Cardiac love (13° capitolo)

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Capitolo 13
Primi baci

 

Kiss me like you wanna be loved
You wanna be loved
You wanna be loved
This feels like falling in love
Falling in love
We’re falling in love
(Ed Sheeran – Kiss me)

Caitlin e Ronnie uscivano insieme da un paio di settimane, e la ragazza era davvero felice. Non era ancora scattato nulla fra di loro, nemmeno un bacio, ma i due erano davvero in sintonia su molte cose.
Proprio in quel momento, Caitlin stava aspettando Ronnie all’ingresso dell’università. La lezione del ragazzo sarebbe finita a minuti, e i due avevano in programma una passeggiata al parco.
Ronnie arrivò dopo un paio di minuti, con un sorriso stampato sul volto.
– Scusami per il ritardo, il professore non finiva più di parlare. –
– Nessun problema, non ti sto aspettando da molto. – lo tranquillizzò lei.
– Meglio così. Allora, vogliamo andare? – propose a quel punto il ragazzo.
– Certo. –
Ronnie e Caitlin si diressero verso il parco, e iniziarono a percorrerlo con una lunga passeggiata. Era da poco iniziato ottobre, e ancora non era così freddo. Le fronde degli alberi iniziavano ad imbiondirsi, ma ancora l’autunno era solo alle porte. La ragazza amava quel tipo di atmosfera.
Ad un certo punto i due decisero di prendere un gelato, avevano bisogno di qualcosa per rinfrescarsi.
. Ehi, Caitlin, hai la bocca sporca di gelato. – disse Ronnie, mentre stavano passeggiando gustandosi i freschi coni.
– Oddio, scusami! Che figuraccia! – borbottò lei, imbarazzata, iniziando a cercare un fazzoletto nella sua borsa.
– Non preoccuparti, ci penso io. – mormorò a quel punto Ronnie, avvicinando dolcemente le labbra a quelle dell’altra per unirle in un bacio.

Cisco era rimasto molto colpito dalla figlia di Wells, Jesse. Odiava ammetterlo, perché se il primario l’avesse scoperto l’avrebbe di certo scuoiato vivo, ma l’aveva trovata molto carina, e non si sarebbe dispiaciuto se l’avesse rivista. Per questo si propose subito di portare giù al laboratorio analisi il sangue prelevato dai pazienti in reparto al posto di Snart, che appariva visibilmente scocciato di scendere ai piani inferiori.
– Non ti sei mai proposto di scendere al laboratorio analisi. Cos’è cambiato, Ramon? – domandò Snart, stranamente sospettoso.
– N-niente. – balbettò Cisco. – Vogli solo uscire un attimo da qui, per cambiare aria, sai. –
– Sarà. Alla fine non mi importa un granchè di quello che fai, vai pure. – disse infine, allontanadosi per tornare alle sue mansioni.
Cisco tirò un sospiro di sollievo. Non che Snart gli avesse detto chissà cosa, ma quell’infermiere lo inquietava molto.
A quel punto si diresse verso il laboratorio analisi.
– Ciao Megan! – salutò il ragazzo. Non vedeva Jesse da nessuna parte, ma cercò di non mostrarsi deluso. In fondo, non era scontato che ci fosse.
– Ehilà Cisco! Cosa ci porti di bello? –
– Sangue. –
– Ok, dammi qua, mi metto subito al lavoro. – replicò Megan. – Sai, è un peccato che Jesse oggi non ci sia, l’avresti potuta incontrare. – buttò là poi.
– C-cosa? – domandò stupito Cisco. Di certo non se l’aspettava.
– Jesse. – ripetè l’altra. – Non dirle che te l’ho detto, ma è rimasta molto colpita da te. Credo che abbia una cotta per te. –
– Oh, beh, trovo anche io che Jesse sia molto carina. – borbottò il ragazzo, rosso come un peperone. – Ora scusami, ma devo tornare al lavoro. – fiondandosi fuori dalla porta alla velocità della luce.
– Certo certo. Buon lavoro, Cisco. – lo salutò Megan, divertita. Era evidente che anche Cisco si era preso una bella cotta.

Da quando Iris gli aveva rivelato il nome del medico che probabilmente aveva ucciso sua madre, Barry passava ogni momento libero cercando informazioni nei suoi confronti. Sembrava che Wells potesse sapere qualcosa, ma il ragazzo non era sicuro di chiederglielo. Non sapeva se fidarsi di lui, nonostante quello che gli aveva detto Caitlin. Voleva avere più informazioni prima di coinvolgerlo. Anche la ragazza lo stava aiutando molto nella sua ricerca. Barry era grato a Caitlin del suo aiuto. Sapeva che la dottoressa stava passando un momento molto difficile, ma si era fatta coinvolgere nella piccola indagine con moltissimo entusiasmo. Così facendo, Barry stava avendo anche l’opportunità di passare del tempo con lei, e doveva ammettere che gli piaceva farlo. Caitlin era una ragazza molto dolce e intelligente, e Barry stava scoprendo dei lati del suo carattere che apprezzava sinceramente. Nonostante la pesantezza della situazione, infatti, spesso durante le loro ricerche scappava una risata, e i due nemmeno si accorgevano delle ore che passavano. L’unica altra persona con cui Barry si era sentito così era Iris, ma con lei le cose erano facilitate dal fatto che erano praticamente cresciuti insieme, quasi come fratelli. Ecco, più conosceva Caitlin, più si rendeva conto che forse il rapporto con Iris era più simile a quello tra fratello e sorella che a quello tra due possibili fidanzati. Non ci aveva mai riflettuto, e aveva sempre scambiato il forte affetto per Iris per amore (forse anche perchè non aveva mai amato nessuna), ma da quando aveva conosciuto Caitlin, e sentendo ancora l’amore che traspariva quando parlava del suo Ronnie, si era reso davvero conto di cosa fosse l’amore. Non sapeva se quello che provava per Caitlin fosse amore, ma era certo di tenere davvero alla ragazza, e in qualche modo era consapevole che anche Caitlin teneva a lui. Ma era ancora troppo innamorata del suo Ronnie per amare qualcun altro, questo Barry lo sapeva.

Barry, Iris e Caitlin si erano dati molto da fare per cercare qualcosa sul dottor Eiling. Se avessero scoperto in cosa era stato coinvolto tanto da essere cacciato dall’ospedale, forse sarebbero riusciti a capire perché Nora Allen era stata uccisa. Avevano provato a cercare delle informazioni su internet, ma non risultava nessun dottor Eiling, sembrava completamente sparito.
Un giorno, però, Caitlin arrivò con una probabile pista. Suggerì di dare un’occhiata ai vecchi documenti chiusi in archivio, forse avrebbero potuto trovare qualcosa. Per quel giorno erano solo lei e Barry, Iris era fuori con Eddie.
I due allora, approfittando del fatto che quel giorno in reparto non c’era quasi nessuno (era domenica, e per fortuna non c’erano state urgenze), scesero nel piano interrato, dove era stato allestito l’archivio dell’ospedale.
L’archivio era gestito dal signor Smith, un vecchietto che probabilmente era lì dai tempi della fondazione dell’ospedale.
– Cosa cercate? – domandò, evidentemente non aspettandosi qualcuno.
– Una vecchia cartella clinica. – disse Caitlin, inventando una scusa per non destare troppi sospetti.
L’uomo non rispose, si limitò a far loro cenno di entrare.
Barry e Caitlin allora si addentrarono per le file di scaffali polverosi, e iniziarono a cercare il fascicolo di Nora Allen e dei documenti relativi al dottor Eiling nel periodo in cui la donna era ricoverata.
Impiegarono più di mezz’ora per arrivare al punto in cui erano sistemati tutti i documenti che interessavano loro. Erano però nello scaffale più alto. Fortunatamente pochi scaffali più in là c’era uno scalandrino, e i due ne approfittarono.
Barry stava per salirci, ma fu interrotto dalla ragazza. – No, salgo io. E’ meglio che tu mi tenga lo scalandrino, ho paura che sia poco stabile. –
– Okay. –
Caitlin fece in tempo a prendere giusto quattro o cinque  fascicoli e di passarli a Barry prima di crollare miseramente a terra, proprio sotto il ragazzo. I due non si resero conto del gesto, ma in quel momento, così vicini, si sentivano fortemente attratti l’una dall’altro (in realtà inconsciamente forse lo erano sempre stati), e si ritrovarono ad unire le labbra in un bacio.
Pochi attimi dopo, quando realizzarono la cosa, scattarono in piedi, imbarazzati come non mai.
Presero i fascicoli che erano riusciti a recuperare e ritornarono velocemente in reparto, senza scambiarsi uno sguardo.

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