva una strana luce negli occhi, era sinceramente felice. Sembrava un appuntamento. Killian non potè fare altro che andarsene, ferito.

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