Chasing life

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Pur con un caldo asfissiante, eccomi qui ad aggiornare il blog parlando di serie tv! Quella di questa settimana è Chasing life, andata in onda tra il 2014 e il 2015 e prodotta da Susanna Fogel e Joni Lefkowitz. E’ composta da due stagioni e 34 episodi, ed è basata sulla serie tv messicana Terminales.

Al centro della serie vediamo April (Italia Ricci), una giovane reporter che scopre di essere malata di cancro, più precisamente leucemia. La giovane, assieme alla sua famiglia, composta dalla madre Sara (Mary Page Keller), dalla nonna Emma (Rebecca Schull), dalla sorella Brenna (Haley Ramm) e dallo zio, il dottor Carver (Steven Weber) e ai suoi amici, fra cui ricordiamo Beth (Aisha Dee), Dominic (Richard Brancatisano) e Leo (Scott Michael Foster), si ritrova improvvisamente a dover affrontare questa situazione, che le permetterà di cambiare prospettiva sulla sua vita. Accanto a questo, ci sono le dinamiche dei vari personaggi.

Ho trovato la serie molto carina e ben fatta. Nonostante la tematica, non risulta affatto pesante, e si finisce per apprezzare un po’ tutti i personaggi. Non sono un’esperta, ma credo anche che la malattia sia affrontata in modo molto coerente con la realtà, e la protagonista, Italia Ricci, riesce a rendere in modo realistico tutte le varie fasi della malattia, sin dalla negazione della stessa. Avevo visto l’attrice solo come guest star in Supergirl (e anzi, lì il suo personaggio non mi stava particolarmente simpatico), ma credo che sia stata molto brava. Molto bello anche il messaggio che emerge da questa serie: la vita, pur con tutte le sue difficoltà, più o meno grandi, è un dono meraviglioso, e merita di essere vissuto fino in fondo. Per questo ho apprezzato moltissimo la scena finale (ANDATE GIU’ SE NON VOLETE SPOILER), con April che afferma, fissando un bellissimo tramonto, che sarebbe potuta morire anche in quel momento, ma sarebbe morta felice, perché aveva vissuto.

La serie è stata cancellata, ma non ha subito un finale brusco, anzi, per me è un finale perfetto così com’è.

Prima di salutarvi, vi lascio l’anteprima sottotitolata in italiano.

 

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