We need a hero (1° parte)

high_school

We need a hero
1° parte

Per Kurt e per Blaine, sposati ormai da due anni, tornare al McKinley era sempre un miscuglio di emozioni: erano i corridoi in cui avevano vissuto il loro amore, ancora agli inizi, le mura in cui il glee club era nato, diventando da un gruppo composto dagli studenti più disparati a una vera e propria famiglia, ma anche il posto in cui Kurt aveva vissuto uno dei momenti più brutti della sua vita, ovvero il bullismo che subiva ogni giorno. Ma quel giorno erano tornati al McKinley per un evento speciale. Era infatti l’anniversario della nascita del glee, che aveva significato così tanto per ognuno di loro, e il professor Shuester aveva deciso di organizzare una piccola festicciola con i membri originali del coro. C’erano proprio tutti: Rachel e Finn, Tina e Mike, Santana e Brittany, Quinn e Puck, Mercedes e Sam (che aveva preso in mano il glee club, dopo che Shuester era diventato il preside della scuola), Artie, ma anche Marley e Ryder, Unique, Kitty e Jake, Sugar, Lauren e Joe (Rory era in Irlanda e non era potuto venire).
Si sarebbero visti in un giorno in cui la scuola era chiusa (non potevano di certo festeggiare l’anniversario del glee in un giorno normale di scuola!), ma il professor Shuester aveva aperto per l’occasione l’aula canto del McKinley. Avrebbero festeggiato lì cantando, ballando, e soprattutto ricordando insieme i bei (e a volte anche brutti) momenti passati.
Kurt e Blaine però prima avrebbero fatto una sosta in casa Hummel, era da un po’ che non vedevano Burt e Carole, e volevano salutarli. Ad aspettarli c’erano anche Rachel e Finn, sarebbero poi andati insieme al McKinley. Abitavano come Kurt e Blaine a New York, ma erano tornati a Lima qualche giorno prima di loro, dato che Finn dava occasionalmente una mano a Sam con il glee.
– Ciao, ragazzi! – li salutò con entusiasmo Burt.
– Papà! – esclamò Kurt, abbracciando il padre.
– Ciao, Burt. – rispose Blaine con un sorriso.
– Entrate, Finn e Rachel già sono dentro. – disse a quel punto Burt, facendo loro spazio per entrare.
I due si fecero strada tra le mura familiari, e trovarono Finn e Rachel accomodati sul divano assieme a Carole.
– Siete arrivati, finalmente! – esclamò Rachel.
– Scusate il ritardo. – rispose Kurt.
– Non vi preoccupate, l’importante è che siete arrivati, altrimenti farete tardi per andare al McKinley. – replicò Carole, facendo l’occhiolino.
– Allora, gliel’avete detto? – domandò a quel punto Blaine agli altri due ragazzi.
– Ancora no. – rispose Finn.
– Dirci cosa? – domandò Burt.
Rachel si scambiò un’occhiata con Finn prima di rispondere . – Ecco… sono al terzo mese di gravidanza. – disse con voce incerta.
– Ma è stupendo, tesoro! – esclamò Carole.
– Che dire, era anche ora, vista la fretta con cui avete deciso di sposarvi. – aggiunse con un sorriso Burt.

Eileen Sans Souci non era mai stata a Lima, in Ohio, e guardando la cittadina aveva capito il perchè. Non c’era nulla di particolare, qualcosa per cui dovesse essere ricordata. Almeno in apparenza. Eileen infatti sapeva che a Lima abitavano delle persone piuttosto importanti per il suo peggior nemico, Flash. La donna aveva studiato la vita del supereroe più famoso di Central City, e aveva scoperto delle cose molto interessanti. Era risultato, infatti, che Barry Allen (Eileen aveva anche scoperto il vero nome del supereroe) aveva vissuto durante il periodo del liceo in quel buco sperduto dell’Ohio, e com’era ovvio aveva fatto amicizia con altri ragazzi, in particolare un certo Blaine. Eileen non aveva indagato la natura del rapporto fra i due, ma le era bastato scoprire che quel Blaine si sarebbe riunito con altra gente del liceo. Lei avrebbe fatto la sua mossa, avrebbe vendicato sua sorella, morta per colpa di quel supereroe da strapazzo.

Santana e Brittany erano arrivate presto al McKinley, ma non vedevano davvero l’ora di rivedere i loro vecchi compagni. Avevano davvero amato i loro anni passati al glee club, e i loro amici erano ormai quasi una faimiglia. Con loro grande sorpresa, non erano le uniche ad essere arrivate in anticipo: c’erano praticamente tutti, mancavano solo Kurt, Blaine, Rachel e Finn. Sapevano però che i quattro si sarebbero fermati a casa dei genitori di Kurt e Finn prima di venire, perciò non si preoccuparono.
Ad un certo punto la porta dell’auditorium si aprì. Non furono però Rachel, Finn, Blaine e Kurt ad entrare. Era una donna sulla quarantina, con dei lunghi capelli neri legati in una coda e gli occhi iniettati di sangue. In mano aveva una pistola. La donna sprangò la porta dell’aula canto prima di voltarsi verso di loro con un sorrisetto stranamente divertito. Quinn, che era accanto all’altra porta dell’aula, tentò di scappare per chiedere aiuto, ma fu bloccata dalla donna.
– Non ci provare, biondina. – la intimò, puntandole contro la pistola. – Tu – proseguì, rivolgendosi a Marley – Chiudi anche l’altra. E non provare a scappare, non ho paura di spararti. –
Marley ubbidì, silenziosa, nonostante l’evidente nervosismo nel suo volto.
Alcuni dei ragazzi li presenti già trattenevano le lacrime di paura, alcuni di loro avevano vissuto un’esperienza simile qualche anno prima, quando Becky aveva fatto partire per sbaglio dei colpi di pistola nella scuola, e il ricordo di quella paura stava riaffiorando in quel momento.
– Dato che siete tutti qui, mi sapreste dire chi è Blaine? – domandò la donna.
– Non è ancora arrivato. – rispose Puck.
– Bene, allora vorrà dire che lo aspetteremo insieme. – rispose la donna.
Santana sapeva di dover fare qualcosa. Gli anni a Lima Highs l’avevano abituata a tutto, e decise di attivare, senza farsi notare, un messaggio vocale a Blaine. Sapeva che l’audio non sarebbe stato il massimo, ma sperava che fosse bastato. Poi parlò.
– Dato che dobbiamo stare qui ad aspettare con una pistola puntata, potrebbe dirci cosa vuole da Blaine? – domandò.
Gli altri le inviarono un’occhiata sbigottita. Lei fece capire loro di non preoccuparsi.
– Beh, non mi piace la tua insolenza, ma apprezzo il tuo coraggio. Vedete, Blaine è un’amico di una persona che mi ha causato un grande lutto, un supereroe da strapazzo che si fa chiamare Flash. Per colpa sua è morta una persona per me molto importante, e voglio vendicarmi. – spiegò con noncuranza la donna.
Santana lasciò che il messaggio si inviasse, e nascose il telefono in borsa.
– Chi è Flash? – domandò Mercedes.
– Davvero non avete mai sentito parlare di lui? – chiese stupita la donna. Gli altri le fecero cenno di diniego.
– Allora lo scoprirete fra poco. – replicò.

Blaine stava per andare al McKinley con suo marito, Finn e Rachel, quando ricevette un messaggio.
– Chi è? – gli domandò Kurt.
– E’ Santana, mi ha mandato un messaggio vocale. – rispose.
– Strano, non li manda mai. – replicò Rachel.
– Cosa aspetti, sentiamo cosa vuole! – intervenne a quel punto Finn.
Beh, non mi piace la tua insolenza, ma apprezzo il tuo coraggio. Vedete, Blaine è un’amico di una persona che mi ha causato un grande lutto, un supereroe da strapazzo che si fa chiamare Flash. Per colpa sua è morta una persona per me molto importante, e voglio vendicarmi.
– Ma che diavolo…? – mormorò Finn.
– Chi è che parla? E chi è Flash? – chiese Rachel.
Kurt fissò con un’occhiata eloquente il marito.
– Dobbiamo fare una chiamata a Central City. – concluse Blaine, prima di iniziare a digitare il numero.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...