We need a hero (3° parte)

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We need a hero
3° parte

Il gruppetto raggiunse l’ufficio del preside, e grazie alle abilità di Cisco riuscirono facilmente ad accedere al sistema di sorveglianza della scuola, installato dopo la finta sparatoria provocata da Becky, e si focalizzarono sull’aula canto.
Una scena si mostrò sullo schermo: i membri del vecchio glee club, quasi al completo, erano seduti sulle sedie dell’aula canto, con Shuester seduto in un angolo. Di fronte a loro, una donna camminava avanti e indietro, facendo ruotare una pistola.
– Vi ricorda qualcuno? – domandò Caitlin.
– Al momento no, ho visto fin troppi metaumani. – mormorò Barry.
– Potrebbe essere parente di Plastique? Quella donna che faceva esplodere qualsiasi cosa toccasse? – suggerì Cisco.
– In effetti le assomiglia un po’. – concordò Caitlin.
– Ma non era cattiva, anzi, ci aveva chiesto anche aiuto. – ribattè Barry.
– Sì, ma è morta, e probabilmente questa donna dà la colpa a noi. – rispose la dottoressa.
– Okay, solo io non ci sto capendo nulla? – domandò a quel punto Finn, trovando sguardi concordi negli altri ex-membri delle Nuove Direzioni.
– Avete ragione, dobbiamo spiegarvi un po’ di cose, ma ora non c’è tempo. – rispose Barry.
– Comunque non mi pare che stia facendo loro male. – commentò Rachel.
– No, ma è armata, e questo non è positivo. – replicò Caitlin.
– Okay, c’è un modo per sbloccare la porta da fuori? Sono veloce, ma ancora non sono in grado di sorpassare le pareti. – chiese Barry.
– Credi che non mi sia portato dietro uno dei miei giocattolini? Sono quasi offeso. – replicò Cisco. – Penna a raggio laser. – aggiunse poi, sfoderando la penna.
– Grande, Cisco. – disse Barry, prima di sparire in un lampo.
– E’ sempre così? – chiese Kurt.
– Non si fa chiamare “Flash” a caso. – replicò Caitlin, con un occhiolino.

Barry si ritrovò di fronte alla porta dell’aula canto, e fece un grande sospiro prima di tentare di aprire la porta grazie allo strumento di Cisco. Non era mai stato parte delle Nuove Direzioni, ma aveva imparato ad apprezzare quei ragazzi, anche se nel suo periodo del liceo aveva dovuto fingere il contrario. Gli dispiaceva davvero che ci avessero dovuto rimettere per colpa sua. E non erano i primi, purtroppo. Amava essere un supereroe, usare il suo dono per aiutare gli altri, ma tutto questo spesso comportava delle brutte conseguenze. La situazione in cui si trovava ora era una di queste.
In pochi minuti, grazie alla penna di Cisco, Barry riuscì ad aprire la porta.
– Ecco Flash, il grande eroe, finalmente! – esclamò la donna, con un ghigno soddisfatto. Tutto intorno a lei, c’erano gli sguardi confusi dei ragazzi presi in ostaggio.
– Lasciali andare, loro non c’entrano nulla. – disse Barry.
– E’ vero, ma non mi dispiacerebbe farne fuori uno per uno per farti soffrire. – replicò lei.
– Senti, lo so che stai soffrendo, ma non è questo il modo di affrontare il dolore. Non far del male a delle vittime innocenti. – rispose lui.
Vai così, Barry! – lo incitò Caitlin, nell’auricolare.
– Mia sorella è morta per colpa tua! – esclamò lei, infuriata.
– Ascolta, stavamo aiutando tua sorella. Odiava i suoi poteri, e stavamo cercando un modo per aiutarla a conviverci. Non so chi l’abbia uccisa, ma non noi. –
– Bugiardo! – urlò Eileen, lanciandosi verso di lui.
Barry si spostò prontamente, andando dietro di lei togliendole la pistola di mano e bloccandola.
– Maledetto! – disse la donna, dimenandosi dalla presa del ragazzo.
– Uscite, forza! – incitò Barry agli altri.
– Non così in fretta, Flash. – disse Marley, intenta ad uscire, prima di rifilare un pugno nel viso della donna. – Questo è per prima. – aggiunse, arrabbiata.
Grande, Marley! – esultò dall’ufficio del preside Blaine.
– Grazie, Sebastian. – disse poi Santana, uscendo dalla stanza.

Nel frattempo Caitlin, assieme a Rachel, Kurt, Finn e Blaine, aveva raggiunto le Nuove Direzioni, per assicurarsi che tutti stessero bene.
– Sono Caitlin, lavoro con Flash. – si presentò la dottoressa. – Abbiamo chiamato la polizia, arresteranno la donna. Intanto, state tutti bene? – aggiunse poi.
– Sì, grazie al cielo non ci ha fatto nulla. Grazie mille. – rispose Shuester, a nome di tutti.
– Grazie per averci salvati, ma sinceramente non ci sto capendo molto. Chi è Flash, e chi era quella donna? – domandò Tina.
– Avete ragione, devo spiegarvi un po’ di cose. – concluse Barry, togliendosi la maschera.

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