Cardiac love (11° capitolo)

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Capitolo 11
Caffè e colpi di fulmine

 

Non saprei dirti se ti ho amato dal primo momento in cui ti ho visto, o se è stata la seconda, la terza o la quarta volta. Ma ricordo il primo momento in cui ti ho guardato venire verso di me e mi sono reso conto che il resto del mondo sembrava sparire quando ero con te.
(Cassandra Clare)

Quel giorno Cisco doveva andare a consegnare delle provette al laboratorio analisi per un paziente. Non ci andava da un po’, e in effetti era strano dato che fra i compiti degli infermieri c’era anche quello.
– Ciao Megan! – disse, rivolto a una delle ragazze che lavoravano nel laboratorio.
– Ciao Cisco! Quanto tempo! – commentò lei.
– Siamo stati un po’ impegnati in reparto. – spiegò lui.
– Non dirlo a noi! Cosa ci porti oggi? – chiese la ragazza a quel punto.
– Urine. –
– Le mie preferite. – replicò lei ironicamente, regalando una risata a Cisco.
– Jesse! – esclamò a quel punto Megan.
Subito una ragazza che aveva superato da poco i vent’anni arrivò.
– Jess, occupati tu di queste urine. – le disse l’altra.
– Certamente. – rispose l’altra.
– C-ciao, io sono Cisco. – balbettò il ragazzo. Era rimasto profondamente colpito dalla ragazza: aveva l’aria molto dolce e intelligente, oltre al fatto che era davvero molto carina. Erano questi i colpi di fulmine? Non lo sapeva, ma qualsiasi cosa fossero, erano davvero piacevoli.
– E’ un infermiere di chirurgia. – spiegò Megan.
– Oh, allora lavori con mio padre. – replicò Jesse.
– Tuo padre? – chiese immediatamente Cisco, che nel frattempo si era ripreso.
– Sì, il primario Wells. –
– Oh, certo! – esclamò Cisco, nascondendo l’imbarazzo. – Il primario! Beh, credo proprio di dover andare, su in reparto abbiamo tanto lavoro che ci aspetta. Buona giornata, ragazze! -conlcuse velocemente, uscendo dal laboratorio di analisi.
Arrivato nell’ascensore, si permise di maledirsi mentalmente. Poteva essere così sfortunato? L’unica ragazza per cui aveva provato attrazione dopo Kendra era la figlia di Wells, il suo capo! Era ancora più sconvolgente del fatto che qualcuno avesse deciso di fare figli con Wells! Era un gran medico, ma Cisco non ce lo vedeva proprio nelle vesti di padre!
Arrivato in reparto, era ancora visibilmente imbarazzato. Fu intercettato da Barry e Caitlin. A proposito, distratto dalla sua situazione con Kendra non ci aveva più pensato, ma sapeva che fra i due c’era qualcosa, doveva assolutamente scoprirlo.
– Ehi, Cisco, cos’hai? – gli chiese la ragazza.
L’infermiere si accertò che non ci fosse nessuno intorno prima di parlare. – Lo sapevate che Wells ha una figlia? – sussurrò.
– Una figlia? – domandarono stupiti entrambi.
– Già, lavora al laboratorio analisi. Ecco… ci stavo per provare. – mormorò Cisco.
I due a quel punto non poterono trattenere una risata.
– Non puoi dire sul serio! – esclamò Barry.
– Non sapevo chi fosse, ok? Comunque promettetemi che non uscirà una parola dalle vostre bocche! –
– Promesso. – dissero solennemente.
– Però non puoi negare che è divertente. – concluse Barry, prima di ricevere una gomitata da Cisco, e regalando così un’altra risata Caitlin.
Cisco se ne andò, e anche Barry stava per fare lo stesso, ma fu fermato da Caitlin.
– Barry, aspetta. –
Il ragazzo si voltò.
– Cos’hai? Mi sono accorta che in questi giorni sei strano, è successo qualcosa in particolare? – gli chiese Caitlin.
– No, niente, davvero. – balbettò Barry. Era ovvio che fosse successo qualcosa, con la storia di sua madre, ma non sapeva se fosse il caso di parlarne nei corridoi di un ospedale, l’ospedale dove probabilmente sua madre era stata uccisa.
– Andiamo, so che non ci conosciamo da tanto, ma sai che di me ti puoi fidare. Non ti voglio certamente obbligare, ma se ti devi sfogare io ci sono. – disse la ragazza.
Barry ci pensò un attimo. Alla fine non era una cattiva idea, si fidava di Caitlin. – Sai che ti dico? Ti racconto tutto di fronte a una tazza di caffè. – propose Barry.
– Ci sto. –
– Fantastico, a dopo, allora! –
Anche Caitlin aveva delle grosse novità da raccontare, per questo aveva accettato ben volentier la proposta di Barry: una coppia sembrava interessata all’adozione, e non vedeva l’ora di conoscere la ragazza. Caitlin ne era felice, ma questa notizia rendeva tutto più reale, più vero: stava per dare in adozione suo figlio. Sapeva che era la decisione giusta, ma questo non le impediva di starci male, era pur sempre suo figlio, il frutto del suo amore con Ronnie.

Barry e Caitlin si incontrarono fuori dal reparto non appena finirono il turno. Decisero di prendere il caffè al bar di fronte l’ospedale, piuttosto che quello interno, sarebbe stato di certo più discreto.
– Allora, cos’è successo? – chiese Caitlin, una volta che si furono accomodati.
– Ho scoperto delle cose riguardo alla morte di mia madre, e c’è il sospetto che sia stata uccisa. – sputò fuori Barry.
– Dici davvero? C-come è successo? – domandò la ragazza, che non si aspettava sicuramente una notizia del genere.
Barry sospirò. Sua madre era morta da molto tempo, ormai, ma per lui era sempre difficile parlarne. – Quando avevo cinque anni, mia madre si ammalò improvvisamente di tumore. Stette per molto tempo all’ospedale, inutilmente. Tentarono molte cure, ma il tumore era troppo diffuso, non riuscirono a salvarla. Almeno, questo è quello che mi hanno sempre raccontato. Circa una settimana fa, infatti, una delle pazienti ricoverate in reparto mi ha riconosciuto. Mi ha detto che lavorava come donna delle pulizie in ospedale nel periodo in cui era ricoverata mia mamma, per questo si ricordava di me. Però mi ha anche detto che al tempo si vociferava che mia madre fosse stata uccisa. –
– Caspita, immagino non sia facile da digerire. – commentò la dottoressa. – Cosa intendi fare, quindi? –
– Indagherò. Iris già mi sta dando una mano, in questi giorni abbiamo iniziato a controllare tutti i documenti relativi alla morte di mia madre. Stiamo cercando il nome del medico, anche per avere un punto di partenza. – spiegò Barry.
– Sono dei vostri. Dimmi se ti posso essere utile per qualcosa, potrei cercare qualche documento utile nell’archivio dell’ospedale. –
– Lo faresti davvero? – domandò commosso Barry.
– Certo, sono tua amica, non potrei mai lasciarti solo in un momento del genere. E poi ammetto di aver bisogno di un po’ d’azione. Non voglio affossarmi sulla gravidanza. – ammise con sincerità.
– Mi sembra giusto. Una mano in più ci può far comodo, grazie Cait. –
– Figurati, Barry. – replicò la ragazza.
– A proposito, come va con la gravidanza? –
– Forse c’è una coppia interessata ad adottare il bambino. –
– Ma è fantastico! – esclamò Barry.
– Sì, l’assistente sociale me li ha descritti come una coppia molto stabile e in buone condizioni economiche. Insomma, le persone ideali. Però sta diventando tutto così reale, capisci? Non voglio tirarmi indietro, ma adesso, per la prima volta, capisco davvero che darò via il mio bambino. – spiegò lei.
– Ascoltami Cait. Lo sapevi che non sarebbe stato facile, ma pensa che è la decisione giusta per il tuo bambino. Gli stai regalando un futuro sereno. Anche se non potrai crescerlo tu, sai che vivrà in una famiglia felice, che lo farà diventare un’ottima persona. Non dimenticartelo mai. –
– Grazie Barry. – mormorò, con gli occhi ormai lucidi. – Da quant’è che sei diventato così saggio? – aggiunse poi, con un tono provocatorio.
– Ehi, così mi offendi! Lo sono sempre stato! – replicò lui, fintamente offeso.

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