La mia vacanza di servizio ai Musei vaticani

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Buonasera! Mi scuso per essere sparita, ma la scorsa settimana sono stata a Roma per una vacanza di servizio con le Misericordie, e, purtroppo, appena arrivata si è rotto il telefono, motivo per cui non sono stata presente nel blog. Oggi però ho riavuto finalmente il telefono, e perciò posso tornare ad essere attiva! Mi piacerebbe perciò raccontarvi un po’ di questa esperienza, che mi ha permesso di visitare anche Roma.

Prima di tutto, il servizio. Le Misericordie si occupano, all’interno dei Musei vaticani, di gestire il servizio sanitario. Sono stata impegnata, quindi, nel presidio sanitario e nella misurazione della temperatura dei dipendenti. Insieme a me erano presenti due volontarie della provincia di Benevento, la responsabile del servizio e un medico. Il servizio in sé non è stato nulla di che, ma è stato bello stare dentro ai musei e conoscere volontarie di altre Misericordie. Mi ha fatto sentire parte di una realtà più grande e bella.

Come scrivevo all’inizio, però, questo servizio mi ha permesso di visitare un po’ Roma. Ma andiamo per ordine.

Il primo giorno, appena arrivata, ho girato a piedi un po’ per il centro, passando per il Colosseo e costeggiando le mura vaticane. Più approfonditamente, ho visitato i Fori imperiali, che mi hanno fatto una bellissima impressione, e l’Altare della patria, dal quale ho potuto ammirare una splendida vista di Roma, con il Quirinale, la cupola di S. Pietro e i Fori imperiali.

Il secondo giorno è stato completamente dedicato al servizio e alla risoluzione del problema telefono, perciò non ho visitato molto.

Nel terzo giorno ho visitato il Pantheon, che mi è piaciuto molto (specialmente la tomba di Raffaello), Montecitorio, il ghetto ebraico, nel quale mi hanno emozionata le pietre d’inciampo con i nomi di chi è stato deportato nei campi e mai più tornato, il museo ebraico e una mostra sui bambini e la Shoa. Devo essere sincera però, mi aspettavo di più. Ho trovato molto interessanti le ricostruzioni storiche sia del museo che della mostra, molto accurate, ma ho trovato il tutto un po’ misero. Sarà che avevo nella memoria il museo ebraico di Berlino, visitato al liceo, enorme e straziante, ma pensavo che ci fosse di più. Evidentemente è tutto quello che è rimasto. A cena ho anche incontrato Federico Cesari, uno dei protagonisti di Skam. È stato molto gentile.

Il quarto giorno ho finalmente visitato i musei, una volta terminato il mio turno della giornata. Che dire, per chi ama l’arte sono decisamente un must, c’è davvero di tutto. Ho apprezzato in particolare la Cappella Sistina (direi!), le stanze di Raffaello, con la meravigliosa Scuola di Atene, e il museo Pio Clementino, con opere di età classica. La stanza che però mi ha lasciata senza fiato è nella Pinacoteca, completamente al buio e illuminata solo da due dipinti di Raffaello e arazzi della sua scuola, che ricoprono le pareti. Lì mi è davvero mancato un battito. Molto particolari anche il padiglione delle carrozze, con, fra le altre cose, l’auto in cui Giovanni Paolo II ha subito l’attentato nel 1982, e la stanza delle carte geografiche, realizzate nel ‘500. Lì in particolare mi sono soffermata sulla carta che rappresentava il mio territorio, Perugia e il lago Trasimeno, curiosamente invertiti rispetto alla loro collocazione geografica. In quella carta mi ha anche incuriosita la presenza di alcuni posti, talmente piccoli che non pensavo potessero essere rappresentati. Ho trovato meno entusiasmanti, invece, gli appartamenti di Alessandro IV, che ospitano una collezione di arte contemporanea. Me ne scuseranno i cultori, ma è un tipo di arte che proprio non riesco a capire.

Il quinto giorno invece è iniziato con una piacevole passeggiata all’interno di Castel Sant’Angelo, struttura concepita più che altro a scopi militari ma che invece mi ha stupita per le sue sale affrescate del ‘500. Ho trovato comunque interessante tutto il percorso, che mi ha fatto piacere aver condiviso con una carinissima ragazza di Carrara conosciuta mentre ero in fila per entrare.

Il sesto giorno, venerdì, ho visitato assieme a mio padre, giunto a Roma per la visita di un giorno, la Basilica di S. Pietro. Che dire, è semplicemente magnifica, da togliere il fiato. Sono rimasta colpita sicuramente dalle tombe dei Papi, soprattutto quella di S. Pietro. Sapere che lui era lì, che potevo letteralmente vedere la sua tomba, mi ha a dir poco sconvolta. Non sono la cattolica più fanatica, ma stare dentro la basilica ha davvero toccato certe corde.
Fra l’altro venerdì ho avuto anche l’onore di attraversare il Vaticano internamente, per andare dai musei alla basilica. Ero andata a chiedere un’informazione ai custodi, durante il turno, sulla strada più vicina da poter fare per raggiungere la basilica. Un comandante della gendarmeria lì presente ha fatto sì che potessi passare all’interno di Città del Vaticano (sono molto rigidi su questo, è assolutamente proibito l’accesso senza la loro autorizzazione). Un custode poi mi ha accompagnata con l’auto nell’ingresso interno della basilica. Sono stati gentilissimi, proprio non mi meritavo questo trattamento di favore!

Nella mattina dell’ultimo giorno di servizio, prima di entrare in turno, ho fatto un bel giro a piedi. Ho visto Piazza del popolo, di cui non sapevo nulla e che mi ha davvero stupita, Piazza di Spagna e la scalinata di Trinità dei Monti e il Quirinale. A Piazza di Spagna, ho anche partecipato, in pratica, a un servizio fotografico. Ero in cima alla scalinata di Trinità dei Monti e avevo chiesto a un ragazzo di farmi una foto ricordo con il mio telefono rimediatissimo all’Euronics (era tipo un Brondi, comprato a pochissimo giusto per non rimanere del tutto isolata). Ignoravo però che fosse un fotografo professionista. Mi ha proposto di fare le foto con la sua macchinetta e mi sono ritrovata protagonista di diversi scatti (uno dei quali ho messo all’inizio dell’articolo). È stato buffo. (Il fotografo, per onore di cronaca, è lui.)

In generale ho trovato questa esperienza molto bella ed entusiasmante. Trovo che sia splendido che la Confederazione delle Misericordie dia queste possibilità, per mettersi in gioco in ambienti diversi e per conoscere altre persone che, in differenti parti d’Italia, condividono la stessa voglia di aiutare il prossimo, con gli stessi colori che indosso io.

Se siete arrivati fino in fondo, grazie! Nei prossimi giorni provvederò a tornare alla programmazione classica degli articoli.

7 commenti

  1. Bellissimo tour! Mi ha incuriosito molto la parte del ghetto ebraico, che spero di visitare la prossima volta che tornerò a Roma. E’ stato un piacere condividere una tappa del percorso, alla prossima!

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