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Eccomi con la recensione settimanale delle mie letture! Il libro di questa settimana è La banalità del male della filosofa Hannah Arendt.

In questo saggio la studiosa ci rende partecipi del processo che avvenne, nel 1961, ad Adolf Heichmann, uno dei gerarchi nazisti che era scappato nel 1945 in Argentina. Nel corso dei capitoli Hannah Arendt analizza tutte le fasi del processo, raccontando anche l’infanzia di Heichmann e le ragioni che l’avevano spinto ad unirsi alle SS.

Avevo studiato questo testo a scuola, ma leggerlo in modo integrale è stato molto interessante, sia a livello storico che di implicazioni etiche. Porta alla luce diverse questioni, fra cui, forse la più presente, la reale responsabilità dei singoli tedeschi nella Shoa.

Mi sento di consigliarvelo, nonostante le tematiche sicuramente non leggere, il testo scorre molto bene, e spiega tutto in maniera molto chiara.

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