Cardiac love (15° capitolo)

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Capitolo 15
Il piano di Iris

 

L’iniziativa è meglio del riposo.
(Jim Rohn)

Iris e Patty avevano messo a punto un piano, e avevano deciso di attuarlo nel weekend.
La prima ad agire fu Patty. Approfittò di un momento in cui era da sola con Caitlin per proporre all’amica una serata fuori.
– Come mai questa proposta? – domandò curiosa Caitlin.
– Uhm, è da un po’ che non usciamo io e te, e credo che ne abbiamo proprio bisogno. – rispose Patty, con un sorriso.
– Ok, dove pensavi? –
– Il nuovo ristorante che ha aperto in centro, potrebbe essere una buona occasione per provarlo. –
– Oh, certo! Buona idea! –
– Perfetto, allora ci vediamo lì alle 20.30. –

Anche Iris riuscì ad attuare il piano, e convinse Barry (all’inizio un po’ restio) ad andare per quella sera nel medesimo locale.

La sera arrivò presto, e i quattro raggiunsero il locale. Le due coppie arrivarono insieme, e Barry e Caitlin furono piuttosto sorpresi di incontrarsi, non se l’aspettavano di certo.
– Bene, ora io e Patty ce ne andiamo. – disse a quel punto Iris.
– Ma che diavolo…? – domandò Barry, piuttosto confuso.
– Tu e Caitlin dovete parlare. – decretò la ragazza.
– E non osate tirarvi indietro, la cena è già pagata. – aggiunse Patty.
– Oh, la cena è a nome Allen. – concluse Iris.
E detto questo, le due si allontanarono, lasciando Caitlin e Barry da soli.
– Allora, che si fa? – domandò incerta la ragazza.
– Direi di entrare, ormai hanno pagato. – propose Barry, rosso come un peperone.
– Giusto. – mormorò lei.
Il posto all’interno era molto accogliente, tutto decorato di colori tenui. Essendo un giorno settimanale, non c’erano molte persone. Furono subito avvicinati da un cameriere.
– Avete premotato, signori? – domandò loro.
– Ehm, sì, a nome Allen. –
Il cameriere annuì, e li accompagnò in uno dei tavoli nascosti dietro ai separè. Poi si allontanò anche lui.
– Però, hanno fatto le cose in grande. – commentò quasi divertita.
– Avevi qualche dubbio a riguardo? – replicò Barry, con un sorriso.
– No, in effetti no. – ridacchiò Caitlin.
I due si accomodarono, non senza un po’ di imbarazzo.
– Senti, vorrei chiarire le cose con te. Non ce la faccio più di questo imbarazzo. – disse ad un certo punto Caitlin.
Barry tirò un sospiro di sollievo. – Grazie, non ne potevo più nemmeno io. – rispose, con un sorriso sollevato sul volto.
Caitlin nascose un sorriso. – Ecco, questo ultimo periodo per me è stato davvero difficile, ma anche se non ne sono ancora molto sicura, credo di aver iniziato a provare qualcosa per te. Mi sembra assurdo dirlo, dato sono passati pochi mesi dalla morte di Ronnie, ma sei la persona che mi è stata più vicina in questo periodo, e ho trovato in te un sincero appoggio. Se volessi ricominciare ad avere una relazione, saresti sicuramente tu la mia prima scelta. Però sono spaventata, non lo nego. E’ per questo che sono rimasta sconvolta dal bacio, e ti ho evitato. L’ho voluto anche io, capisci? Non pensavo fosse possibile per me, ora come ora. Però ecco, te sei innamorato di Iris… –
– Non lo sono. – replicò Barry, velocemente.
– C-cosa? – domandò stupita la ragazza.
– Non sono innamorato di Iris. – ripetè Barry. – Me ne sono reso conto stando con te. Voglio davvero bene ad Iris, ma quello che provo per lei non è amore, non è paragonabile al forte sentimento che emerge quando parli di Ronnie, o, forse, a quello che inizio a provare per te. – spiegò, pronunciando le ultime parole quasi con un sussurro.
Il silenzio calò fra di loro.
– Anche tu provi qualcosa per me? – sussurrò Caitlin.
– Penso di sì. Senti Cait, ero terrorizzato dopo il bacio. Sapevo tutto quello che stavi passando, e mi era sembrato sbagliato baciarti. Non perché non fossi attratto da te, ma perché mi sembrava un’enorme mancanza di rispetto nei tuoi confronti, vista la situazione. Per questo ti ho evitato. – replicò il ragazzo.
– Quindi che si fa? – domandò incerta Caitlin.
– Ecco, io proporrei di provarci. Possiamo fare le cose con calma, vedere se va. – propose Barry. – Prima di tutto, però, ordinerei, in fondo hanno pagato. – aggiunse poi.
– Concordo. – rispose la ragazza, divertita.

La serata scorse tranquilla, e i due ebbero modo di parlare molto e di conoscersi meglio.
Scoprirono di essere andati in due licei vicini, e di aver partecipato alle stesse gare scolastiche (chissà se ci fossimo conosciuti al liceo cosa sarebbe successo, aveva ipotizzato Barry). Il ragazzo scoprì anche che Caitlin si era trasferita a Central City da Chicago all’età di nove anni, dopo che suo padre l’aveva abbandonata, e che sua madre era ritornata nella sua città natale. La ragazza scoprì che Barry e Iris erano amici dall’epoca delle elementari, e che la cotta che il ragazzo aveva sempre avuto per l’amica era nata dopo un bacio che i due si erano scambiati durante il gioco della bottiglia a tredici anni. Si resero anche conto di avere gusti molto simili in fatto di musica, e decisero di andare insieme a un concerto alla prima occasione che avrebbero trovato.
Passarono quindi la serata a scambiarsi aneddoti e a iniziare a conoscerci davvero. Alla fine entrambi si erano divertiti molto, senza pensieri. Non accennarono nè alla gravidanza nè alla questione della madre di Barry. Per quella sera erano solo loro due.

Barry si propose di riaccompagnare a casa Caitlin. Era stato davvero bene con lei, e voleva avere l’occasione di passare più tempo possibile in sua compagnia. Aveva appreso molte cose della ragazza, e ne era attratto sempre di più. Era una soddisfazione sapere che anche lei era interessata a lui. Sapeva che per Caitlin non era facile, ma pensare che, nonostante tutto, la ragazza voleva davvero provare ad avere una relazione con lui, lo faceva sentire davvero fortunato.
– Ecco, siamo arrivati. – la voce della ragazza interruppe il flusso dei suoi pensieri.
– Oh, giusto. – disse Barry.
– E’ stata una serata davvero stupenda, ricordami di ringraziare Patty e Iris per questo. –
– Dovremmo farlo, in effetti. Però il merito della serata andata a buon fine è anche nostra, direi. –
– Certo che sì. – concesse Caitlin. – Grazie per avermi accompagnata fin qui, ora vado. – aggiunse poi.
– Aspetta, manca una cosa. – e così dicendo Barry avvicinò le labbra a quelle della ragazza, che si concesse un piccolo sorriso nel bacio.
– Ecco, ora puoi andare. Buonanotte. – sussurrò lui, quando si staccarono.
– Buonanotte. –  disse lei in risposta, prima di avvicinarsi al portone del palazzo.

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