Racconto di un suicidio

Ciao a tutti!
Ho scritto questa storia per una challenge su Facebook. Il mio prompt era “Donna in carriera, madre di quattro figli, molto stressata. Sembra andare tutto bene fino a quando non ha un esaurimento nervoso e non inizia a dare di matto”. Spero che la mia interpretazione di questo prompt vi sia piaciuta 😀

Shadow-WomanLarge

Racconto di un suicidio

Il suicidio è l’estremo tentativo di migliorare la propria vita.
(Michelangelo)

Perché, direte voi, una donna, madre di famiglia ed esperta nel suo lavoro dovrebbe togliersi la vita? In effetti è quello che si sta chiedendo anche mio marito, Bill, che proprio ora sta parlando con i poliziotti che stanno indagando sulla mia morte. Sapete, è strana la prospettiva da quassù, sembra che tutti i problemi siano spariti, che quelle persone che ho sempre considerato fondamentali per la mia vita siano ormai solo un lontano ricordo.
Eppure avevo una bella vita: ero un’agente immobiliare e grazie anche al lavoro di Bill, che di professione fa l’avvocato, ci siamo sempre potuti permettere una bella casa e di poter mantenere senza problemi i nostri quattro figli. Tutto bello, no? Il problema è che non l’ho mai sentita una vita adatta a me. Avevo dei sogni, delle aspirazioni. Ho sempre voluto fare la ballerina, ma non ho mai potuto realizzare questo sogno. Sono rimasta incinta di Ashley, la nostra prima figlia, quando avevo solo sedici anni. E’ stata dura crescerla, ma ce l’abbiamo fatta. Tre anni fa però è scappata in Europa con un uomo molto più grande di lei, e non mi parla da allora. Non ho mai approvato questa relazione, quell’uomo non è adatto alla mia Ashley, ma mia figlia non mi ha voluto dare retta, e, dopo l’ennesima lite, i nostri rapporti si sono completamente rovinati.
Dieci anni fa, poi, sono rimasta di nuovo incinta: tre gemelli. E’ buffo, perché non ho mai voluto avere figli. Ma li ho cresciuti e li ho amati, nonostante siano davvero ingestibili. A quel punto però Bill non c’era più. Non è mai stato fedele, sin da quando eravamo giovani, e ho sempre sopportato tutto. Però ad un certo punto non ce l’ho fatta più, e sono scoppiata. E Bill è semplicemente scappato. E’ quasi divertente vederlo così preoccupato, ora, dopo il mio suicidio. Ora dovrà prendersi lui cura dei nostri figli, tre bambini assolutamente indomabili. Nonostante tutto, li ho amati moltissimo, li ho voluti crescere al meglio delle mie possibilità, ma so di non aver fatto un buon lavoro, e senza l’aiuto di Bill non è stato decisamente facile.
Per questo sono esplosa, questa mattina. I miei nervi, già debilitati da tempo, hanno ceduto, e ho fatto un errore di cui mi pentirò per il resto della mia vita. Anzi, della mia esistenza, dato che non ho più una vita. Ho ingerito le pillole che assumo come antidepressivi, così tante da uccidere un cavallo, e così, nel bagno di casa, ho passato gli ultimi attimi della mia vita.

 

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