Cardiac love (16° capitolo)

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Capitolo 16
Un (felice) Natale

 

It’s The Most Wonderful Time Of The Year
There’ll be much mistltoeing
And hearts will be glowing
When love ones are near
It’s The Most Wonderful Time Of The Year
(Harry Connick Jr, It’s the most wonderful time of the year)

Erano passate alcune settimane da quando Caitlin e Barry avevano deciso di provarci, e le cose sembravano andare bene. Erano usciti molte volte insieme, e si trovavano davvero bene l’una con l’altro. Stavano prendendo le cose lentamente, ma non per questo il loro legame non si stava rafforzando, pian piano. Caitlin, anche se in modo piuttosto causale, dato che la ragazza era a casa di Barry quando il padre rientrò, fu anche presentata ad Henry, che la trovò molto carina e dolce. Non aveva commentato nulla sul pancione, che diventava sempre più evidente, e per la ragazza questo fu un gran sollievo. Da quel momento, non erano rare le volte in cui Caitlin finiva per rimanere a cena a casa di Barry.
D’altra parte, il Natale era alle porte, e Barry era sempre più agitato: doveva ancora trovare il regalo per la sua ragazza, e la signora Snow stava per arrivare in città, entusiasta di conoscerlo. Sapeva quanto fosse importante per Caitlin che sua madre e Barry andassero d’accordo, perciò il ragazzo sperava davvero che l’incontro andasse bene. La questione che doveva risolvere prima, però, era il regalo per Caitlin. Non aveva la minima idea di cosa farle, era da sempre stato negato con i regali, e il fatto che Caitlin fosse la sua ragazza non aiutava di certo. Per questo aveva chiesto una mano a Iris, di sicuro sarebbe riuscita ad avere una buona idea. Infatti proprio in quel momento lo stava accompagnando a comprare qualcosa al centro commerciale.
– Che ne dici di un paio di orecchini? Sono semplici ma fanno sempre affetto. – propose la ragazza, indicando la gioielleria posta all’interno del centro commerciale.
– Mi sembra un’ottima idea, grazie Iris! – concordò Barry.
I due allora entrarono nella gioielleria, e intrapresero la scelta degli orecchini. Ce n’erano molti, ma alla fine optarono per un paio a forma di fiocco di neve, sembravano molto adatti a Caitliln.

A dispetto dell’agitazione che provava Barry, il giorno di Natale arrivò più presto di quanto avesse immaginato. Quel giorno avrebbe pranzato con suo padre, Joe, Iris ed Eddie, per poi andare a cena con Caitlin e sua madre, arrivata in città per pochi giorni e davvero entusiasta di conoscerlo.
– Allora, Barry, come va con Caitlin? – gli domandò Joe, mentre mangiavano il pudding.
– Direi bene, stasera conoscerò sua madre. – borbottò lui, con il pudding in bocca.
– Cavoli, allora fate sul serio! – esclamò Eddie.
– Ecco, ci stiamo provando…. per lei non è ancora un bel momento, e non voglio affrettare le cose. – spiegò il ragazzo.
– Giusto, Iris mi aveva accennato qualcosa. Fai bene ad andarci piano, se la situazione non è facile. – concordò l’altro. – E tu, Henry? L’hai già conosciuta Caitlin? – domandò poi, rivolto al medico.
– Non per volontà di mio figlio. Li ho beccati una volta che erano a casa insieme. – rispose Henry, divertito.
Eddie lanciò un’occhiata maliziosa a Barry, che subito esclamò: – Ma cosa vai a pensare, stavamo solo guardando un film! – Tutti gli altri scoppiarono a ridere. Non Iris, però. La ragazza aveva un’aria cupa dall’inizio della serata, e anche se Barry all’inizio aveva voluto non indagare, in quel momento non poteva evitare di preoccuparsi.
– Iris? – domandò il ragazzo alla sua migliore amica.
– Non voglio rovinarti la giornata, ma devo assolutamente parlarti. – Eddie la mandò uno strano sguardo.
Ora il ragazzo era più curioso che mai. – V-va bene. – rispose allora, seguendo Iris fuori dalla sala da pranzo, e cercando di ignorare gli sguardi incuriositi degli altri.
– Allora? – le domandò, una volta in cucina.
– Ho delle novità sulla morte di tua madre, ma non ti piaceranno. – replicò cupa.
– Dimmi. –
– Grazie all’aiuto di Eddie, sono riuscita ad accedere agli archivi della polizia. Risulta una denuncia a carico del dottor Eiling per sospetto omicidio, che è stata poi ritirata. – spiegò Iris.
– Chi l’ha ritirata? – domandò Barry, non nascondendo la sua ansia.
– Tuo padre. –
A quelle parole Barry si paralizzò. Non poteva credere che suo padre avesse potuto fare una cosa del genere. Cosa lo aveva spinto a ritirare la denuncia? Era sempre stato un uomo onesto, e amava sinceramente Nora, non avrebbe mai lasciato passare impunita la sua morte.
– Bar? – lo richiamò Iris.
– D-devo uscire, ho bisogno di prendere aria. Dì agli altri che ho avuto un’emergenza al lavoro. – riuscì a mormorare, prima di fiondarsi verso la porta ed uscire velocemente.

Barry non sapeva dove stava andando, sapeva solo che doveva allontanarsi da casa e soprattutto da suo padre. Gli era sempre stato molto legato, e sapeva quanto era stata dura per lui crescere da solo un figlio, per questo la scoperta che Henry sapesse che Nora Allen era stata uccisa era ancora più dolorosa per Barry. Gli sembrava un tradimento. Ora non sapeva neanche come comportarsi con lui, non si fidava più di suo padre. Non sapendo come, Barry si ritrovò davanti alla casa di Caitlin. Il suo inconscio gli stava evidentemente suggerendo di parlare con la sua ragazza.
Barry tirò un sospiro e suonò il campanello.
– Chi è? – gli domandò una voce a lui familiare dall’altra parte del citofono.
– Ehi Cait, sono Barry. –
– Ti apro subito. – rispose l’altra, piuttosto curiosa.
Barry percorse le scale e si ritrovò di fronte all’appartamento di Caitlin, la cui porta era già aperta. Una Caitlin curiosa lo stava aspettando.
– Barry, sei arrivato presto. Non che non mi faccia piacere, ma è successo qualcosa? – gli domandò.
– In realtà sì. Mi dispiace essere arrivato così presto, ma ho davvero bisogno di parlarti. –
– Ma certo, ci sono anche per questo. Entra pure. –
Barry entrò, e vide subito un’altra donna all’interno. Era sui cinquanta, aveva i capelli rossicci come quelli di Caitlin e gli stessi occhi castani. Doveva essere sua madre.
– Ciao, tu devi essere Barry. – gli disse. Aveva lo stesso sorriso dolce di Caitlin.
– Sì, signora Snow, scusi per l’improvvisata. –
– Non ti preoccupare, anzi credo che sia meglio lasciarvi soli, ho capito che dovete parlare. – disse lei, uscendo dall’appartamento.
– Grazie, mamma. –
– Figurati. – rispose – Allora ci vediamo dopo, Barry. – aggiunse poi.
– Certo, signora. –
Una volta che la donna fu uscita, Caitlin e Barry si accomodarono sul divano.
– Allora, cos’è successo? – domandò la ragazza.
– Prima di tutto, il tuo regalo di Natale. – disse Barry. Fortunatamente aveva messo quella mattina la scatolina con gli orecchini nella tasca della giacca.
Caitlin la prese. – Sono stupendi! – esclamò, una volta aperto il pacchetto e fiondandosi fra le braccia del suo ragazzo.
– Sono felice che ti piacciano. Sono sempre negato con i regali. –
– Sono splendidi. Aspetta che vado a prendere il tuo regalo. – rispose, entrando nella sua camera e uscendone poco dopo con una bustina in mano.
– Ecco qui. –
– Un abbonamento di un anno a Netfilx! – esclamò Barry. – Grazie, Cait. – aggiunse poi, baciando velocemente la ragazza.
– E’ scontato il fatto che me lo farai usare, vero? – chiese lei, con un sorriso divertito sulle labbra.
– Certo! –
– Fantastico! Ora, cos’è successo? – chiese Caitlin a quel punto.
– Iris ha trovato delle novità sulla faccenda di mia madre. Sembra che il dottor Eiling sia stato denunciato per sospetto omicidio ma che le accuse siano state poi ritirate. –
– Da chi? –
– Mio padre. –
– Aspetta, cosa? – domandò sconvolta la ragazza.
– Mio padre ha ritirato le accuse di omicidio. – ripetè Barry, quasi con un sussurro.
– Ci deve essere un motivo dietro, sarà stato costretto. – disse lei, cercando di trovare una motivazione plausibile.
– Ha lasciato impunito l’assassino di mia madre, capisci Caitlin? – replicò lui, sull’orlo delle lacrime.
Caitlin sollevò il volto del ragazzo e asciugò le lacrime. – Barry, ascoltami bene. Devi parlare con tuo padre, sicuramente ci sarà qualcosa dietro. Non pensiamo subito male. Ho conosciuto Henry, e riconosco il velo di sofferenza che lo attraversa quando guarda le foto di tua madre sparse per la casa. L’amava molto. Fidati perché è la stessa sofferenza che ho provato io con Ronnie. –
– Non so se avrò il coraggio di farlo, insomma, è mio padre. – mormorò lui.
– Devi farlo, devi toglierti questo peso dal cuore. E ora inauguriamo il tuo abbonamento a Netflix. – concluse, con un mezzo sorriso.

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