Cardiac love (17° capitolo)

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Capitolo 17
La festa di Capodanno

 

This is the new year
A new beginning
You made a promise
You are the brightest
We are the voices
(A great big world, This is the new year)

L’ospedale ogni anno organizzava una piccola festa per celebrare insieme l’arrivo del nuovo anno per coloro che non erano di turno (rimanevano al lavoro una piccola parte, in realtà).
Quell’anno stranamente Cisco non avrebbe lavorato. Voleva allora provare ad invitare Jesse. Sapeva che era un rischio, visto chi era il padre della ragazza, ma un tentativo sentiva di doverlo fare. Approfittò di un momento di quiete in reparto per scendere in laboratorio analisi e invitare la ragazza.
Cisco vedeva solo Megan. Sperò che Jesse si fosse allontanata giusto per un attimo, non avrebbe avuto il coraggio di scendere di nuovo.
– Ciao Megan. – salutò. – Jesse c’è? – chiese poi.
– Sì, te la chiamo subito. – disse l’altra, prima di allontanarsi per cercare la ragazza.
Megan rientrò pochi minuti dopo accompagnata da Jesse.
– Vi lascio soli. – mormorò Megan.
– Allora, cosa volevi dirmi? – domandò Jesse, una volta che l’altra si fu allontanata.
– Ecco, tiandrebbedivenireallafestadiCapodannoconme? – chiese Cisco, tutto d’un fiato.
– Cosa? –
– Ti andrebbe di venire alla festa di Capodanno con me? – ripetè il ragazzo.
– Certo, molto volentieri. – rispose lei, con un sorriso.

La festa di Capodanno che l’ospedale aveva organizzato quell’anno si teneva in ristorante, per quella sera pieno quasi solo dei dipendenti dell’ospedale di Central City.
Barry, stranamente per lui, non era in ritardo. Era passato a prendere Caitlin, e i due stavano arrivando in perfetto orario.
– La mia influenza ti sta facendo bene. Niente ritardi. – commentò Caitlin divertita, mentre Barry era intento a parcheggiare l’auto.
– Beh, non mi stai facendo bene solo per quello, comunque. – replicò lui, con un occhiolino, facendo sorgere nel volto di Caitlin un sorrisetto.
I due a quel punto scesero dall’auto, trovandosi di fronte ad un elegante palazzo. Si affrettarono ad entrare, e la sala che ritrovarono davanti era davvero splendida: molto elegante e semplice.
– Quest’anno hanno scelto bene. – commentò Caitlin.
– Davvero. – replicò Barry. – Forza, cerchiamo un tavolo. – aggiunse poi.
Per loro fortuna, Patty e altri colleghi del loro reparto erano già arrivati, perciò si unirono a loro.
– Cait, stai benissimo così! – esclamò Patty, non appena la vide.
– Grazie mille. – rispose la ragazza, leggermente imbarazzata.
Barry la strinse più a sè.
In effetti quella sera Caitlin era davvero bella: aveva indossato un  abito blu incastonato con dei brillanti, che lasciava intravedere la sua pancia di quattro mesi, e che le arrivava al ginocchio e delle scarpe argento con un leggero tacco.
L’attenzione di tutti fu però distratta dall’ingresso di Cisco e della sua accompagnatrice, la giovane Wells.
– Non è chi penso io, vero? – mormorò Barry.
– Ho paura di sì. – rispose Caitlin.
La ragazza, Barry e gli altri colleghi di reparto si voltarono verso il primario Wells, furente.
L’uomo si diresse a grandi passi verso la coppia appena entrata. Cisco non stava nascondendo il terrore.
– Cosa significa tutto questo? – esclamò il primario, attirando l’attenzione di coloro che ancora non si erano accorti di nulla.
– Papà, è solo un appuntamento! Non mi ha obbligata o qualcosa del genere, mi piace Cisco! – rispose Jesse.
– Ramon, due parole. – disse a quel punto Wells, trascinando per un braccio il giovane, terrorizzato.
– Gliel’hai chiesto tu? Nonostante sappia che non sopporti le relazioni sul posto di lavoro? – domandò.
– S-sì, signore, ma mi piace davvero sua figlia e so separare la vita privata dal mio lavoro. –
– Me lo auguro. – replicò Wells, lanciando un’ultima occhiata a sua figlia, che in quel momento era furiosa. – Ascoltami bene. – riprese poi a parlare. – Mi fido del giudizio di mia figlia, e non vi impedirò di vedervi. Ma sappi una cosa: se le farai del male, farò in modo che tu non sappia nemmeno mettere più un cerotto, siamo intesi? –
Cisco annuì frettolosamente, prima che Wells lo lasciasse andare.
– Esagerato. – borbottò Jesse, lanciando un’ultima occhiata arrabbiata a suo padre.
Wells si diresse a quel punto verso il tavolo del suo reparto. – Voi due! – esclamò, indicando Caitlin e Barry.
I due gli si avvicinarono, timorosi. Sapevano cosa pensasse Wells delle relazioni sul posto di lavoro, e avevano paura di una sua reazione.
– So che vi siete messi insieme, ma non vi ostacolerò al lavoro. – esordì Wells. – So che lei, dottoressa Snow, ha passato davvero un brutto periodo, e personalmente sono felice che abbia voluto mettersi con un bravo ragazzo come il signor Allen. Come vostro capo, però, vi devo raccomandare che non sopporto le moine sdolcinate o cose del genere. E se vi doveste lasciare, anche se per un brutto motivo, voglio che manteniate un rapporto professionale, siamo intesi? –
– Certamente. – replicarono gli altri due.

Superata la scenata iniziale, la serata procedette tranquillamente. Nonostante le brutte situazioni che entrambi stavano passando, sia Caitlin che Barry riuscirono a divertirsi, almeno per un po’. Ad un certo punto della serata, però, il ragazzo si ritrovò a pensare alla situazione con suo padre. Non ci aveva ancora parlato, e, anche se sapeva che avrebbe dovuto farlo, non sapeva davvero come iniziare il discorso.
Caitlin, che stava chiacchierando con Patty sorseggiando un bicchiere di sidro frizzante, si accorse del suo malumore e si avvicinò al suo ragazzo.
– Ancora la questione di tuo padre? – gli chiese.
– Sì, ancora non sono riuscito a parlarci. Non ne ho avuto il coraggio. So che è stupido, ma è pur sempre mio padre, l’unico genitore con cui sono cresciuto, e ho paura di rimanere deluso da quello che mi dirà, o anche peggio. –
– Lo so che è difficile, ma credimi se ti dico che devi affrontarlo. Non puoi rimanere tormentato da questo dubbio per sempre, anche se rischierai di rimanere deluso. Barry, è tuo padre, qualunque cosa avrà fatto sarà stato per il tuo bene. –
– Grazie. –
– Figurati. Se non te la sentirai di farlo da solo, posso sempre venire anche io con te, anche se credo che sia meglio che tu faccia da solo. Ora però andiamo a ballare. – concluse Caitlin.
– Sono d’accordo. – rispose Barry, con un piccolo sorriso.

Per il resto della sera, Caitlin e Barry erano impegnati sulla pista da ballo, e il countdown per la mezzanotte li colse proprio mentre si stavano divertendo assieme a Patty, Cisco e Jesse in pista.
Il dj che era stato ingaggiato per la serata (che aveva sorpreso proponendo un repertorio piuttosto variegato, nonostante la presenza di molte persone che andavano per l’anzianità), richiamò l’attenzione di tutti, e iniziò il conto alla rovescia con i presenti.
Dieci, nove, otto, sette, sei, cinque…
Barry era felice per l’anno che se ne stava andando: era stato pieno di emozioni, ma anche se alcune delle sue certezze si erano sgretolate, aveva finalmente trovato una meravigliosa ragazza con cui condividere la propria vita, o almeno parte di essa.
…quattro, tre, due, uno…
Era stato un anno molto difficile per Caitlin: aveva dovuto salutare il suo primo amore, per sempre, ma questo le aveva lasciato un dono tanto bello quanto doloroso. Aveva dentro di sè il frutto del suo amore con Ronnie, ma sapeva di non poterlo crescere. In tutto quel buio, però, la ragazza aveva trovato la sua luce: Barry, un ragazzo dolce, leale e sincero, che le era rimasto accanto in quel periodo anche se nemmeno di conoscevano. Un ragazzo grazie al quale Caitlin poteva iniziare a sperare di nuovo nell’amore.
… zero.
Allo scoccare della mezzanotte, Barry e Caitlin unirono le loro labbra in un bacio, sperando insieme in un nuovo anno più felice.

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