Cardiac love (18° capitolo)

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Capitolo 18
La verità

 

Capisco che la menzogna è inganno e la verità no. Ma io sono stato ingannato da entrambe.
(Antonio Porchia)

Nora Allen sapeva che le mancava davvero poco da vivere. Sia Henry che le infermiere cercavano di indorarle la pillola, ma lei non era un’ingenua: sentiva di essere sempre più debole, e sapeva che presto avrebbe lasciato questo mondo. Ma era serena, nonostante tutto. Certo, avrebbe voluto vivere di più, ma era soddisfatta di quello che aveva compiuto nella sua breve esistenza. L’unico rimpianto che aveva era quello di non poter veder crescere il suo bambino. Sapeva che Barry sarebbe diventato una persona meavigliosa, se lo sentiva, ma lei non l’avrebbe accompagnato nel suo percorso. Al suo fianco però c’era Henry: si ricordava l’uomo durante i primi giorni di vita di Barry, era terrorizzato dall’idea di fargli male, e saltava dall’ansia ad ogni pianto del bambino. Con il tempo, però, aveva imparato a prendersi cura di Barry, ed era evidente l’amore che provava per il bambino. Nora sapeva che, anche senza di lei, Henry si sarebbe preso cura di Barry con molto amore.
Un rumore improvviso interruppe i pensieri della donna: un uomo entrò improvvisamente nella sua camera.
– Oh, dottor Eiling, buonasera. – sospirò lei, riprendendosi dal piccolo spavento. Non le era mai piaciuto quell’uomo, aveva qualcosa di inquietante. Purtroppo però era il suo medico, e non poteva fare diversamente. Quella sera però aveva un ghigno ancora più inquietante del solito.
– Buonasera, signora Allen. – mormorò Eiling, sollevandolela coperta.
– Cosa sta facendo? – esclamò Nora, arrabbiata. Poi vide una siringa piena di un liquido giallognolo. Non era una delle sue solite medicine, e dalla sua esperienza nessun medicinale assumeva quel colore.
In quelle settimane all’ospedale aveva sentito delle strane voci, tipo di esperimenti che venivano fatti su pazienti in fin di vita, e Nora in quel momento realizzò che era quello che il dottor Eiling stava per fare a lei.
Con le poche forze che le erano rimaste, afferrò il vaso di fiori accanto al suo letto, e lo ruppe in testa al dottore, che reagì con un urlo e afferrò il cuscino più vicino a lui, premendolo bene sul volto di Nora, che esalò l’ultimo respiro.
A quel punto il medico chiamò con un campanello l’infermiera, dopo essersi ripulito velocemente, e le comunicò che Nora Allen era deceduta. L’infermiera non fece domande.

Dopo le parole di Caitlin alla festa di Capodanno, Barry aveva deciso di parlare con suo padre. Doveva farlo, doveva assolutamente chiarire la situazione. Approfittò del fatto che quella mattina, il primo dell’anno, suo padre non lavorasse. Avrebbe avuto tutto il tempo per spiegargli come stavano le cose.
– Papà, posso parlarti di una cosa? – chiese Barry al padre, in quel momento intento a leggere il giornale.
– Certo. – rispose l’uomo, richiudendo il quotidiano.
– P-puoi dirmi la verità sulla morte di mamma? – domandò Barry, incerto.
Dire che Henry rimase stupito è dire poco. L’uomo si congelò sul posto. – C-cosa sai? –
– So che la morte della mamma non è stata del tutto naturale, e so anche che tu hai ritirato le accuse di omicidio nei confronti del medico che forse l’ha uccisa. – rispose Barry, con un tono accusatorio.
– Figliolo, credo sia giunto il momento di dirti la verità. E’ anche passato fin troppo tempo, temo. – mormorò a quel punto Henry, invitando il figlio a sedersi.
Barry si accomodò.
– E’ vero, denunciai il dottor Eiling, e ritirai la denuncia in seguito, ma lo feci per un buon motivo. Come ben sai, tua madre era molto malata, perciò non mi stupii quando peggiorò improvvisamente, fino a morire. Mi preoccupai di darle una sepoltura dignitosa e di te. A quel punto avevi solo me, e dovevo farti crescere nel miglior modo possibile. Circa un mese dopo la morte di tua madre, però, fui contattato dal primario Wells, che all’epoca era un semplice medico. Collaborava con il dottor Eiling, e mi disse che doveva assolutamente parlarmi. Io dapprima fui stupito, ma accettai. Sembrava importante.
Mi confessò che sospettava che tua madre fosse stata uccisa. Wells sapeva che il dottor Eiling era implicato in un brutto giro, sospettava che compisse esperimenti sui pazienti in fin di vita. –
– E nessuno se n’era accorto? – lo interruppe Barry.
– Eiling era il primario, non era lui ad essere controllato. – rispose Henry – Wells però non era stupido, e trovava strano che molti pazienti avessero dei valori insoliti, nonostante la loro condizione, e che poi morissero improvvisamente. –
– Potrebbe aver fatto esperimenti anche sulla mamma? – domandò il ragazzo.
– Probabile, però credo che tua madre se ne sia accorta, in fondo era un’infermiera. E può darsi che il dottor Eiling l’abbia uccisa per non farla parlare. –
– Ma è orribile! –
– Lo so, non merita nemmeno di stare al mondo, quel bastardo. –
– Allora, se sapevi tutto questo, perchè hai ritirato la denuncia? –
– Ecco, il fatto è che il dottor Eiling minacciò di farti del male, e visto quello di cui era sospettato non potevo rischiare. Non potei nemmeno dirlo alla polizia, era tutta dalla sua parte. Joe all’epoca lavorava alla narcotici. Poi, qualche mese dopo Eiling sparì nel nulla. –
– Avevi le mani legate. –
– Già. Senti, Barry, lo so che avrei dovuto parlarti di tutto questo molto tempo fa, ma anche se ormai sei adulto, avevo paura di darti un dolore troppo grande. Non è stato facile per me andare avanti dopo una cosa del genere. L’unica cosa che mi ha spinto a farlo sei stato tu. Tua madre non c’era più, e avevi bisogno di me, non potevo lasciarmi andare. –
Il ragazzo non rispose.
– Barry? Lo so che non è facile digerire tutto questo, ma cerca di capir.. –
– Grazie. – lo interruppe lui.
– C-cosa? –
– Grazie. – ripetè Barry. – In tutto questo tempo ho avuto paura che tu avessi fatto cose terribili, che non sarei più potuto fidare di te, ma ora so che hai sempre agito per il mio bene. Perciò grazie. –
Henry iniziò a commuoversi, e strinse forte a sè il figlio.

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